Cultura

Arcore, nuova mano per Maria Isimbardi: restauro riuscito

Il Monumento funebre a Maria Isimbardi d’Adda, scultura realizzata da Vincenzo Vela e conservata ad Arcore nella cappella Borromeo d’Adda, torna al suo antico splendore.

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Completato il restauro conservativo di pulitura e protezione dell’opera di Vincenzo Vela conservata nella cappella Borromeo ad Arcore, con il rilevante intervento d’ integrazione delle parti terminali delle dita della mano destra e del pollice della mano sinistra.

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Un restauro importante per il quale sono state utilizzate tecniche di ultima generazione: dopo un rigoroso studio visivo dell’opera con luce di Wood, si è passati al progetto di calco digitale attraverso la scansione della mano del monumento così da riprodurla virtualmente. L’impiego di una stampante 3D, ha permesso quindi di creare il modello fisico delle integrazioni che sono state collocate sulla statua di marmo in modo totalmente reversibile attraverso l’utilizzo di magneti lunghi soli 4mm. Questa tecnica innovativa non invasiva a completa tutela del bene, salvaguardia le superfici originali senza comprometterne i caratteri di riconoscibilità.

Il restauro, coordinato dall’Ingegner Edoardo Oliviero Radaelli ed eseguito dalla restauratrice Dottoressa Acerina Garcia Garcia con la collaborazione di Mattia Mercante, per la scansione e prototipazione 3D della mano, è stato interamente finanziato dalla proprietà, il dottor Federico Borromeo.

“Siamo grati alla famiglia Borromeo che ha permesso questo restauro e all’Amministrazione comunale di Arcore, in particolare all’Assessore alle politiche culturali, Paola Palma, che l’ha inserito nell’ambito del progetto denominato “Incontro tra arte e nobiltà milanese” iniziato nel 2015 – afferma l’Ing. Edoardo Oliviero Redaelli. “Speriamo che sia solo il primo di altri interventi necessari alla cappella Borromeo d’Adda per ridare luce e vita artistica a questo meraviglioso luogo d’arte nel rispetto della sua sacralità”.

 

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