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Olimpiadi di Tokyo, Linda Olivieri eliminata in semifinale nei 400 ostacoli!

Olimpiadi di Tokyo, Linda Olivieri eliminata in semifinale nei 400 ostacoli!

2 Agosto 2021

Come ogni vero sportivo, non cerca alibi. Ma il diluvio che è iniziato pochi minuti prima della semifinale dei 400 ostacoli alle Olimpiadi di Tokyo in cui ha gareggiato anche Linda Olivieri, sicuramente non è stato un fattore positivo per la 23enne atleta piemontese tesserata per l’Atletica Monza e per le Fiamme Oro. Che si era presentata allo start della prima delle tre semifinali in programma con la tranquillità di chi aveva raggiunto l’obiettivo dichiarato alla vigilia e aveva tutta la voglia di migliorare il proprio personale nell’occasione più importante.

Sulla pista dello Stadio Olimpico di Tokyo, invece, Linda Olivieri, il viso raccolto nelle sue tipiche treccine bionde, è scattata bene dai blocchi della nona corsia. Anzi, probabilmente, proprio la posizione di partenza così defilata le ha consentito in avvio di avere una pista meno bagnata. Poi, però, un’indecisione o un errore su un ostacolo prima di metà gara ha fatto perdere la ritmica giusta all’atleta del coach Giorgio Ripamonti. Un elemento essenziale che ha compromesso irrimediabilmente la sua gara.

UNA GARA SOTTO IL DILUVIO

Al traguardo Linda, che studia Architettura al Politecnico di Milano, ha conquistato un argento ai Campionati europei Under 23 nel 2019 a Gavle, in Svezia e il secondo posto ai Campionati italiani assoluti di Rovereto nell’ultimo week-end di giugno di quest’anno, è arrivata settima con il tempo di 57.03. Decisamente lontana da quel 55.54, primato personale eguagliato, che aveva corso nelle qualificazioni alle Olimpiadi di Tokyo.

A vincere la semifinale corsa da Linda è stata l’americana Dalilah Muhammad, campionessa ai Giochi di Rio nel 2016 e mondiale a Doha nel 2019, in 53.30. “Non voglio dare la colpa alla pioggia, una limitazione che c’è stata per tutte – afferma al microfono della Rai nel post-gara la Olivieri, che nel 2021 ha migliorato per tre volte il suo limite sui 400 ostacoli – è stata una gara brutta, mi sentivo bene e volevo battere il mio personale”.

“Rispetto alla batteria ero anche più carica e tesa nel modo giusto per una gara così importante – continua, mentre comincia anche a scenderle qualche lacrima dagli occhi – dopo il doppio sparo per la presunta partenza anticipata della norvegese Iuel, però, mi sono sentita più in ansia, poi ad un certo punto ho perso la ritmica e da lì mi sono sentita stanca e pesante fino al traguardo”.

Cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno il coach, Giorgio Ripamonti. “Dopo l’errore di ritmica ha portato a casa la gara ed è la prima che Linda sbaglia quest’anno in una stagione molto intensa – spiega – è stata, comunque, una bellissima esperienza ed è già un successo essere arrivati qui alle Olimpiadi ed aver raggiunto le semifinali”.

Nei 400 ostacoli oltre alla Olivieri, l’Italia perde in semifinale anche Yadisleidy Pedroso, la 34enne di origine cubana, che dal 2013 detiene il primato nazionale sulla distanza con 54.54. Per lei, che correva nell’ultima delle tre semifinali, un quinto posto con 55.80, non lontana dal suo primato stagionale.

È ANCORA BRIANZA

Con l’eliminazione della Olivieri nei 400 ostacoli, non ci sono più nostri portacolori rimasti in gara alle Olimpiadi di Tokyo. Almeno nelle discipline individuali. La schermitrice Arianna Errigo nel fioretto, non senza qualche delusione e perfino polemiche, porta comunque a casa il bronzo della gara a squadre.

Martina Maggio

Può essere, probabilmente, più contenta la ginnasta villasantese, Martina Maggio, che alla sua prima esperienza alle Olimpiadi, ha conquistato la posizione 19 nella finale per l’all-round e il quarto posto con il team azzurro. Qualche soddisfazione anche per Vladimir Aceti, il ragazzo di origine russa, che vive e si allena a Giussano. Nella 4×400 mista, in cui ha corso insieme ad Edoardo Scotti, Alice Mangione, Rebecca Borga, non è arrivata per un soffio la finale, ma l’ottimo tempo, 3.13.51, vale il record italiano.

Niente finale anche per Elena Bellò, 24enne vicentina, ma allenata da Alessandro Simonelli sulla pista di Giussano, negli 800 metri. Dopo il quinto posto in batteria con 2.01.07, Elena in semifinale non è andata oltre 2.02.35. Ma, per restare con l’atletica, alle Olimpiadi di Tokyo fra pochi giorni sarà di nuovo l’ora di Filippo Tortu.

Il 23enne velocista cresciuto a Costa Lambro, una frazione di Carate Brianza e formatosi sulle piste di Besana Brianza e Giussano, che ha visto il connazionale, Marcell Jacobs, trionfare nei 100 metri con uno straordinario 9.80, giovedì 5 agosto sarà uno degli staffettisti della 4×100 metri. Insieme a Fausto Desalu, lo stesso Marcell Jacobs e Davide Manenti, Filippo, che a Tokyo è arrivato in semifinale nei 100 metri dopo un discreto 10.10 corso in batteria, può dare un contributo importante per puntare davvero in alto.

Sta per arrivare il momento anche di Federica Sala, la 28enne, nativa di Vimercate, che il 6 e il 7 agosto farà parte della squadra italiana di nuoto sincronizzato. E, poi, la Brianza può continuare a tifare per il basket maschile e il volley. Nel primo caso gli azzurri, che hanno Paolo Galbiati, 37 anni, concorezzese, tra gli assistent coach di Meo Sacchetti, martedì 3 agosto alle 10.20 giocheranno nei quarti di finale contro la Francia. Pochi minuti prima, alle 10, inizierà anche la sfida, nel volley maschile, tra Italia ed Argentina. In campo anche Gianluca Galassi, 24enne centrale, trentino di nascita, ma monzese di adozione visto che dal 2019 gioca nel Vero Volley. In palio la semifinale delle Olimpiadi.

Continua la corsa alle medaglie anche del volley femminile. La squadra italiana, con le “monzesi” Anna Danesi e Alessia Orro, rispettivamente centrale e palleggiatrice del Consorzio Vero Volley, giocherà giovedì 4 agosto i quarti di finale contro la Serbia o la Corea del Sud.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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