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Infortuni sul lavoro in Brianza: quasi 8mila denunce nel 2020, per Covid 2703

Infortuni sul lavoro in Brianza: quasi 8mila denunce nel 2020, per Covid 2703

15 Febbraio 2021

Dopo un intero anno monopolizzato dalla pandemia di Covid-19 è tempo di bilanci relativi agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali. In tutti i 12 mesi del 2020 sono stati denunciati 7709 infortuni, nella sola provincia di Monza e Brianza: nel 2019 erano stati 8221. Del totale, 2703 sono stati infortuni connessi al Coronavirus. Numeri che portano Monza e Brianza tra le prime provincie (fatta eccezione per Milano) di tutta la Lombardia, per incidenza di tali eventi.

“E’ fondamentale, non ci stanchiamo di ripeterlo, che il tema della sicurezza diventi prioritario, deve portare a un cambio culturale. Bisogna partire dalla formazione nelle scuole”, dichiara Enzo Mesagna, segretario, con delega al mercato del lavoro della Cisl Monza Brianza Lecco.

Infortuni sul lavoro 

“Come anticipato in apertura, nell’arco temporale gennaio-dicembre 2020 sono stati denunciati 7709 infortuni nella sola provincia di Monza e Brianza contro gli 8221 del 2019. E’ chiaro che il primo dato che emerge è che si è registrato un calo delle denunce, tuttavia, si tratta di una riduzione fittizia, poiché bisogna considerare che il numero delle ore lavorate nel corso del 2020 è stato nettamente inferiore rispetto all’anno precedente. Questo ovviamente a causa della pandemia e dei conseguenti lockdown”, spiega Mesagna.

“Considerazione, questa, che cambia nettamente la prospettiva: se il 2020 fosse stato un anno a regime ordinario, sicuramente gli infortuni avrebbero potuto essere in numero maggiore anche rispetto al 2019. Ciò dimostra come sui temi della sicurezza e della prevenzione degli infortuni è necessario non abbassare mai la guardia”. 

“Dando uno sguardo agli infortuni mortali si evidenzia anche qui una riduzione: nel 2020, in Monza e Brianza sono stati registrati 8 casi, contro i 14 del 2019, anno che fu da maglia nera per la nostra provincia. Al di là di tutte le considerazioni però restano sempre 8 persone che non sono tornate a casa dalla propria famiglia. Sono numeri inaccettabili per il nostro Paese”.

Sicurezza e controllo

“Bisogna assimilare il concetto che il tema della sicurezza deve necessariamente diventare una priorità nelle azioni quotidiane, questo perché una buona fetta di questi infortuni si verificano in itinere. Il tema dunque, è multiplo, si declina nella sicurezza stradale, nella sicurezza domestica”.

“A mio avviso bisogna attivare un vero e proprio cambio culturale, partire dalla prevenzione e iniziare la formazione già in età scolare, cosicché il tema della sicurezza diventi di quotidiana importanza. E’ fondamentale anche nel momento dell’ingresso nel mondo del lavoro. A tal proposito è doveroso sottolineare che oggi, circa 3 persone su 4 che entrano nel mondo del lavoro, hanno contratti precari a termine, ciò significa che il continuo turnover può portare a mettere in secondo piano l’attenzione sul tema della sicurezza”. 

“L’altra faccia della stessa medaglia vede il tema dei controlli. E’ necessario, oggi, rafforzare la vigilanza, vanno potenziate le ispezioni, per verificare che vengano rispettate le normative previste dalla legge. Al controllo si affianca il procedimento sanzionatorio, due aspetti che devono procedere parallelamente”.  

Infortuni Covid-19

 

 

 

“Per quanto riguarda gli infortuni da covid-19, nella provincia di Monza e Brianza, in tutto il 2020 sono state presentate 2703 domande, ovvero il 7,3% del totale delle denunce sporte in Lombardia. La nostra provincia, senza considerare Milano che fa la parte del leone, è tra i primi posti in termini di incidenza, subito dopo Varese, Brescia e Bergamo”.

“Se guardiamo poi la variazione di dicembre rispetto al mese precedente, Monza e Brianza si attesta a un +13.4%. Purtroppo non dobbiamo dimenticare che ci sono state anche 5 denunce di infortuni mortali“.

“Entrando più nel vivo dei dati, emergono due questioni fondamentali: la prima evidenzia una netta prevalenza di infortuni Covid-19 nel genere femminile: si parla del 75.2% rispetto al 27.5% degli uomini. Ciò è facilmente spiegabile con il fatto che sono maggiormente le donne a essere impiegate nei settori più a rischio di contagio, come il mondo sanitario e dell’assistenza alla persona. Non a caso, il settore più colpito in assoluto è proprio quello della Sanità e dell’Assistenza sociale con il 74%. Guardando alle professioni l’interpretazione è confermata da un 38,8% di tecnici della salute coinvolti”.

Malattie Professionali

Un ultimo dato da considerare è quello delle malattie professionali. “In tutta la provincia di Monza e Brianza, nel corso del 2020, sono state presentate il 179 denunce contro le 244 dell’anno precedente. Di primo acchito si potrebbe pensare che si tratta di numeri esigui, tuttavia sono sicuramente dati sottostimati, che tratteggiano uno scenario non del tutto realistico. Questo perché solitamente il lavoratore dovrebbe denunciare il fatto nel corso del proprio rapporto di lavoro ed è evidente quanto ciò possa essere poco conveniente”, spiega Mesagna.

“E’ quindi anche questo un tema molto importante, perché spesso queste malattie professionali hanno manifestazioni a lungo termine e quindi ciò che oggi può sembrare irrilevante potrebbe diventare realmente invalidante, quando il lavoratore è ormai anziano. A quel punto sarebbe impossibile poter dimostrare il nesso con l’attività lavorativa”, conclude il segretario Cisl Monza Brianza Lecco.

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Beatrice Elerdini
Giornalista per passione e professione, mi occupo ogni giorno di cronaca nera, politica, attualità, economia e musica. Amo viaggiare, per scoprire luoghi il più possibile sperduti e puri, sono attratta dalle macerie, perché è da lì che nascono le cose migliori. Adoro scorgere la verità in fondo agli occhi delle persone, trovare le loro cicatrici, gli amori, le delusioni e i riscatti. Tutto ciò che appare, ma anche ciò che non si vede è materia preziosa da raccontare. 'Scrivo da sempre e per sempre'. Sono profondamente empatica come ogni scrittore e giornalista deve essere e la mia vita non è che un vano riflesso di quella di tutti gli altri, che nelle parole, nude e crude, scorre impetuosa su un foglio vergine. Volete conoscermi meglio? Cercatemi sul web con nome e cognome!


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