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Cgil Mb, inaugurazione “Officina Giovani”: la Camusso prova a fare da talismano

Cgil Mb, inaugurazione “Officina Giovani”: la Camusso prova a fare da talismano

24 Settembre 2018

Non uno dei tanti coworking, ma uno spazio aperto alla città per sviluppare le competenze dei giovani e farli sentire meno soli in un mercato del lavoro avaro di significative opportunità. Con queste premesse, di certo non manca l’ambizione ad “Officina Giovani” (qui la presentazione), l’iniziativa messa a punto da Nidil (Nuove identità lavoro) Cgil Monza e Brianza per intersecare precarietà e lavoro giovanile e, all’insegna della solidarietà e di soluzioni concrete e territoriali, fornire un luogo reale in cui incontrarsi, vedersi e parlarsi. In via Monte Oliveto a Monza, dove sorgeva il magazzino dell’ex sede della Camera del lavoro provinciale, all’inaugurazione delle 15 postazioni gratuite di coworking è intervenuta anche Susanna Camusso, dal 2010 Segretario generale nazionale della Cgil.

Il bando per partecipare ad “Officina Giovani” (vedi l’approfondimento), che aprirà ufficialmente i battenti l’1 Ottobre, si è chiuso il 10 settembre. Ma la possibilità di presentare la domanda per aggiudicarsi una delle postazioni disponibili resta sempre aperta (per maggiore informazioni si può scrivere a nidilbrianza@cgil.lombardia.it. Anche perché è previsto che chi risulta idoneo possa usufruire dello spazio coworking per un periodo da un mese fino, con rinnovi consecutivi, ad un anno.

Tempo in cui i giovani tra i 18 e i 35 anni,  che proporranno progetti di sviluppo di start up tecnologiche e professionali e sottoscriveranno un protocollo sui valori sociali ed etici del lavoro, usufruiranno di una serie di servizi. Dalla rete Wi-Fi ai telefoni fissi, dalla fotocopiatrice ad una sala riunione. Fino a scrivanie attrezzate, distributore bevande e snacks e ad un’area comune anche all’aperto. Sono previsti anche un’assistenza normativa, fiscale e gestionale per le start up, ma anche per soggetti esterni, grazie alla periodica presenza del Patronato Inca, Caaf, Ufficio Vertenze legale e Servizio orientamento al lavoro. In cambio i giovani coinvolti nell’iniziativa metteranno gratuitamente a disposizione di Nidil e della Cgil Monza e Brianza prodotti e servizi. Tra questi app dedicate, software, progettazione materiale di promozione.

“Per quanto riguarda il primo bando sono stati già selezionati 12 giovani tra i 18 e i 30 anni e stiamo valutando le ultime domande per assegnare le ultime tre postazioni di coworking – afferma Giorgio Garofalo, collaboratore per l’Area Giovani e Lavoro della Cgil Monza e Brianza – fino ad ora i progetti che i partecipanti porteranno avanti sono il frutto di personalità, competenze e storie diverse. Tra le altre idee c’è, ad esempio, quella di un informatico che vorrebbe realizzare un social network per professionisti della grafica – continua – oppure una ragazza dello Sri Lanka, da 10 anni in Italia, che vorrebbe mettere a disposizione e in condivisione le sue capacità artistiche nella pittura e le sue esperienze professionali. C’è, poi, chi vuole occuparsi di diritti del mondo del lavoro o di app a sfondo sociale, altri di architettura d’interni o, ancora, della vendita di magliette e vestiti con il proprio marchio”.

“Officina Giovani” ha molti padri. In primis Nidil (Nuove identità lavoro) Cgil e Lino Ceccarelli, Responsabile per Monza e Brianza anche dell’Area Giovani e Lavoro. “Abbiamo deciso di investire, anche economicamente, in maniera convinta su questo progetto, che ha l’originalità di essere uno dei primi a livello nazionale gestito da un sindacato, ma aperto gratuitamente alla città, alle associazioni e al territorio – afferma Claudio Treves, Segretario generale nazionale Nidil Cgil – il tentativo è superare le situazioni di disagio ed angoscia dell’attuale mercato del lavoro mettendo in comune prospettive, capacità e possibilità”.

Fondamentale per la buona riuscita di “Officina Giovani” sarà, quindi, il contributo dei numerosi enti ed associazioni locali, che sono diventati partner dell’iniziativa. Da Afol (Agenzia per la formazione e l’orientamento al lavoro) al Cesvip, dalla “Scuola di Formazione Politica” al Consorzio Comunità Brianza, dall’Arci Scuotivento all’Associazione Minerva, dal Consorzio sociale CS&L a DesBrì (Distretto di Economia Solidale della Brianza), fino a DES Brianza “Mi Fido di Noi” e “Professionisti Solidali”.

“Questo coworking vuole essere anche un’opportunità, non solo per i giovani, ma per tutto il nostro territorio, di formazione e orientamento al lavoro – spiega Maurizio Laini, Segretario generale della Cgil Mb – per noi è motivo di orgoglio essere riusciti a realizzare questa iniziativa e siamo sicuri che rafforzare il rapporto con i giovani consentirà al nostro sindacato di crescere sempre di più”.

 “Officina Giovani” continua, in qualche modo, la strada intrapresa dalla Cgil Monza e Brianza con la Scuola di Formazione Politica, capace di coinvolgere decine di ragazzi tra i 19 e i 24 anni. All’inaugurazione quasi cinque anni aveva partecipato proprio la Camusso. Che, ora, scherza sul suo ruolo di possibile talismano anche per lo spazio di coworking.

Uno dei punti di riferimento di “Officina Giovani” è sicuramente la Carta dei Diritti Universali del Lavoro, una proposta di legge della Cgil per riconoscere diritti e tutele a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla qualificazione giuridica del rapporto di lavoro. Un percorso lungo e difficile, anche perché “la legge si conquista nella pratica oltre che in Parlamento” afferma il Segretario generale nazionale della Cgil.

Non aiuta l’attuale contesto socio-economico dove spesso la soluzione più semplice sembra quella di sacrificare diritti in nome di politiche di sviluppo tutte da dimostrare. E a farne le spese finiscono per essere i soggetti più deboli. Tra questi, appunto, i giovani. Che, invece, hanno bisogno di iniziative capaci di farli sentire attori protagonisti del proprio destino. E di persone in grado di fare tesoro di questa frase di Papa Giovanni XXIII: “Molti oggi parlano di giovani, ma non molti, ci pare, parlano ai giovani”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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