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L'accoglienza dei profughi fa di nuovo polemica a Desio - MBNews
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L’accoglienza dei profughi fa di nuovo polemica a Desio

Il nuovo progetto per l'accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo non piace a tutte le parti politiche della città, Zanello della Lega ci spiega perché.

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Desio sarà il Comune capofila di un progetto per l’accoglienza di quarantacinque richiedenti asilo e rifugiati, che con un budget di due milioni di euro fornirà nei prossimi mesi a queste persone in difficoltà vitto e alloggio.

Questa iniziativa interessante e lodevole, ha però scatenato polemiche in città. Il rappresentante della Lega Nord locale Massimo Zanello si dice, come potete vedere nella video intervista in fondo all’articolo, preoccupato e titubante su questo progetto: “Il progetto prevede due milioni di euro di soldi pubblici, parzialmente del Comune e parzialmente dello Stato. Proprio per questo siamo fortemente contrari a questa  iniziativa, noi crediamo che i soldi pubblici debbano essere spesi prima per gli Italiani e i Desiani. Tutta questa montagna di soldi per persone che nella maggior parte dei casi verranno mantenuti per qualche anno e poi rimpatriati, visto che sono richiedenti asilo e con ogni probabilità non otterranno lo status di rifugiati, perché semplicemente dei cittadini che ci provano, ci sembra ingiusto”. Zanello poi rivolge il proprio sguardo al futuro, all’estate quando il numero di profughi in arrivo sulle nostre coste aumenterà in maniera esponenziale: “Noi temiamo che iniziative di questo genere come già successo in passato scatenino una vera e propria ondata e invasione del nostro territorio. Desio si è messo addirittura a capofila per favorire questa ondata. Noi lo troviamo inaccettabile e abbiamo chiesto al Sindaco di revocare queste delibere, di non accettare questi finanziamenti e anzi di spendere questi soldi per i cittadini di Desio e utilizzarli per risolvere i problemi che ci sono sul nostro territorio. Per questo ripeto siamo fortemente contrari, due milioni per quarantacinque persone sul nostro territorio che dopo pochi mesi dovrebbero ritornare in patria, non ci sembra corretto nei confronti dei cittadini”.

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