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Unioni civili sono legge. Il Comune: “Siamo pronti”. Le associazioni: “Ancora tanto da fare”.

Unioni civili sono legge. Il Comune: “Siamo pronti”. Le associazioni: “Ancora tanto da fare”.

29 Luglio 2016

Una piccola, grande rivoluzione è ormai arrivata. La tanto dibattuta legge Cirinnà sulle unioni civili, approvata lo scorso maggio, sta per entrare in vigore. Pochi giorni fa, il 23 luglio, il premier Matteo Renzi ha firmato un decreto ponte, in attesa dei decreti attuativi da produrre entro il 5 dicembre. Insomma, come cantava Bob Dylan un po’ di anni fa, i tempi stanno cambiando. E, quindi, è necessario adeguarsi. A partire dai Comuni, che devono rispondere alle richieste delle coppie volenterose di veder ufficialmente riconosciuto il loro sogno d’amore. Il tempo a disposizione degli Enti locali per prepararsi alla novità non è molto. Dopo il visto della Corte dei Conti e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto ponte entrerà in vigore. Poi il ministero dell’Interno avrà altri 5 giorni per definire le formule che renderanno effettive le unioni gay. Le prime celebrazioni ufficiali potrebbero arrivare a Ferragosto. Aspetti formali e burocratici permettendo. Ma a che punto è il Comune di Monza?

“Siamo pronti a procedere e aspettiamo solo l’approvazione dei decreti attuativi per il via libera – assicura Rosario Montalbano, Montalbano-Rosario-mbAssessore comunale all’istruzione, personale e servizi al cittadino, con delega, tra le altre, agli Affari generali – abbiamo già provveduto agli adempimenti di natura ordinaria, come i registri per registrare le unioni civili. Al momento, comunque, non c’è stata ancora nessuna prenotazione da parte di coppie interessate”. Piazza Trento e Trieste, dunque, attende solo di scattare ai nastri di partenza. D’altro canto l’Ente da due anni dispone già di un Registro delle unioni civili. “Dal 2014, se non ricordo male, in tutto si sono iscritte dodici coppie – spiega Montalbano – cerchiamo di essere attenti al rispetto dei diritti”. In questo senso il Comune di Monza sembra avere le idee chiare anche sulle polemiche che, in riferimento alla legge Cirinnà, hanno riguardato la scelta di chi sarà il celebrante delle unioni civili e il luogo dove si svolgeranno. “Ci comporteremo come per i matrimoni – spiega l’assessore – quindi sarà il sindaco come Ufficiale di Stato civile a doversi occupare del rito. Poi, in sua assenza a causa di altri impegni, saranno designati assessori o altri funzionari pubblici. Stesso discorso – continua – anche per le sale dove il rito avrà luogo. Non vedo perché debbano essere diverse da quello usate di solito in queste circostanze”. Insomma, passo deciso, ma nessuna fretta. “Preferiamo fare le cose per bene – afferma Montalbano – sinceramente mi sembra fuori luogo la corsa di altri Comuni ad accogliere le richieste e a celebrare già adesso le prime unioni civili”.

I diritti interessati dalla nuova normativa sembrano essere sulla stessa lunghezza d’onda del Comune . “E’ sicuramente un passo avanti, ma fino a quando non ci saranno i decreti attuativi non c’è ancora da esultare – afferma Viviana Bruno, promotrice di ‘Meladailabrianza’, un movimento impegnato nella lotta per i diritti delle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender) – anche le unioni celebrate in questi giorni in alcuni Comuni potrebbero essere annullate”. La novità legislativa, quindi, viviviana-bruno-mbene accolta con relativa soddisfazione. Anche perché il percorso, al di là della legge Cirinnà, sembra essere ancora lungo. “Forse gli italiani sono pronti a questo cambiamento, ma la politica ancora no – sostiene Bruno – non ce la sentiamo di festeggiare, per noi è solo un nuovo punto di inizio”. I punti critici da superare non mancano. “E’ triste l’ostruzionismo di alcuni sindaci, le persone che dovrebbero dichiarare valide le unioni civili – chiarisce la leader di ‘Meladailabrianza’ – forme di omofobia coinvolgono perfino le sale comunali dove svolgere il rito. Senza contare che la nuova legge, senza la stepchild adoption (adozione del figlio del partner, Ndr) – continua – ha segnato la sconfitta sulla battaglia dei diritti dei bambini”.

In attesa dei prossimi sviluppi, però, i progetti personali vanno avanti. “Io e la mia compagna Benedetta abbiamo deciso di sposarci nel settembre dell’anno prossimo – annuncia la Bruno, 30 anni, napoletana, ma da anni trapiantata ad Arcore – dobbiamo ancora decidere dove. Del resto – afferma con un po’ di ironia – siamo entrambe meridionali, le famiglie sono numerose e bisogna fare le cose in grande”. Nel frattempo le attività di Meladailabrianza, nata quattro anni e autodefinitosi ‘Movimento dei cuori liberi’, continuano. “Nei primi tempi ci siamo concentrati di più sulla Brianza – afferma la Bruno – ultimamente la nostra attenzione, insieme ad altre associazioni locali, si è spostata su Milano, un territorio che ci sembra aver bisogno del nostro intervento”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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