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Smog, Meda maglia nera: Sinistra e Ambiente chiede al sindaco di agire

Smog, Meda maglia nera: Sinistra e Ambiente chiede al sindaco di agire

30 Dicembre 2015

Meda continua a detenere il poco invidiabile primato di città dello smog. È da inizio dicembre che la centralina di via Gagarin registra valori di pm10 superiori al limite. E se è vero che, come ha sottolineato il sindaco Giovanni Giuseppe Caimi, non è solo l’aria di Meda ad essere pessima, in quanto i valori registrati dalla centralina sono rappresentativi della qualità dell’aria di tutta la zona, è anche vero che né Meda né comuni limitrofi hanno finora preso decisioni drastiche per ridimensionare il problema. Con conseguenze facilmente immaginabili sulla salute dei cittadini. D’altra parte i dati diffusi  dall’Agenzia europea dell’ambiente dicono chiaramente che non solo in Lombardia, ma in tutta Italia, le vittime dovute all’inquinamento sono le più numerose d’Europa: 84.400 quelle stimate per il 2012.

Milano ha dichiarato tre giorni di blocco del traffico, dalle 10.00 alle 16.00: una decisione impopolare che, se per alcuni è una misura troppo blanda, è pur sempre un inizio. Così come lo sono le ordinanze più leggere emesse a Cesano Maderno, Desio, Lissone e Monza (che prevedono, ad esempio, il divieto di circolazione ai veicoli Euro3 diesel e la diminuzione della temperatura massima della temperatura dei riscaldamenti). Ma è paradossale che proprio a Meda non si sia deciso nulla, sottolinea la lista civica medese Sinistra e Ambiente: «Come ambientalisti, siamo ben consci che questi interventi non possono risolvere da soli il problema dell’inquinamento atmosferico da pm10 – premettono, in riferimento alle misure anti-smog prese nei comuni già citati -, ma possono servire, se correttamente applicati, a ridurre, almeno temporaneamente, le fonti di emissioni e ad abbassare i valori di pm10 registrati. Per questo, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha protocollato una richiesta formale affinché anche il Comune di Meda agisca quanto prima in tal senso». Il documento, presentato lunedì 28 dicembre, richiede al sindaco deliberare misure di limitazione del traffico, di diminuzione della temperatura degli ambienti, di divieto di combustione di legna all’aperto e in impianti a basso rendimento, oltre a domandare il divieto di utilizzare i botti di Capodanno, una misura già presa a Desio e suggerita dalla Regione.

Intanto, chi volesse respirare un’aria più pulita ha solo due alternative: andare via dalla pianura padana, o sperare nella pioggia, che però, secondo i dati del meteo, non arriverà prima del 4 gennaio.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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