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Capacità imprenditoriale, Monza quinta in Italia

Capacità imprenditoriale, Monza quinta in Italia

3 Aprile 2018

Classifiche e graduatorie riempiono le pagine dei giornali e i social network. Ce ne sono di tutti i tipi e in ogni ambito. Soprattutto su Internet. Alcune sono poco significative. Altre, invece, forniscono indicazioni importanti. O, comunque, offrono spunti da tenere in considerazione. Come “Cities Challenge”  la prima competizione in Italia che premia la capacità imprenditoriale di una città e del suo ecosistema. Il contest, lanciato da Meta Group, una società internazionale specializzata in attività di advisory per enti ed istituzioni che si concentrano su R&D, innovazione e imprenditorialità, stila la classifica della città italiana tra i 50 e i 250mila abitanti con maggiore propensione a generare nuove idee aziendali, innovare le esistenti, attrarre persone e capitali dall’esterno.

La seconda edizione di “Cities Challenge” ha visto partecipare anche Monza. Che ha chiuso al quinto posto dopo aver affrontato le diverse fasi previste dal contest, ognuno con un differente peso specifico. Dalla raccolta delle candidature, fatte dai singoli cittadini e ufficializzate dal sindaco di ciascuna città partecipante, ad un questionario di  30 domande su ambiti specifici (50% del punteggio finale) come la cultura, il turismo, il lavoro, la formazione e sui punti di forza e debolezza. Dalla votazione pubblica on line (20% del punteggio) al pitch (30% del punteggio), con una presentazione di 5 minuti per ognuna delle finaliste, che si è svolto a Roma. Monza, nella graduatoria finale stilata da una giuria composta dai rappresentanti di aziende ed enti quali IBAN, Italia Camp, Italia Startup, Comune di Milano, Startup Super School, TREE, Invitalia e Startupitalia, è stata preceduta da Reggio Emilia, Padova, Pesaro e Sesto San Giovanni.

“E’ stata una bella esperienza e arrivare alla fine quinti su 50 candidate iniziali non è un risultato da buttare via – afferma Massimiliano Longo, Assessore comunale al Commercio, al Lavoro, alle Attività produttive, al Turismo e alla Cultura, che ha partecipato al pitch di Roma – ci ha penalizzato, dopo un’ottima valutazione del questionario, la fase del voto popolare, dove abbiamo raccolto circa 500 voti contro gli oltre 1500 di Sesto San Giovanni, prima in quella specifica graduatoria”. Al di là della posizione in classifica, la partecipazione di Monza a “Cities Challenge” è stata un’occasione per mostrare ad una platea nazionale cosa ha da offrire il capoluogo della Brianza.

“Nei 5 minuti del pitch ho parlato dell’Autodromo come tempio della velocità e dell’innovazione, del Duomo e della Corona ferrea, del Parco e della Villa Reale, ma soprattutto della nostra realtà economica e industriale – spiega Longo – siamo in un territorio che sta uscendo bene dalla crisi ed è tra i più sviluppati in Italia con 180 aziende per km quadrato. Abbiamo distretti d’eccellenza nella meccanica, elettronica, chimica e legno, con antichi istituti di formazione professionale come la Scuola Paolo Borsa ed imprenditori noti in tutto il mondo come la famiglia Colombo della Colmar e i Fumagalli della Candy – continua – da noi non mancano le startup e l’attenzione alle innovazioni, basti pensare ai dossi stradali che producono energia, inventati da un ingegnere brianzolo, Andrea Pirisi e installati, con i primi due esemplari, a Concorezzo”.

Sulle capacità e sulle potenzialità economiche di Monza sono d’accordo anche i primi attori in causa, gli imprenditori. Che, però, non mancano di sottolineare anche qualche difetto. “Monza, pur restando a misura d’uomo, ha tutti i criteri della grande città e sicuramente gode di una posizione geografica invidiabile per proporsi ad alto livello nel campo dei servizi e dell’intermodalità – sostiene Nicola Caloni (nella foto in alto con Gabriella Meroni), amministratore delegato dell’omonima azienda di trasporti, che, tra le proprie associate, ha la Omg di Cinisello Balsamo, produttrice di carrelli elevatori e presidente di Confimi Monza e Brianza (Confederazione dell’industria manifatturiera e dell’impresa privata) – è necessario, però, migliorare sul fronte della comunicazione perché è un aspetto essenziale per essere attrattivi. In questo senso – continua – bisogna aumentare le opportunità di marketing e le occasioni per farsi conoscere, altrimenti Monza resterà una città un po’ disattesa”.

Agire sul versante della promozione a tutti i livelli vede d’accordo anche il Presidente di Apa Confartigianato Milano Monza e Brianza, Giovanni Barzaghi (foto in alto). “La città ha monumenti importanti e Musei, ma sull’accoglienza turistica bisogna fare qualcosa in più – afferma – non è possibile, ad esempio, che l’Autodromo sia vivibile solo ad alcune ore. Inoltre Monza deve crescere anche nella capacità di attualizzare gli insegnamenti e gli indirizzi dei licei e degli istituti tecnici presenti sul territorio”. Anche da un punto di vista più strettamente economico è possibile fare meglio. “L’aspetto positivo è che ci sono attività, le diverse associazioni imprenditoriali sono presenti e dialogano tra di loro – spiega Barzaghi – la viabilità, però, è un grosso limite se, in alcuni momenti della giornata, si percorrono 4-5 chilometri in un’ora. Anche sul fronte delle infrastrutture dei servizi, come nel caso della banda larga, spesso Monza arriva per prima, ma poi manca qualcosa per valorizzare ciò che si crea”.

Non resta, quindi, che rimboccarsi le maniche, cercando di fare ognuno la propria parte nel modo migliore. E guardare al futuro con la fiducia di chi sa cogliere le possibili occasioni. “Per quello che potrò sfrutterò tutte le occasioni per far conoscere Monza – afferma l’Assessore comunale Longo – soprattutto se sono a costo zero per la città, come nel caso di ‘Cities Challenge’, che ci ha permesso di avviare relazioni e scambiare opinioni con amministratori di altre realtà italiane. Per questo – annuncia – parteciperemo sicuramente anche l’anno prossimo”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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