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Lissone, pestaggio davanti al “Paninaro” 38enne condannato a 10 anni

11 Aprile 2011

panino_lissoneTrascorrerà i prossimi dieci anni in carcere, per aver colpito fino alla morte Luigi Pagani, il 33enne operaio di Muggiò deceduto dopo una lite scoppiata al baracchino dei panini, nella notte tra il 22 ed il 23 luglio 2010.

Vicino l’Esselunga di Lissone molti giovani solevano trovarsi al “paninaro”, dopo una notte trascorsa in discoteca. Lo stesso avevano fatto Luigi Pagani, Vito D’Apice e Stefano D’Ambrosio, il primo giunto al banchetto da solo, gli altri due insieme, dopo aver salutato altri amici. Pagani, ubriaco, aveva finito i soldi, ma voleva bere ancora. Vedendo arrivare D’Apice e D’Ambrosio, che conosceva di vista, aveva forse pensato di poter “scroccare” loro una birra. Niente da fare. Alla richiesta di soldi per una “bionda”, i due iniziarono ad insultarlo ed in breve scoppiò una lite. Il primo a colpire Pagani fu D’Apice (28enne idraulico di Muggiò), che con ceffone lo fece cadere a terra. Ad infierire sul corpo del 33enne fu D’Ambrosio (38anni, anche lui di Muggiò) , che gli scagliò un calcio alla testa ed un pugno, prima di andare via in compagnia dell’amico. Pagani morì ancor prima di arrivare in ospedale, per un trauma letale riportato all’altezza del collo.

La scorsa settimana Vito D’Apice è stato assolto dall’accusa di omicidio preterintenzionale, per non aver commesso il fatto. Il suo ceffone infatti, non avrebbe provocato alcuna lesione importante alla vittima. Ieri mattina, secondo rito abbreviato, Stefano D’Ambrosio è stato invece condannato a dieci anni di carcere.

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