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Monza, circolo Arci Scuotivento sfrattato. Il futuro? "Altre strade..."

Monza, circolo Arci Scuotivento sfrattato. Il futuro? “Altre strade…”

4 Febbraio 2020

“Oggi – scrivono nel comunicato – il nostro sfratto dalla sede non è più una questione di SE ma di QUANDO“. Il circolo Arci Scuotivento di Via Montegrappa 4B, a Monza, sta per chiudere i battenti. E nel frattempo lancia un appello ai soci e a tutte le associazioni monzesi.

Nato quattro anni fa, l’Arci del quartiere San Rocco ha sempre cercato di essere un luogo di socialità e incontro intergenerazionale. Concerti, incontri, cittadinanza attiva e solidarietà. Questi i principali ingredienti portati avanti dall’associazione Scuotivento. Un luogo in cui i cittadini “possano esprimere – questa la sfida lanciata nel 2016 – le loro potenzialità e la loro creatività”.

“Le prossime attività – racconta la presidente, Margherita Motta – saranno finalizzate a raccogliere liquidità per chiudere i conti il prima possibile“. La stangata è arrivata il 9 dicembre 2019: intimazione di sfratto da parte del proprietario. La causa: ritardi coi pagamenti di un intero trimestre. L’idea di lasciare lo spazio, ci rivela il presidente, in realtà era già in cantiere, viste le difficoltà di sostenibilità economica dell’attività.

Per il momento, quindi, le energie sono concentrate nella nuova campagna di sottoscrizione “Scuotidentro – per continuare a rEsistere“, al fine di raccogliere sostegni economici per far fronte ai debiti, nella speranza di finire la stagione estiva. Tutto dipende quindi dagli accordi che Scuotivento riuscirà a stringere con il proprietario e dai tempi giudiziari.

L’associazione, che conta circa 800 soci, si regge su attività basate solo sul volontariato, e il nuovo direttivo eletto quest’estate ha l’obiettivo di andare oltre lo sfratto, vedendolo sì come una sconfitta ma anche come un passaggio di transizione. “E’ una fase che si chiude – conclude il presidente – ma che ne apre altre“. L’appello è dunque rivolto a tutti i soci – e a chi vorrebbe diventarlo – ma soprattutto alle associazioni che hanno vissuto e fatto vivere questo spazio: “vi chiediamo di essere presenti più che mai in questa fase, di sentirvi più dentro ad un progetto che ad uno spazio”. 

A settembre, poi, comunque andrà lo sfratto, verrà probabilmente indetta un’assemblea per decidere il futuro dell’associazione. 

IL COMUNICATO

SOCIALE IN CRISI?

“L’associazionismo – spiegano sui social – il mondo del volontariato e il terzo settore vivono anni di difficoltà e subiscono per primi gli effetti della crisi economica che ancora morde nel Paese”. “I finanziamenti pubblici per i progetti – aggiungono – si sono ridotti in maniera progressiva e drastica e la nostra associazione, come molte altre sul territorio ne sta oggi subendo le estreme conseguenze”.

Per Scuotivento questi potrebbero essere i motivi che concorrono all’imminente chiusura. Ma in realtà c’è altro: a pesare più di tutto sono i costi fissi e di adeguamento sostenuti per l’avvio delle attività. Dall’apertura del circolo infatti c’è stato il bisogno di ricorrere a donazioni e prestiti, che tutt’ora sono ancora in parte da risanare.  “Dispiace essere in ritardo con i pagamenti, metterci la faccia coi fornitori quando poi fai fatica a pagare una bolletta o una fornitura”. E ancora: “A un certo punto eravamo più focalizzati nel pagare le bollette che nelle attività“.

Una situazione di difficoltà che sembra rispecchiare la crisi degli spazi sociali presenti nelle città lombarde. Notizia recente è tra l’altro la vendita della Federcalcio di quello che tutt’ora è attivo come centro sociale Foa Boccaccio (via Rosmini). Una perdita per i giovani – e non – di Monza? Evitabile? Legittimo? In città il dibattito non è ancora molto acceso ma c’è chi si interroga sul futuro della socialità di Monza. Nel frattempo realtà come il Comitato Monza Civile, il gruppo formato da residenti del borgo intorno a via Bergamo che da mesi combattono contro schiamazzi e “atti vandalici”, vogliono che i giovani trovino altri spazi e modalità per la socialità notturna. Ma quali?

“Di aree dismesse a Monza – commenta il presidente del direttivo di Arci Scuotivento – ce ne sono ma non hanno situazioni immediatamente utilizzabili. Sicuramente ci sono i centri civici, che però svolgono attività diverse. A parte il Liberthub, che è un vero punto di aggregazione, stento a trovare altri luoghi pubblici di aggregazione“.

Portare avanti un’attività presso privati come Scuotivento ha chiaramente dei costi che non possono spettare all’amministrazione pubblica. “Ma – continua il presidente – se non c’è una comprensione da parte del pubblico che gli spazi di aggregazione sono un bene per tutti che dev’essere stimolato, piuttosto che negato, si fa veramente fatica a pensare a dei gruppi di persone che riescano da soli a gestire degli spazi”.

Quale futuro per la socialità monzese? Saranno forse i monzesi stessi a dircelo.

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