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Pedemontana, nuove indagini sulla presenza di diossina nella tratta B2

Pedemontana, nuove indagini sulla presenza di diossina nella tratta B2

1 Febbraio 2019

Criticata, detestata, data per fallita… eppur si muove. Pedemontana, che ormai dal 2015 è ferma a Lentate sul Sevedo per una cronica mancanza di risorse economiche, dà segni di vita: e lo fa con delle analisi lungo la Milano-Meda per indagare la presenza di diossina in quella che, secondo il progetto, doveva essere la tratta B2 dell’autostrada.

L’avviso è comparso qualche giorno fa sul sito della Provincia di Monza e Brianza: dal 5 all’8 febbraio, da Lentate fino a Palazzolo «verranno eseguiti alcuni sondaggi geognostici e prelievo di topo soil nelle aree dell’incidente Icmesa». Gli automobilisti si preparino dunque a qualche giorno di disagi per permettere, se il meteo lo consente, l’esecuzione dei sondaggi.

Autostrada Pedemontana Lombarda, si legge nell’ordinanza che richiede la posa di segnaletica di cantiere nel tratto interessato, ha affidato i lavori alla società Eurogeo: ma queste nuove analisi arrivano quasi tre anni dopo quelle del 2016. Tre anni fa i carotaggi, voluti dal Cipe per stabilire come procedere, avevano rilevato una presenza elevatissima di Tcdd, in alcuni punti addirittura del 40% oltre il limite: tanto che si era detto che sarebbe stato impossibile procedere senza prima bonificare il terreno.

Perché dei nuovi esami?

A pensar male, si potrebbe credere che si spera in risultati diversi, meno allarmanti, che autorizzerebbero una bonifica più blanda: ma forse è semplicemente una procedura standard di sicurezza. In ogni caso società Autostrada Pedemontana Lombarda, contattata attraverso il proprio ufficio stampa, non ha ancora dato una risposta in merito. «In questi anni sono state fatte anche altre analisi, sempre per conto di Apl, per cercare di capire come fare un’eventuale bonifica o anche sistemare l’analisi di rischio che era stata approvata con richieste e prescrizioni da Regione, Provincia, Arpa e comuni – aggiunge Gianni Del Pero, il geologo medese che nel 2016 era stato scelto dai comuni per eseguire il contraddittorio e verificare i dati dei laboratori di Pedemontana -. E anche la Fondazione Lombardia per l’Ambiente – aggiunge – aveva effettuato un’altra campagna di campionamenti per sviluppare un’analisi di rischio da esposizione alla diossina residua. Lo studio è stato presentato a novembre in Regione e in sintesi dice che siamo messi come 42 anni fa».

Insomma, secondo Del Pero, che da tre anni segue la Fla proprio su questo progetto, le nuove analisi non dovrebbero portare grosse novità: «Il rischio è basso nel momento in cui non si scava» conclude amaramente.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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