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Monza dopo il Covid, si apre il dibattito sulle infrastrutture e gli investimenti

Monza dopo il Covid, si apre il dibattito sulle infrastrutture e gli investimenti

25 Maggio 2020

Chi pensava che dal 4 maggio in poi, dopo il lockdown provocato dalla pandemia Covid-19, ci sarebbero stati una sorta di assalto ai mezzi pubblici o il traffico impazzito di auto guidate da persone ancora spaventate per il contagio, fino ad ora è stato smentito. Che sia davvero l’inizio di un radicale cambiamento popolare verso una mobilità green, più sostenibile per l’ambiente e salutare? Troppo presto per dirlo. Ma vale la pena interrogarsi sin da ora su quali siano le sfide che, su un tema centrale come le modalità di spostamento delle persone, si stanno aprendo anche a Monza.

E, tra politiche urbane da programmare, nuovi paradigmi da immaginare e un presente fatto di annunci di nuovi investimenti in infrastrutture e bonus bici, LabMonza, oggi un pensatoio di sinistra e nel 2017 anche una lista civica candidata alle Elezioni amministrative, ha provato ad andare oltre il dibattito cittadino quotidiano di questi giorni.

Con una diretta sulla propria pagina Facebook (rivedila qui), la prima di una serie sulle politiche pubbliche nel futuro post-emergenziale, moderata da Alessandro Gerosa (nella foto in basso), ex consigliere comunale a Monza, a cui hanno partecipato Paolo Beria, Professore di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano e Lorenzo Brusadelli, Presidente di FIAB Monzainbici.

INVESTIMENTI E PISTE CICLABILI

Ora che dopo la fase più acuta del Coronavirus l’Italia, pur tra mille incertezze, sta provando a far ripartire anche l’economia, tra i settori su cui si cerca di spingere di più ci sono l’edilizia e le infrastrutture. Anche quella stradale e, più in generale, legata alla viabilità. Potrebbe essere un’occasione per andare nella direzione della mobilità dolce?

Alla politica piace molto usare il tema degli investimenti in questi ambiti perché pensa siano facilmente spendibili in termini mediatici – afferma Beria – in realtà, visto l’alto costo anche di un piccolo intervento, basti pensare che un nuovo km di metro a Milano può costare anche 100 milioni di euro, molto si può fare con quanto è già esistente, magari gestendolo diversamente e facendo uso della tecnologia”.

Soprattutto sul piano urbano prima dei grandi investimenti ci sarebbero altre cose da fare – continua – si potrebbe puntare velocizzare la rete di superficie, soprattutto tranviaria, che oggi ha una velocità commerciale media di soli 13 km/h e puntare sulla ciclabilità”. Quest’ultimo è un tema sentito soprattutto a Monza che sconta, nonostante la sua conformazione pianeggiante, una scarsa attenzione alle esigenze di chi si muove su una bicicletta.

Servirebbero investimenti non tanto per la costruzione di nuove piste, ma per la moderazione del traffico con zone 30 e dissuasori – spiega Brusadelli (nella foto in alto), da un anno presidente di FIAB Monzainbici (leggi l’articolo) – siamo, comunque, naturalmente contenti che, a quanto sembra, inizieranno a breve i lavori per la pista ciclabile che collegherà via Borgazzi con la futura fermata della metro a Bettola e dovrebbero partire anche quelli della ciclabile Brumosa fra Monza e Brugherio (vedi l’approfondimento), che hanno già un paio di anni di ritardo”.

In attesa di questi interventi strutturali, secondo l’associazione cicloambientalista, a Monza si potrebbe prendere spunto da iniziative come la Bicipolitana di Bologna e agire, quasi a costo zero, per incentivare la mobilità dolce. “Le ciclabili della nostra città, oltre ad essere poche, sono soprattutto a spezzatino e per collegarle basterebbero delle corsie tratteggiate sulla strada, una sorta di area di rispetto tra ciclista ed automobilista” sostiene Brusadelli.

Proprio in questa direzione, la FIAB Monzainbici nei giorni scorsi, dopo aver scritto al sindaco Allevi e alla sua Giunta comunale due lettere con le idee per rendere centrale l’uso della bicicletta (clicca la news), ha lanciato una petizione dal titolo “Uniamo i punti”, che ha già raccolto 1600 firme e l’adesione dei dirigenti scolastici del Liceo Frisi, dell’Istituto Maddalena di Canossa e del Mapelli (ecco l’articolo). 

PEDEMONTANA

In piena emergenza sanitaria da Covid-19 la Regione Lombardia ha annunciato che circa 350 milioni di euro dei 3 miliardi stanziati per il piano di rilancio andranno al completamento della Pedemontana. Una decisione che ha sollevato più di un dubbio in un periodo che si preannuncia di profonda crisi socio-economica (vedi l’editoriale).

Le infrastrutture non sono la panacea per rimettere in piedi l’economia dopo il Covid e la Pedemontana, inoltre, non ha grande traffico – sostiene Beria – sarebbe meglio, con una prevista politica di forte spesa pubblica soprattutto a debito, fare tanti piccoli investimenti, con efficaci e tangibili effetti, su progetti ad alto impiego umano ed orientati sulla cura della persona, la cultura e l’istruzione”.

Più che la Pedemontana, avendo tanti soldi da spendere, sarebbe importante puntare sulla intermodalità per lo sviluppo della mobilità sostenibile – continua – è preferibile un sistema infrastrutturale più leggero, ma più diffuso a rete”.

SCELTE STRATEGICHE

Nel nostro territorio la promozione dell’uso della bicicletta come un modo salutare, sicuro e ambientale di muoversi, deve passare anche attraverso un cambio di mentalità nell’azione politica. “Quando si pianifica il trasporto pubblico a Monza si è sempre troppo Milano-centrici – spiega il Professore di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano – in realtà Monza, in quanto centro politico ed economico di un’area ampia e molto popolata a nord di Milano, ha una grande attrattività”.

Basti pensare che i flussi della mobilità da Lissone e Vimercate verso Milano sono comparabili a quelli verso Monza – continua – è, allora, fondamentale, programmare spazi cittadini e una rete adeguata di trasporti, anche in un’ottica ciclabile e pedonale, che non lascino a molti utenti brianzoli l’auto come unica alternativa ai mezzi pubblici”.

Il cammino da fare in una nuova direzione è tanto. Chissà se il cosiddetto Bonus bici, previsto nel recentissimo Decreto Rilancio, potrà influire. “A Milano si sta registrando un grosso aumento di vendite, ma non aspettiamoci che in pochissimo tempo cambi tutto – afferma Brusadelli – del resto anche a Copenaghen, ora la città più green d’Europa, ci sono voluti 20 anni per modificare in senso sostenibile le modalità di spostamento”.

La nostra realtà presente, sul fronte ciclabile, è ancora quella di collegamenti tra Comuni spesso poco coordinata e di difficoltà anche a portare la bici sul treno, dove non ci sono più carrozze dedicate” continua.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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