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Carcere di Monza, arriva il “garante”: è Bertazzini

2 Giugno 2013

conferenza stampa carcere di monza - mb“Lo status di detenuto deve seguire e non precedere quello di uomo, donna, genitore, studente, straniero, malato e lavoratore, come titolarità di diritti insopprimibili”. Questo il cuore della figura del “Garante per i diritti delle persone limitate nella libertà personale”, presentata venerdì 31 maggio nel carcere di San Quirico a Monza.

Giorgio Bertazzini, Professore con esperienza decennale nell’insegnamento presso strutture detentive, è stato nominato Garante dalla Provincia di Monza e Brianza, alla presenza del Presidente Dario Allevi, del Prefetto di Monza e Brianza Giovanna Vilasi, del Vicesindaco del Comune di Monza, del rappresentante del Provveditore carcerario di Milano, ed, ovviamente del Direttore del Carcere Pitaniello.

Durante l’incontro avvenuto nella sala conferenze della Casa Circondariale, sono state esposte le linee guida della neo figura, già presente in altri istituti e che entro un anno avrà anche il suo rappresentante nazionale, richiamando i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, specificando che al Garante spetta proprio il verificare come i diritti dei detenuti vengano rispettati, in particolar modo riferendosi a quelli legati alla salute, all’istruzione, al lavoro, alla dignità personale ed alle pari opportunità. “Definisco il carcere di Monza il cinquantaseiesimo comune della Provincia di Monza – dichiara il Presidente Allevi – per l’importanza verso i detenuti e coloro che ci lavorano.

Oggi concludiamo un faticoso iter, burocraticamente complesso, presentando una nuova ed importante figura”. Il sovraffollamento delle carceri, e la conseguenze situazione dei detenuti, sono un allarme nazionale a cui l’Italia sarà obbligata a rispondere “Sento grandi aspettative per la mia nuova figura – dichiara il Garante – Il primo step da garantire ai detenuti è l’istruzione, poi ci sono i diritti sanciti dalla Costituzione per cui il nostro paese dovrà sborsare 100mila euro a dodici detenuti, per una condanna della Corte Europea che ci accusa di ledere i loro diritti. Se non faremo in modo di portare le carceri ad un livello diverso di umanità, pagheremo cifre inimmaginabili”.

Per sopperire alla mancanza di spazio vitale, il Direttore del Carcere di Monza, Maria Pitaniello, ha disposto l’apertura dei cancelli delle singole celle, per permettere ai detenuti non socialmente pericolosi, di avere più spazio “Abbiamo anche previsto l’ampliamento delle aree verdi per i colloqui – aggiunge Pitaniello – soprattutto nel rispetto della figura di genitore di chi è qui dentro”. Una nuova definizione degli ospiti di San Quirico è d’obbligo, per il Vicesindaco di Monza “La collaborazione tra tutti le Istituzioni è fondamentale anche per il reinserimento dopo la pena – spiega Cherubina Bertoli – perché non ci siano detenuti con diverse possibilità a causa delle differenti potenzialità economiche dei comuni di residenza. Secondo poi sposo a pieno al nuova maniera di definire chi sta in carcere “persona limitata nella libertà personale” e non più “detenuto”. Guai se le istituzioni non utilizzassero questa nuova dicitura”. Per dare una spinta al reinserimento, la Provincia vara altri due progetti per le imprese: la responsabilità civica d’impresa per assunzione detenuti con dote, ed azione sostegno occupazione a disoccupati con problemi di lavoro.

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