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Programmazione informatica, per l'apprendimento dei bimbi del centro Maria Letizia Verga

Programmazione informatica, per l’apprendimento dei bimbi del centro Maria Letizia Verga

15 Febbraio 2018

Un’innovazione portata avanti solo in otto città d’Italia, tra le quali Monza grazie al Comitato Maria Letizia Verga che si occupa dello studio e la cura della leucemia nei bambini.

Nel pomeriggio di mercoledì 14 febbraio, presso il Day Hospital del Centro Maria Letizia Verga, si è tenuta la cerimonia di chiusura del progetto “Programmare la speranza“. L’ iniziativa promossa da Fidapa (federazione italiana donne arti professioni affari) BPW Italy – Sezione di Monza e Brianza, in collaborazione con NTT DATA, colosso giapponese di Information Technology, con l’obiettivo di avvicinare i bambini al pensiero informatico attraverso il gioco.

Alla cerimonia, oltre ai numerosi promotori dell’iniziativa, c’erano anche gli assessori Martina Sassoli, Pierfranco Maffé e Massimiliano Longo, a sottolineare l’importanza formativa e culturale del progetto.

Dal 24 Gennaio, per la durata di un mese, Daniele Acquadro, Mobile & Creative Technologist  di NTT DATA Italia, con il preziosissimo supporto dei volontari ABIO, ha tenuto al Centro Maria Letizia Verga una serie di laboratori che, catturando l’interesse dei ragazzi e delle ragazze del centro monzese, li ha resi protagonisti del coding di un videogioco, nella stampa 3D di un oggetto e nella programmazione di robot (mBot).

I corsi di “coding“, ovvero di programmazione informatica, sono l’ultima frontiera nell’apprendimento del problem solving, sviluppando competenze tecnologiche.

L’importanza pioneristica di una tale iniziativa è spiegata da Walter Ruffinoni, amministratore delegato di Ntt Data, che afferma – “il 65% degli odierni studenti delle scuole primarie farà un lavoro che oggi non esiste ancora. L’unica certezza è che sarà un incarico in ambito tecnologico. Per questo è fondamentale far avvicinare sia i bambini sia le bambine a questa materia, proponendola negli istituti.”

“Questa esperienza ha avuto per noi un significato straordinario, perché ha confermato che la didattica inclusiva non solo è una possibilità ma è un dovere che abbiamo. Essere inclusivi vuol dire semplicemente arrivare allo stesso obiettivo da percorsi diversi. La mia esperienza sul campo come insegnante per oltre 20 anni ha rafforzato la mia convinzione che la didattica inclusiva  è il futuro di generazioni con percorsi di provenienza sempre più variegati” dichiara Raffaella Corti, Fluency Elite Founder e Presidente di Fidapa Monza Brianza.

Conclude la conferenza l’intervento del professor Biondi, direttore della clinica pediatrica – Università di Milano – Bicocca, il quale sottolinea la continuità fra il lavoro dei medici e quello dei volontari. “La guarigione dei bambini, per cui il comitato Maria Letizia Verga si batte, non è solo una questione fisica” -afferma – “ma comprende anche l’inserimento nella società attraverso un progetto di formazione.”

Articolo di Samuele Eveangelisti

 

 

 

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