15 Giugno 2021 Segnala una notizia
Lissone, presto i dati sperimentazione rifiuti. «Sta funzionando»

Lissone, presto i dati sperimentazione rifiuti. «Sta funzionando»

19 Novembre 2013

Ancora, impressioni e numeri ufficiali non sono disponibili, ma la sperimentazione che dallo scorso ottobre sta interessando circa il 10% della popolazione di Lissone e 2000 famiglie, quel sacchetto blu dotato di microchip ed etichetta elettronica personalizzata per pagare una tassa rifiuti proporzionale alla reale quantità di scarto prodotta, pare funzionare.

La novità, assoluta in Brianza, è stata, secondo l’assessore all’Ambiente, Giovanni Angioletti, ben digerita dai cittadini di Lissone. «La sperimentazione sta andando bene, il sacco blu viene utilizzato nella stragrande maggioranza dei casi e non registriamo incrementi dei fenomeni di abbandono. Tra circa un paio di settimane avremo da Gelsia un report effettivo della sperimentazione, che scadrà a fine dicembre ma che stiamo valutando di prorogare».

Il quartiere interessato, Pacinotti, è stato scelto per la presenza contemporanea delle due tipologie di abitazioni: condomini e case singole. «Alla vigilia c’erano parecchi timori, inutile negarlo. Legati anche alla difficoltà di capire la nuova metodologia, specialmente nei condomini, dove c’è qualche problema in più. Per fortuna, anche grazie all’incontro pubblico che abbiamo organizzato prima della sperimentazione, i commenti sono positivi e gli utenti, secondo i primi dati, conferiscono il sacco con una frequenza minore ma una maggiore differenziazione».

All’atto pratico, attraverso l’incrocio tra il microchip e il codice sacco ogni famiglia denuncia la quantità rifiuti prodotta e paga di conseguenza.

Condividi questa notizia

Facebook & Newsletter

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


Commenti

  1. A me sembra una pessima idea. Se la gente dovrà pagare la tassa sui rifiuti in funzione di quanti sacchetti butta, vedrete che si moltiplicheranno gli incivili che butteranno la spazzatura dove capita.

    • Quoto in pieno.Già adesso trovo assurdo dover tenere in casa 6 sacchetti diversi e pagare pure la tassa salvo poi vedere che negli ospedali, nelle stazioni, negli hotel la differenziata non la fanno( non fatevi ingannare dai bidoni differenziati,poi finisce tutto nel calderone..)figuriamoci se c’è il microchip..eheheh tutta la spazzatura nei cestini pubblici…

  2. Articolo quantomeno superficiale.

    Nella zona oggetto di sperimentazione ogni venerdì mattina i marciapiedi sono popolati di sacchi grigi che non vengono ritirati fino al martedì mattina, giorno in cui contro ogni logica vengono ritirati insieme ai sacchi viola.

    Questo denota diverse cose:

    – Non è vero che “gli utenti, secondo i primi dati, conferiscono il sacco con una frequenza minore ma una maggiore differenziazione”, semplicemente molti usano ancora il sacco grigio che non viene rilevato

    – La differenziazione va a farsi benedire se i sacchi grigi vengono ritirati il martedì insieme al sacco viola

    – E’ semplicistico affermare che “All’atto pratico, attraverso l’incrocio tra il microchip e il codice sacco ogni famiglia denuncia la quantità rifiuti prodotta e paga di conseguenza”. Il chip denuncia solo quanti sacchi produce un nucleo familiare e con quanta frequenza, ma la differenza tra un sacco pieno pesante dieci chili e uno semivuoto non viene rilevata.

    – Il fatto che ancora molti sacchi grigi vengono esposti deve quanto meno far ridimensionare le stime attribuite alla sperimentazione

    – Mi chiedo sulla base di che cosa si affermi “La novità, assoluta in Brianza, è stata, secondo l’assessore all’Ambiente, Giovanni Angioletti, ben digerita dai cittadini di Lissone” L’assessore è forse passato porta a porta nel quartiere oggetto della sperimentazione per raccogliere riscontri attendibili? Perché se lo avesse fatto dubito che avrebbe fatto simili affermazioni.

    Mi piacerebbe che queste osservazioni venissero prese in considerazioni.

  3. Cristina Panzera dice:

    In base a cosa dicono che la sperimentazione funziona? Cosa ne sanno se uno anzichè fare il sacco blu, ne fa uno nero e se lo va a buttare in discarica piuttosto che lo lascia due vie indietro davanti ad un condominio che non sta sperimentando i sacchi blu?

Articoli più letti di oggi