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Ciclabile di via Bergamo, quando ciclisti e pedoni spariscono in un buco nero

Ciclabile di via Bergamo, quando ciclisti e pedoni spariscono in un buco nero

30 Ottobre 2013

Più che una pista ciclabile, sembra un buco nero dentro il quale spariscono ciclisti e pedoni. Percorrere il tratto di pista che si snoda lungo la ferrovia Milano – Lecco fra via Grassi e via Bergamo è decisamente inquietante. Degli oltre deici lampioni che dovrebbero illuminare la pista solo un paio funzionano effettivamente e addentrarsi, soprattutto da quando è entrata in vigore l’ora solare, è diventato piuttosto pauroso.

Lunghi pezzi sono completamente al buio e si fa fatica a vedere anche a pochi metri di distanza. Proprio in queste ore il Consiglio comunale ha trattato la questione sicurezza in città. Martina Sassoli, consigliere del Pdl, ha parlato di Gotham senza Batman, ma al di la delle battute, c’è da registrare la pericolosità di quel tratto di ciclabile rimasto completamente senza luce. Spesso si discute di come l’illuminazione sia uno dei primi deterrenti al formarsi di piccole sacche di criminalità e il tratto di ciclabile in questione, stretto fra la ferrovia e alcuni caseggiati, sembra proprio il luogo ideale per pusher e affini. Chi percorre quella pista sovente, in modo particolare donne dirette a fare la spesa verso il centro città, chiede un intervento rapido del Comune.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


Commenti

  1. non bisognerebbe mai realizzare ciclabili in zone appartate, ma fatte nelle normali carreggiate stradali, insieme alle auto e agli altri mezzi di locomozione, ma tutto regolato alla velocità di 30 km/h. qui la pista avrebbe dovuto percorrere via Bergamo.

  2. Massimoc dice:

    Se la gente è incivile non c’è misura di sicurezza che tenga. Anche xkè spesso c’è, de facto, un tacito accordo tra microcriminalità e fdo.
    Ricordo che quella ciclabile altro non è che il sedime della tramvia Monza-Bergamo, magari esistesse ancora! Nell’impossibilità (o meglio nella non-volontà) di ricostruirla, tracciarci sopra una ciclabile mi sembrava il minimo che si potesse fare per recuperare un’area altrimenti dismessa.

  3. In effetti quella pista ciclabile non è esattamente il massimo, in fatto di sicurezza. Per i malintenzionati, fare una “manovra a tenaglia” su un eventuale malcapitato/a non è cosa poi tanto difficile, perchè la stradina è isolata e praticamente priva di vie d’uscita. Meglio evitarla, anche di giorno. Visto che c’è in giro parecchia gentaglia che farebbe qualunque cosa anche per pochi soldi.

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