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Brugherio, scontro tra candidati sulla corruzione

19 Maggio 2013

brugherio municipioLo scorso 15 maggio grande successo in aula consiliare per il dibattito sullo scomodo tema della corruzione organizzato dal mensile Il Punto e moderato dalla giornalista de Il Sistema Corruzione, Laura Marinaro. Si sono presentanti in sette: uno ha mandato un sostituto.

Hanno accettato di confrontarsi per la prima volta (probabilmente in assoluto) su un tema scomodo, ma attualissimo: la corruzione nella Pubblica Amministrazione. Lo spunto è stato il libro verità di Piero Di Caterina e Laura Marinaro “Il Sistema Corruzione, come rubano i nostri soldi e perchè dobbiamo dire basta” che descrive cosa accade nelle pubbliche amministrazioni e offre spunti per trovare serie soluzioni. E così, lo scorso 15 maggio alle 21 in Aula Consiliare, sette candidati sindaco e un candidato in consiglio a rappresentare un sindaco, che ha preferito non esporsi direttamente, si sono ritrovati a dover rispondere alle domande che abbiamo posto nel confronto organizzato dal mensile Il Punto, che da anni si occupa di approfondire temi di cronaca e politica brugherese. Sette i candidati e non otto, perché all’appello ha deciso di non rispondere Carlo Nava, di Unosguardo Oltre che si è presentato con il suo “sostituto” l’avvocato Scaccabarozzi. Una persona preparata sicuramente, ma che non è il candidato sindaco. Conseguenti le polemiche. «Non crediamo sia corretto nei confronti dei brugheresi e degli altri – ha tuonato Mariele Benzi della lista Brugherio Popolare Europea – il candidato non è l’avvocato e comunque Nava non fa una bella figura».

Le domande che abbiamo deciso di rivolgere ai candidati erano tre ed uguali per tutti. La prima: da sindaco cosa vorreste fare in concreto per combattere e prevenire il fenomeno della corruzione e favorire la trasparenza e la partecipazione dei cittadini alle scelte che riguardano il bene comune della città?

La seconda: sappiamo che spesso i fenomeni di corruzione riguardano il settore dell’urbanistica, nel vostro programma che politiche urbanistiche volete attuare e come vi ponete nei confronti del pgt recentemente adottato dal commissario Nuzzi?

Infine la domanda che ha provocato qualche malumore sulla questione del PII Baraggia e della Commissione inchiesta comunale che ha scatenato l’inchiesta della magistratura. A questo in molti hanno preferito un no comment. «Sarà la magistratura a stabilire se ci sono responsabilità – ha detto Massimiliano Balconi della lista Per Brugherio – ma se fosse vero quello che è emerso dalla commissione sarebbe gravissimo, non nascondiamoci». Attacchi da parte di Maurizio Ronchi, coinvolto nella vicenda in quanto ex primo cittadino, soprattutto nei confronti di presunte talpe che, ai tempi della Commissione di Inchiesta, ne diedero i contenuti ad alcuni giornali. «Non sono i politici a perpetrare la corruzione nei comuni, ma funzionari e dipendenti che fanno il bello e il cattivo tempo – ha poi tuonato il leghista, seppur smentito da tutti gli altri – gli strumenti per prevenire e combattere esisterebbero, non si possono rendere trasparenti tutti gli atti perché quello che importa è la velocità di risposta alle richieste dei cittadini e di questa sono responsabili i dipendenti».

La trasparenza totale e quindi la partecipazione sono i cavalli di battaglia di Andrea Monachino del Movimento Cinque Stelle, al quale hanno fatto eco anche Marco Troiano del Pd, l’avvocato Scaccabarzzi per Nava e Nicola Vulpio di Sinistra Brugherio in comune che lancia l’assessorato alla trasparenza. Più critico Vincenzo Panza di Progetto Brugherio che, come ex carabiniere esperto del pool Mani Pulite negli anni 90 e poi in un team di controllo sugli appalti pubblici, spiega: «La gente comune non può capire atti e delibere se non è preparata, quindi bisognerebbe istituire in ogni comune un pool di esperti, scelto dai cittadini, che controlli e apra le porte sempre alle forze dell’ordine». Per Roberto Assi di Brugherio Popolare Europea bisogna andare oltre: «È un fatto culturale, purtroppo oggi la gente non ha coscienza della percezione di questi crimini. Ecco perché la trasparenza porta poi alle denunce e al controllo. Un ruolo fondamentale ce l’hanno i dipendenti onesti e virtuosi che devono prendere coscienza del proprio ruolo e imporsi sugli abusatori e poi magari essere premiati se denunciano». Per Ronchi bisogna attuare la meritocrazia vera sui dipendenti onesti e capaci e nei Cda degli enti pubblici inserire solo dipendenti pubblici che però vengano pagati per i ruoli e controllino meglio. Critiche feroci sono arrivate da tutti alla Legge Severino pro corruzione che non premia gli onesti e diminuisce i tempi di prescrizione. Ma da mediatore abbiamo cercato di far rientrare nei ranghi del comune la discussione. Soprattutto quando abbiamo fatto la domanda sull’urbanistica e quasi nessuno ha compreso che parlavamo di Pgt in relazione alla corruzione. A parte quando Roberto Assi ha deciso di lanciare la palla del conflitto di interessi. Quello che aveva permesso ad un ex direttore generale di far parte di una società edile che costruiva edilizia pubblica e ad un ex assessore di esserne progettista. «È su questo tema, sui tempi delle gare d’appalto e sulle negoziazioni pubblico privato che bisogna puntare per evitare di sprecare denaro pubblico nell’edilizia», ha detto. Poi Ronchi ha ripreso la palla del conflitto di interessi «Beh anche nella tua lista c’è una persona che ha confltto di interessi nell’edilizia (riferendosi a Mariele Benzi, ex assessore della sua Giunta e moglie di un costruttore della città, ndr)». Per stemperare gli animi, a questo punto, con una storiella amena, si è concluso che il conflitto di interessi è nocivo se chi confligge è disonesto, altrimenti tutti i politici potrebbero essere in potenziale conflitto, sempre. È come se una donna denunciasse per violenza sessuale qualsiasi uomo perché potenzialmente potrebbe violentarla!

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