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“Stanze” per chi si droga: bocciata a Monza la proposta di Piffer

Drogarsi in sicurezza? Monza dice nò. Il Consiglio comunale ha dibattuto sulla mozione per l'istituzione delle "stanze salvavita".

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Drogarsi in sicurezza? Monza dice nò. Il Consiglio comunale ha dibattuto sulla mozione per l’istituzione delle “stanze salvavita”: dei luoghi protetti dove poter assumere sostanze stupefacenti. L’aula del palazzo di piazza Trento e Trieste ieri, 6 ottobre, ha affrontato la mozione presentata dal capogruppo di PrimaVera Monza, Paolo Piffer. La votazione si è conclusa con la bocciatura della proposta.

Paolo Piffer

Paolo Piffer

“Sale del buco”, così in tanti le chiamano: una iniziativa che prima della città di Teodolinda è approdata a Palazzo Marino, a Milano. «Non è un incentivo a drogarsi, anzi, ma un tentativo concreto di limitare i danni. Creando le sale salvavita è possibile intercettare le persone che vivono questi disagi e non circoscrivere la libertà del resto dei cittadini – ha spiegato all’aula Piffer – Questo servirebbe a togliere dalla strada i tossicodipendenti, recuperare le siringhe abbandonate, e ridare decoro ad alcune zone della città. Con la nostra mozione invitiamo l’amministrazione a richiedere le autorizzaione al Governo e alla Regione».

Cherubina Bertola

Cherubina Bertola

«Secondo alcuni dati diffusi si apprende che, dove sperimentate, le stanze salvavita non hanno eliminato o ridotto la presenza di tossicodipendenti dalla strade – ha spiegato il vicesindaco Cherubina Bertola – A fronte di questi dati forse sarebbe stato più opportuno ripensare al senso di questa mozione. Competenze istituzionali specifiche da parte del comune in tal senso non ce ne sono. Non abbiamo poteri specifici in questo campo».

La mozione è stata bocciata dell’aula: 9 voti contrari, 5 favorevoli, 5 astenuti.

 

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