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Salvaguardato il settore tessile nell’accordo commerciale con il Pakistan

16 Maggio 2011

Il Parlamento europeo ha approvato alcune modifiche alla proposta di accordo commerciale con il Pakistan, negoziato per aiutare il paese in seguito al disastro economico e umanitario causato dalle inondazioni dell’estate del 2010. Le modifiche riguardano una serie di preferenze commerciali accordate al Paese asiatico per gli scambi con l’Unione europea. Il Parlamento ha reiterato la richiesta di una clausola di salvaguardia per revocare le tariffe preferenziali in caso di minaccia grave a uno o più settori produttivi europei. Il problema riguarda soprattutto i prodotti tessili.

Il Parlamento si è espresso largamente a favore della riduzione dei dazi d’importazione di circa 75 prodotti pakistani per un periodo di un anno, rinnovabile per un altro anno. Per un certo numero di prodotti tessili tuttavia, i deputati hanno votato a favore di un aumento graduale delle quote di prodotti esenti dai dazi, piuttosto che eliminarli completamente.

I deputati europei hanno anche chiesto l’inserimento nel regolamento in discussione di una clausola di salvaguardia che permetta di sospendere le preferenze commerciali per proteggere l’industria europea. Ora possono cominciare i negoziati con il Consiglio europeo, in cui sono rappresentati i 27 Paesi dell’UE.

Come usuale in questi negoziati dell’UE con i Paesi terzi, anche il rispetto dei diritti umani è uno degli aspetti in discussione. Il Parlamento ha approvato l’introduzione nel regolamento di una clausola che collega l’uso di tariffe agevolate per il Pakistan al rispetto dei diritti umani nel paese. Secondo l’emendamento approvato, nel caso il Pakistan adottasse misure che colpiscono negativamente i diritti umani, i diritti dei lavoratori, la parità di genere o la libertà religiosa o se offrisse a organizzazioni terroristiche qualsiasi tipo di sostegno, la Commissione dovrebbe immediatamente ritirare il regolamento.

Quali le prossime tappe? I deputati, pur approvando le modifiche al regolamento, hanno deciso di ritrasmettere il testo, così modificato, alla Commissione parlamentare per il commercio estero per iniziare subito i negoziati con il Consiglio in vista di un possibile accordo in prima lettura entro qualche mese. Le tariffe preferenziali, anche se approvate dall’UE, devono poi essere autorizzate dall’Organizzazione Mondiale per il Commercio.

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