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ATS Brianza sostegno alle famiglie "fragili": aiutate mille persone

ATS Brianza sostegno alle famiglie “fragili”: aiutate mille persone

14 Luglio 2016

Ammontano a 7.120.000 euro i fondi che l’ATS della Brianza ha destinato nel primo semestre del 2016 agli individui che manifestano condizioni di particolare fragilità nelle due province di Lecco e Monza Brianza. In totale, i soggetti che hanno beneficiato di queste misure sono stati più di 1.000.

silvano-lopez-direttore-socio-sanitario-ats“Queste misure – specifica il Direttore socio-sanitario dell’ATS della Brianza, Silvano Lopez – hanno origine dalle indicazioni fornite dalla DGR 116 del 2013, che determina gli indirizzi di intervento verso individui con particolari fragilità e tutela e valorizza il ruolo della famiglia. Rispetto agli interventi che erano in capo alle ASL negli anni precedenti, questa deliberazione regionale individua degli ambiti innovativi da perseguire ed è recepita con una progettualità organica da parte del nostro ente. I numeri sono molto grandi – continua il Dott. Lopez – ma il nostro impegno è altrettanto grande e stiamo soddisfacendo i bisogni dei soggetti fragili del nostro territorio. In questo modo riusciamo da alleviare le difficoltà che alcune famiglie e individui soli manifestano, rispondendo puntualmente alle necessità di assistenza che col tempo si sono modificate.

Rispetto alle misure classiche in capo da anni alle ASL, quali l’Assistenza Domiciliare Integrata, il ricovero presso le RSA e il sostegno ai Centri Diurni per Disabili, sono state individuate nuove esigenze sulle quali lavorare. Si parla di residenzialità leggera, una misura che offre un contributo economico per l’inserimento in soluzioni abitative singole o comunitarie con caratteristiche di protezione, ad over 60 che si trovano in condizioni di fragilità/parziale autosufficienza. La residenzialità per minori con gravissima disabilità non assistibili a domicilio prevede invece un voucher per l’accoglienza del soggetto in un istituto specifico per le sue esigenze. Un’altra misura è l’RSA aperta, destinata ad over 75 con patologie non così gravi da ricovero nella “RSA classica” e anziani con demenza/Alzheimer; in questo caso, in base ai bisogno della famiglia e della persona, si prevede una presa in carico del soggetto a domicilio, o, in alcuni frangenti, con trattamento semiresidenziale, in un’ottica di mantenimento e miglioramento del benessere. Altri interventi effettuati riguardano l’erogazione di buoni mensili di 1.000€ a famiglie con disabili gravissimi con patologie che determinano condizioni di dipendenza vitale come la SLA e voucher per l’inserimento in comunità per minori a seguito di provvedimento dell’autorità giudiziaria.

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Fonte Esterna
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