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Alma Birrificio Monzese, al via il progetto di filiera corta (e 100% bio)

Alma Birrificio Monzese, al via il progetto di filiera corta (e 100% bio)

14 Dicembre 2017

Produrre birre con ingredienti biologici e prodotti naturali, completamente italiani quasi a km 0. C’è anche la Brianza nel progetto “Filiera della birra”, il primo in Italia che, dalla coltivazione di orzo e luppolo fino alla trasformazione delle materie prime e alla vendita, si pone l’obiettivo di produrre, totalmente in proprio, una delle più diffuse ed apprezzate bevande alcoliche. Tra i promotori dell’iniziativa, che punta ad avere entro la fine del 2018 la prima birra realizzata interamente con i prodotti della filiera, c’è, infatti, l’Alma Birrificio Monzese. Che, oltre a mettere a disposizione anche i propri locali di via Lecco per la maltazione dell’orzo e l’essicazione del luppolo, sta partecipando alla promozione dell’idea “Filiera della birra”, finanziato soprattutto con il crowdfunding, cioè il contributo economico del maggior numero possibile di persone.

alma-birrificio-monzese-mb (Copia)In questo senso le speranze e le aspettative sono positive. D’altro canto, secondo l’ultimo report Assobirra, in Italia continua la crescita dei birrifici artigianali, che in 8 anni, dal 2008 al luglio 2017, sono passati da 113 a 718. A testimonianza dell’apprezzamento degli italiani per la birra realizzata con prodotti naturali e di cui si conosce la provenienza. I margini di miglioramento di queste realtà sono ancora molti. Basti pensare che nel 2016 il consumo pro-capite di birra nel nostro Paese ha segnato i 31,1 litri/anno, una cifra in aumento rispetto alla media dell’ultimo decennio. Ma, comunque, meno della metà della media dell’Unione Europea, dove si bevono circa 70 litri di birra a testa all’anno, e lontanissima da alcuni Paesi del Vecchio Continente come Repubblica Ceca (143 litri), Germania (106) e Austria (106). Ecco perché anche per l’AlmaBirrificio Monzese il futuro potrebbe essere roseo. Almeno questo è l’obiettivo a cui sta lavorando il giovane titolare, Davide Montrasio (foto in basso), che ad MBNews racconta del progetto “Filiera della birra”, ma anche di come ha iniziato a fare il birraio e, con quanta caparbietà, sta portando avanti l’attività.

La “Filiera della Birra” si pone l’obiettivo di realizzare in proprio tutto il processo di produzione della birra. Come è nato il progetto? Perché il coinvolgimento di Alma Birrificio Monzese?

Alma Birrificio è una realtà che vuole essere molto legata al territorio. Per questo la realizzazione di una birra veramente biologica e a Km 0 è sempre stata una nostra ambizione. Questa idea si sta concretizzano grazie all’incontro di diverse realtà: Rete Nazionale Fuorimercato Autogestione in Movimento, la Fabbrica Recuperata Ri-maflow di Trezzano sul Naviglio, il Birrificio artigianale la Spilleria di Cassina de Pecchi , il Podere Monticelli di Villanova del Sillaro (Lodi), la Coop. Agricola Sociale Terra Madre ed, infine, noi, Alma Birrificio Monzese.

Esistono già esempi di “Filiera della Birra” in Italia?

In Italia esistono progetti di filiera corta e controllata che riguardano diversi settori, ma nel nostro attualmente non ne esistono, quindi siamo i primi a provarci. Partiremo con la coltivazione delle materie prime. L’obiettivo è arrivare ad autunno del 2018 con la prima nostra produzione di una birra 100% biologica, con prodotti 100% Italiani e quasi a Km 0. Poi vogliamo concretizzare la progettazione e alma-birrificio-monzese4-mb (Copia)realizzazione di un micromaltificio e di un essiccatore per il luppolo.

A cosa è dovuta la scelta di finanziare il progetto con il crowdfunding?

L’investimento per l’intero progetto, compreso il micromaltificio e l’essiccatore, oltre alla coltivazione e l’utilizzo delle materie prime è abbastanza oneroso. L’idea del crowdfounding è nata su suggerimento di Matteo Lenelli, coordinatore da parte di Fuorimercato dell’intero progetto, sulla base di esperienze passate. L’intento è procedere, quindi, per step. In questa prima fase stiamo già vendendo in listino delle birre con il logo del progetto per finanziarne l’avviamento.

Il ruolo di Alma Birrificio all’interno della Filiera della birra è legato alla trasformazione delle materie prime e alla vendita. Per una realtà imprenditoriale come la tua, quanto è importante far parte di un progetto del genere?

Per noi essere parte attiva di un progetto del genere è molto importante. E’ la prova più concreta di quella che da sempre è la nostra filosofia, fare un’attività imprenditoriale con profonde radici in Monza e nella Brianza. Gli sviluppi che tutto questo potrà avere non li sappiamo, ma sicuramente noi, sin dall’inizio, crediamo tantissimo nell’idea di produrre una birra che potremo davvero arrivare a definire “nostra”.

Alma Birrificio Monzese ha una storia molto recente. Ce la racconti in sintesi? Attualmente quante birre produce? 

alma-birrificio-monzese3-mb (Copia)Alma Birrificio è nato nel 2013. Dopo un periodo iniziale di assestamento societario e di riorganizzazione, nel dicembre del 2015 siamo definitivamente partiti. Io e Alberto Moreo ora ne siamo alla guida. Per noi il birrificio nasce il 26 dicembre 2015. Anche quest’anno, come tradizione, il 26 dicembre, terremo la festa di compleanno. Attualmente abbiamo 7 birre in produzione per tutto l’anno, dalla Primera con la sua impronta tedesca alla Ramada, che è nello stile American Pale Ale. Poi abbiamo alcune birre legate alla stagione, compresa una natalizia.  

Davide, con i tuoi 26 anni, stai provando a fare strada come mastro birraio. Come hai deciso di intraprendere questo percorso professionale?

La mia formazione era totalmente diversa e nel mio Curriculum ho la laurea triennale in Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età evolutiva. La passione per la birra inizialmente è nata come passatempo con gli amici. Ricordo ancora le prime “cotte” a casa della nonna. Poi l’incontro con Alberto ha trasformato il tutto in un vero lavoro.

Da quando sei al timone di Alma Birrificio sono tante le iniziative a cui avete partecipato. Quali sono quelle più significative? 

In questi due anni abbiamo partecipato a molte iniziative, tra cui spicca l’EICMA, il Salone delle Moto di Milano . Nell’edizione di quest’anno, mi fa piacere ricordare la nostra presenza ad una festa per delle famose cucine Made in Italy, nella quale abbiamo avuto anche la visita di Joe Bastianich, noto ristoratore e personaggio televisivo. Per tutta l’estate 2017 abbiamo avuto la fortuna di avere in gestione il Bar della manifestazione “Cinema sotto le stelle”, che si tiene in Villa Reale. Oltre a queste significative partecipazioni, abbiamo preso parte a eventi con scopi benefici di raccolta fondi, feste degli oratori e tornei cittadini legati al mondo dello sport.

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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