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Ucciso a 14 anni dal «Blackout», la terribile storia di un giovane scalatore della Brianza - MBNews
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Ucciso a 14 anni dal «Blackout», la terribile storia di un giovane scalatore della Brianza

Questa mattina a Lambrate si celebrano i suoi funerali, con mamma e papà che ancora non riescono a darsi pace per quanto sarebbe accaduto.

carabinieri auto mb 2018 03

“Fate il più possibile per far capire ai vostri figli che possono sempre parlare con voi, qualunque stronzata gli venga in mente di fare devono saper trovare in voi una sponda, una guida che li aiuti a capire se e quali rischi non hanno valutato. Noi pensiamo di averlo sempre fatto con Igor, eppure non è bastato. Quindi cercate di fare ancora di più, perché tutti i ragazzi nella loro adolescenza saranno accompagnati dal senso di onnipotenza che se da una parte gli permette di affrontare il mondo, dall’altra può essere fatale.” Sono le strazianti parole dei genitori di Igor, 14 enne di Lambrate e arrampicatore appassionato in una società sportiva di Agrate Brianza, che si ipotizza possa essere soffocato a morte per una sfida estrema in rete.

Questa mattina a Lambrate si celebrano i suoi funerali, con mamma e papà che ancora non riescono a darsi pace per quanto sarebbe accaduto.

Il giovanissimo, come hanno raccontato in rete i suoi stessi genitori, amante dello sport e felice di arrampicarsi in palestra, in Brianza, prima di potersi cimentare in una scalata vera che purtroppo non farà mai, è stato trovato morto nella sua camera, apparentemente suicida.

Mercoledì scorso però sempre i suoi genitori hanno svelato ciò che le indagini delle forze dell’ordine avrebbero scoperto, dopo aver esaminato il suo personal computer e il suo telefonino. Dal traffico in rete del giovanissimo sarebbero saltati fuori siti web dove si “gioca” a “blackout”, una sfida senza senso per vedere quanto si resiste senza respirare, utilizzando oggetti, fino al soffocamento. Igor quindi, potrebbe essersi sfidato con qualcuno togliendosi aria, sempre più a lungo, fino allo svenimento e alla morte.

Secondo quanto divulgato dalla famiglia alla società sportiva del giovane, che l’ha pubblicato su facebook, su questi siti la pratica dell’asfissia viene proposta come metodo per fingere malori e saltare la scuola, senza pensare ai rischi mortali a cui si sottopone chi la prova. “Fortissimo scalatore quattordicenne, esuberante e fisicamente una vera e propria forza della natura, figlio di una famiglia fantastica, all’insaputa di tutti ha voluto provare il Blackout, una criminale procedura (lo chiamano gioco, noi non lo vogliamo chiamare così) che sfida il soffocamento, e che ha già mietuto tante vittime adolescenti, e non solo, nel mondo”. Le parole di Fabio Palma, sulla pagina Fb dei Ragni di Lecco, dove Igor una decina di volte l’anno era presente con tutto il suo candore.

Poi il post prosegue “queste sfide alla morte sono sempre esistite e in ogni epoca si poteva rimanerne coinvolti, ma quelle di oggi sono più subdole, molto più subdole, perchè possono compiersi nella stanza della tua casa, in pochi minuti, guidate da criminosi esempi virtuali, video orrendi che sono dei veri e propri atti terroristici ai nostri figli, ai nostri amici, a tutti noi”. Infine chiude “quanto ci mancherà Igor, non potete immaginarlo. Siamo sconvolti, come mai ci è accaduto. Molto di più di un pensiero alla sua famiglia, e siamo vicini anche alla società Boulder&co di Agrate, nella quale Igor coltivava i suoi sogni, e ai loro piccoli atleti, che dovranno affrontare una vita con un ricordo indelebile”.

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