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Varedo, incendio alla Ex Snia. Le opposizioni: "A rischio la salute". La maggioranza spegne il fuoco

Varedo, incendio alla Ex Snia. Le opposizioni: “A rischio la salute”. La maggioranza spegne il fuoco

30 Aprile 2021

Dopo l’ultimo incendio avvenuto all’interno della Snia Viscosa, lo scorso martedì 27 aprile, a Varedo le forze politiche d’opposizione (M5s e Pd) si dicono preoccupate per la salute pubblica: a bruciare potrebbero essere la prossima volta rifiuti pericolosi. E contro possibili ritorni di fiamma, fanno fronte comune.

L’incendio, prontamente domato dai vigili del fuoco, ha travolto delle cataste di rifiuti abbandonati e fortunatamente non ha coinvolto i fastelli di pattumiera stoccati all’interno del plesso industriale, oltre 4 mila tonnellate di “rifiuti speciali non pericolosi” abbandonati, secondo le indagini, da traffici illeciti per i quali sono già finite in manette 11 persone (leggi l’articolo).

Stefano Guagnetti, capogruppo del M5s di Varedo ha dichiarato: “Valuteremo se ci sono gli estremi per chiedere al sindaco di emettere un’ordinanza urgente per motivi di igiene e sicurezza in modo tale da evitare sul nascere un ritorno ai problemi del passato”. Interventi concreti e tempestivi, insomma, è quello che si augura  il consigliere pentastellato. Spera infatti che la giunta Vergani (Lega) non si nasconda più dietro al fatto che l’area sia privata. “Questo perché – testimonia – in casi gravi il Sindaco e, a catena, gli enti superiori, possono intervenire. Inoltre – conclude – sarà utile capire se tutte le richieste avanzate dalla prefettura riguardo la messa in sicurezza dei rifiuti abbandonati siano state soddisfatte. Che la Giunta la smetta di asserire che oltre i solleciti al privato non possono fare. Intervengano piuttosto, poiché si parla di sicurezza pubblica“.

 

Dello stesso avviso è Stefano Zini, capogruppo Pd: “Siamo molto preoccupati a riguardo. I rifiuti sono lì dal 2018 e, a parte le solite dichiarazioni e i titoloni di giornale, noi non sappiamo nulla di nuovo. La Giunta Vergani – chiosa Zini – si professa di essere stata l’unica ad aver fatto qualcosa per la Snia, ma solo quando si parla di nuovi supermercati. Quando invece si parla di azioni concrete che riguardano la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini? Fino a prova contraria non è stato fatto nulla di concreto, tant’è – precisa Zini – che nel documento denominato “Aggiornamento e perfezionamento linee guida finalizzate alla rigenerazione urbana e rifunzionalizzazione dell’area Snia” non si fa nessun tipo di riferimento alla questione rifiuti”.

Conclude perentorio Stefano Zini: “L’attuale amministrazione ha deciso di costituirsi parte civile e, mediante la determina n. 44 del 24/01/2020 ha incaricato un avvocato spendendo oltre 5 mila euro di soldi pubblici. Credo che, a questo punto, sia diritto di ogni cittadino sapere a che punto siamo, ossia quando verrano staccati i rifiuti fuori dalla Snia, di chi sono le responsabilità, ma soprattutto qual è, in tutta questa vicenda, il ruolo dei proprietari. Anche questa volta – conclude Zini – è andata bene. Spero non si debba toccare la tragedia prima di intervenire“.

LA RISPOSTA DELLA MAGGIORANZA

A rispondere alle opposizioni è Matteo Figini, assessore alle pubbliche relazioni e agli affari Legali. Sardonico commenta: “Le opposizioni che si candidano ad amministrare la città lo sanno che non siamo nella vecchia Germania Est e non possiamo entrare in una proprietà privata come e quando ci pare? Battute a parte – spiega Figini – a seguito delle scelte processuali diverse per i 10 coimputati, il procedimento era stato diviso in due tronconi. Il primo – chiosa – si è svolto con rito abbreviato presso il Tribunale di Milano e si è concluso con pronuncia di sentenza di condanna ed il riconoscimento di una provvisionale a favore del comune di Varedo, costituitosi parte civile, pari ad euro 50.000,00. Tuttavia – specifica – è stata fissata un’udienza d’appello, davanti alla Corte di Milano, per il 1 giugno”. Per una definitiva conferma sembra quindi bisognerà attendere tale data.

Il secondo filone, stando a quanto spiega Figini “si è svolto in dibattimento davanti al Tribunale Collegiale di Como. Questi si è concluso con pronuncia di sentenza di condanna ed il riconoscimento di una provvisionale a favore del comune di Varedo pari ad euro 10.000,00“.

Al netto della cronistoria processuale l’assessore comunale ha poi spiegato come il Comune abbia depositato istanza di sequestro conservativo sui beni mobili ed immobili degli imputati, la quale è stata accolta poi con ordinanza del Gip di Milano. “Per il recupero delle somme – precisa –  stiamo valutando insieme ai legali degli altri Comuni come procedere. Per quanto riguarda invece lo sgombero dei rifiuti conclude Figini che, “essendo il sito un’area privata, continueremo a sollecitare la proprietà privata“.

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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