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Verso il 4 marzo. A Lissone Fratelli d'Italia presenta il proprio programma

Verso il 4 marzo. A Lissone Fratelli d’Italia presenta il proprio programma

10 Febbraio 2018

Fratelli d’Italia avanza per la propria strada. Quella che porta alle elezioni Regionali e Politiche del 4 marzo. Sicurezza e lavoro? Il grande leitmotiv della serata.

Venerdì 9 febbraio. Biblioteca comunale di Lissonevia IV Novembre. Ore 21. A presentare, il coordinatore provinciale del partito Rosario Mancino. Protagonista la candidata nel collegio uninominale della Camera, Paola Frassinetti. “Al fine di valorizzare il nostro territorio – sostiene Mancino – abbiamo pensato che il modo migliore per farlo, fosse quello di candidare la persona che ha formato Fratelli d’Italia in Lombardia. La nostra coordinatrice regionale, l’avvocato Paola Frassinetti”. 

Lunga la schiera dei candidati che “per merito, ma soprattutto per conoscenza del territorio – sostiene la Frassinetti – abbiamo voluto scegliere”. In lizza Alessia Villa, vice sindaco di Meda e candidata per la Camera assieme a Lucia Arizzi.

In volata per il Senato, invece, è presente Lamanna Pasquale. Altri nomi. Altri volti. Dal capolista Giuseppe Tozzo ai candidati regionali Lino Fossati, Lorenzo Valcepina, Laura Codazzi, Samantha Balbo e Rosaria Lombardi.

 

Molti i volti che si sono presentati. Disparati, i temi snocciolati. Da quelli caldi come sicurezza e legalità, a quelli più “freschi” sulle politiche sociali, ma non per questo meno importanti. “Trovo fondamentale – sostiene Samantha Balbo – investire sul lavoro giovanile, sul futuro e la famiglia”.

Giunge il turno di Paola Frassinetti. “Veniamo al presente. Veniamo, a questa importante sfida”. Ribadisce, con un accento più grave. Conferma, quanto detto dai suoi colleghi candidati. “Quello della sicurezza – insiste – è per noi un tema molto caro.” Senza farla lunga, attacca. “Stiamo subendo un’immigrazione incontrollata che desta preoccupazioni. Abbiamo una sindaca che vuole fare un parlamento dei popoli. L’ho letto – continua in modo perentorio – ed è un progetto ridicolo atto ad incentivare le cooperative, che portano avanti l’integrazione demagogica della sinistra. Cominceremo proprio da Lissone, a far capire a questo sindaco, quanto sia sbagliato far integrazione anziché regolamentare”. Parole, quelle della Frassinetti, che non ammettono dilazioni, ma che cercano – a sua detta – “la politica dell’onestà e della trasparenza“.

Altro tema caro è poi quello sul lavoro. “Un’altra nota dolente – sostiene – appartiene al tessuto economico -industriale. A tutte quelle aziende che chiudono, che se ne vanno sconfortate da una tassazione eccessiva. Qui si fa l’Italia, un’Italia nuova, dalla quale nessuno deve più sentire l’esigenza di andarsene. Questa – conclude – è una promessa che ci sentiamo di fare”.

Un discorso delicato. Oggi, più che mai, un discorso sentito. E viene da chiedersi, a tal proposito, se tra il dire e il fare, possa esistere un punto di incontro. A spiegarlo in esclusiva a MBNews è la candidata stessa.

Dello stesso avviso, è Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa con l’allora governo Berlusconi. Pareri concordanti. Ovvio, ma sui quali sembra andarci più cauto. “Abbiamo scelto di non mettere in campo effetti speciali ossia, non prometteremo cose che non potremo fare“. Il suo atteggiamento, va detto, non è un prendere le distanze, ma ammettere che per certe questioni, ci vuole tempo. Del resto lo chiarisce bene. “Se vogliamo che il popolo voti per noi, bisogna far sì che il popolo non si senta preso in giro”. Allora cosa fare? “Dobbiamo lavorare ancora e molto – dice La Russa – e il primo passo è quello di fare azioni preventive”.

Da buon demagogo, La Russa si ferma. Cambia binario e fa un breve excursus sull’economia. Parla di ripresa. Di incentivare il tessuto produttivo del nostro Paese. “Ha bisogno di crescere, di non arenarsi”, dichiara. Il modo migliore è quello di adottare il sistema flat tax, ossia un sistema di tassazione forfettaria anziché progressiva, per la quale l’aliquota impositiva aumenta, all’aumentare del reddito. “Un’azienda – spiega l’ex ministro – non è incentivata a produrre di più o per lo meno a dichiarare. E questo accade perché l’utile prodotto in più, verrebbe divorato dal sistema di tassazione. Ci vorrà un po’ di tempo – ammette- ma se vinceremo, dal primo giorno in cui ci insedieremo, chiederemo e otterremo che si paghi subito il 15% di tasse per il reddito incrementale.”

Torna, saltando come di incanto sul binario che aveva lasciato, al tema sicurezza. Allora chiarisce. Spiega gli intenti della legge strade sicure“Non vogliamo un numero più elevato di militari sulle strade, ma vogliamo che la legge li veda organizzati con  presidi e pattugliamenti a piedi. Questo significherebbe controllo del territorio e maggior sicurezza avvertita”.

Servizio di Massimo Chisari

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