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Campagna vaccinale di massa: Pd sulle barricate a Desio per gli hub della Brianza

Campagna vaccinale di massa: Pd sulle barricate a Desio per gli hub della Brianza

12 Aprile 2021

Mentre sta prendendo il via in Brianza la campagna vaccinale di massa, continua a essere un tema caldo sui banchi della politica locale e regionale la scelta degli hub. Polemiche e proteste non sono infatti mancate in questi giorni sui centri selezionati (alcuni non ancora aperti) e la chiusura programmata di altri che erano già ben operativi e ben funzionanti come il PalaBancoDesio. Per non parlare di alcuni centri che, anche se pronti, non sono mai partiti come Muggiò o Seregno, o ancora come il più clamoroso caso di Verano Brianza che ha funzionato a singhiozzi.

Insomma un’organizzazione non facile guidata da Regione Lombardia, in continuo cambiamento che sta facendo saltare i nervi a diversi amministratori e partiti locali. Con l’opposizione in prima fila.

LA PROTESTA DEL PD DESIO

Erano in tanti ieri, 11 aprile, a manifestare a Desio davanti al PalaBanco per chiedere a a Regione Lombardia di non chiudere il centro vaccinale. Un sit in promosso dal Partito Democratico a cui hanno preso parte cittadini ed esponenti del mondo politico, tra i quali in prima fila il sindaco della città, Roberto Corti, e il senatore vimercatese Roberto Rampi. Tutti lì ben distanziati ma uniti dai cartelli “No alla chiusura”.

“Non si è trattato di un’iniziativa da campagna elettorale, come qualcuno in malafede ha insinuato, ma noi è da anni che stiamo dicendo che la gestione di Lega e centrodestra sulla sanità lombarda non funziona e abbiamo portato più volte l’argomento in Consiglio comunale con gli amici di Desio Viva e Sinistra per Desio. – spiega il PD – Anche stavolta ci siamo subito attivati per far conoscere ai cittadini quello che stava accadendo, quello che Fontana, Moratti e Bertolaso pianificavano all’oscuro di tutti. Cosa hanno pensato? Di sostituire il centro messo a disposizione gratuitamente dall’amministrazione con una discoteca privata a Carate Brianza, difficilmente raggiungibile se non con l’auto. Abbiamo posto tre domande principali alla Giunta regionale e ai loro super manager, senza ricevere risposte o con le solite frasi di facciata di chi difende l’indifendibile per preservare soltanto il proprio interesse politico e partitico. Grazie ai volontari e ai medici vaccinatori per il lavoro svolto in questi mesi, grazie ai cittadini che erano con noi oggi perché era importante portare la nostra denuncia anche per le strade, fra la gente, per dire che noi non ci stiamo, che non accettiamo queste scelte che privilegiano gli amici degli amici e vanno a discapito della prossimità territoriale. Noi non ci stiamo, noi non ci fermeremo!”.

I SEI CENTRI GIÀ INDIVIDUATI E DUE NUOVI IN ARRIVO (MEDA E VERANO)

Ma se fino a qualche giorno fa si parlava di sei centri individuati a Monza e Brianza per la campagna massiva, due a Monza in Autodromo (già attivo) e all’Area ex Philips, uno a Carate al Polaris Studio (dal 15 aprile), uno a Limbiate presso il palazzetto dello sport di via Tolstoj (dal 19 aprile), poi uno a Besana Brianza al palazzetto dello sport “Ezio Perego” (dal 19 aprile) e all’ospedale di Vimercate (attivo da oggi), adesso la Lega per nome del consigliere regionale, Alessandro Corbetta a comunicare che: “Siamo al lavoro per aumentare il numero degli hub di vaccinazione, rispetto a quelli già previsti finora dalle autorità sanitarie. Mi riferisco in particolare ai centri già allestiti e attivi di Meda e di Verano Brianza. Si tratta di due centri gestiti da realtà sanitarie private, rispettivamente dall’Istituto Auxologico Italiano e dal Policlinico di Monza, che hanno dimostrato in questi giorni di funzionare in maniera egregia”.

La decisione è quasi presa, manca solo l’ufficialità. “Credo che nelle prossime ore potremo avere una risposta definitiva sulla possibilità di mantenere i centri di Meda e Verano. L’attività svolta nei due centri non pone solo le basi per auspicarne il proseguimento ma rappresenta una solida conferma dell’importante ruolo svolto dalla sanità privata in Lombardia, tanto vituperata da PD e 5Stelle, ma che anche in questa fase così delicata e complessa sta dimostrando quanto sia fondamentale e di aiuto per tutto il sistema sanitario”.

LA RICHIESTA: “Potenziare Misinto ed aprire subito Lentate”

Ma non è tutto, anche il vicecapogruppo del Carroccio al Pirellone Andrea Monti è sceso in campo per sottolineare la necessità di aprire ulteriori hub: “Ho notizie che alcuni centri come quello di Limbiate sono già pieni, quindi i cittadini delle Groane si stanno indirizzando verso Carate per le prenotazioni, questo significa che c’è l’assoluta necessità di aprire ulteriori hub e quindi chiedo che non venga chiuso il punto vaccinale di Misinto ma che anzi venga implementato, essendo già aperto e funzionante, a differenza di quello limbiatese che deve ancora partire. Chiedo che anch’esso venga inserito  nell’elenco degli hub vaccinali per le somministrazioni alla fascia dei 70-79enni e auspico che quello di Lentate, che è già pronto, venga reso immediatamente operativo. Perché più punti ci sono e migliore sarà il servizio che potremo offrire ai cittadini».

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