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Ospedale Vimercate, "Mio fratello": "Tanti progetti per rendere più lievi le sofferenze dei pazienti"

Ospedale Vimercate, “Mio fratello”: “Tanti progetti per rendere più lievi le sofferenze dei pazienti”

22 Febbraio 2021

Un piccolo esercito “armato” di buone intenzioni, tanta voglia di fare ed un solo, fondamentale, obiettivo: la gioia di vedere gli altri stare meglio. L’associazione “Mio fratello”, nata lo scorso 19 novembre in memoria di Francesco Martusciello, un giovane morto a 39 anni il 22 ottobre del 2020 dopo una lunga malattia, può contare su una ventina di volontari che stanno portando avanti una serie di iniziative. Tutte a supporto, in particolare, della Chirurgia Generale Oncologica dell’ospedale di Vimercate, un reparto altamente specializzato nella cura e nel trattamento chirurgico ad alta complessità di carattere oncologico, il cui primario, Christian Cotsoglou, è rimasto molto legato al ricordo di Francesco.

In queste settimane “Mio fratello”, che ha la sua sede a Milano, è vicina a raccogliere i 18.500 euro necessari per l’acquisto di un tromboelastografo da destinare al nosocomio di Vimercate (qui per fare una donazione), un macchinario che agevola la comprensione per i medici del rischio emorragico o trombotico studiando il sangue del paziente e riducendo lo spreco di plasma, una risorsa limitata e preziosa per tutti i pazienti emorragici grazie al suo potere coagulante.

L’associazione di volontariato recentemente ha anche inaugurato ad Arcore il suo primo alloggio sociale, “Casa Francesco”, un monolocale di 40 metri quadrati completamente arredato e messo a disposizione di chi, proveniente da lontano, ha individuato nell’Ospedale di Vimercate il luogo idoneo per affrontare il percorso, a volte lungo, di cura. L’intenzione di “Mio fratello”, impegnata anche sul fronte del supporto alla ricerca scientifica e delle attività culturali, è di trovare entro il 2021 altri due o tre alloggi sociali, sempre in luoghi da cui il nosocomio brianzolo è facilmente raggiungibile.

Tra gli obiettivi già raggiunti c’è l’acquisto di un paio di occhiali chirurgici galileiani, uno strumento, dotato di grandi capacità di ingrandimento ed utile nelle operazioni di microchirurgia, donato all’Ospedale di Vimercate. “Ci sono tante altre idee che stiamo cercando di mettere a punto, in particolare sulla ricerca e cura delle patologie oncologiche – annuncia Stefano Martini (il secondo da sinistra nella foto in alto), presidente di “Mio Fratello”, nel cui Direttivo fanno parte sin dall’inizio la mamma di Francesco e la sorella, Giulia – il nostro entusiasmo è ben rappresentato dalle parole “Se ti prendi cura delle persone, vinci sempre”, una frase di Francesco che è anche lo slogan della nostra associazione”.

Presidente, ci racconta nello specifico come è nata l’associazione “Mio fratello”?

Io ero legato a Francesco Martusciello da un’amicizia profonda e lunga ormai circa 14 anni. Siamo sempre stati animati dalla volontà di aiutare le persone che hanno bisogno. Nell’ultimo anno e mezzo della sua malattia avevamo parlato del progetto di creare un’associazione a favore dei malati oncologici. Quando il 22 ottobre 2020 Francesco è morto, io, i suoi familiari ed alcuni amici, abbiamo deciso che era giunto il momento di passare all’azione ed è nata “Mio fratello”.

Abbiamo pensato di aiutare l’Ospedale di Vimercate e in particolare Chirurgia Generale Oncologica perché è il reparto in cui è primario Christian Cotsoglou, che ha operato Francesco e ne ha apprezzato le sue straordinarie qualità umane, evidenti a tutti.

L’alloggio sociale di Arcore è tra i vostri primi progetti realizzati. E’ già pronto ad ospitare pazienti?

Questo primo alloggio sociale, a solo tre fermate di autobus dall’Ospedale di Vimercate, è stato trovato dopo un’attenta ricerca perché ci voleva una struttura con determinate caratteristiche per accogliere i pazienti ed i loro eventuali accompagnatori. Ora è tutto pronto e il primo ospite arriva dalla Calabria. Effettuati i dovuti tamponi anti-Covid, subirà un intervento e, dopo alcuni giorni di degenza in ospedale, si sistemerà nel monolocale di Arcore per sottoporsi ai necessari controlli post-operatori.

Nel corso del 2021 vedremo quale sarà la richiesta di questo tipo dio servizio, ma stiamo pensando, vista la notevole mobilità sanitaria in Italia, di trovare, sempre nei pressi di Vimercate, altri due o tre appartamenti da mettere a disposizione dei pazienti oncologici.

La raccolta fondi per l’acquisto di un macchinario che agevola la comprensione per i medici del rischio emorragico o trombotico è partita da poco più di quindici giorni. A che punto è l’obiettivo di arrivare a 18.500 euro?

Abbiamo avuto una straordinaria risposta con ben 60 donatori. Ad oggi, 22 febbraio, siamo arrivati a 16.182 euro raccolti, grazie soprattutto ad una fondazione che ha deciso di sposare il nostro progetto e versare il contributo più sostanzioso, 14mila euro. Siamo contenti perché il tromboelastografo permette di effettuare analisi del sangue molto particolari in modo da approntare una terapia rapida ed efficace sul paziente. Con questo macchinario in caso di emergenza non si spreca il plasma e si evitano le trombosi.

Quali altri progetti pensate di realizzare nel corso del 2021?

Prima di tutto siamo anche contenti di essere riusciti ad aver acquistato e donato all’Ospedale di Vimercate degli occhiali chirurgici galileiani. E’ uno strumento dal costo di 2mila euro, che consentirà un trattamento migliore dei pazienti, di cui in particolare il viceprimario della Chirurgia Generale Oncologica aveva bisogno.

Poi, tra le tante idee da mettere a punto, nell’immediato abbiamo pensato di dare una mano al reparto di Pediatria. A causa del Covid-19, attualmente non c’è a disposizione nemmeno una sala ristoro. Vorremmo donare un frigorifero ed un microonde. Su questo stiamo aspettando una risposta dalla dirigenza del nosocomio.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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