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La parola ai giovani: quella volta che Garibaldì salpò da Cuneo in nave…

16 Marzo 2011

bandiera-italiana«Garibaldi è partito dal Piemonte, in nave». Sara frequenta la prima superiore, studia ragioneria e non si sente più di tanto in dovere di approfondire le sue conoscenze storiche sulla storia d’Italia.

 

Ho trascorso un pomeriggio nel centro di Monza per “interrogare” gli studenti di tutte le età e di scuole diverse. Oggi è il 17 marzo e per loro è un giorno di vacanza, ma perché? Cosa sanno loro sul Risorgimento? Tutto e niente.

17marzo2-mbGiada, Vanessa, Sara e Milena hanno 15 anni, studiano ragioneria, ed è il loro primo anno di scuola superiore. Giada risponde con sicurezza alle domande, per l’esame di terza media, infatti, ha scelto Garibaldi e si ricorda della famosa spedizione. Con qualche aiuto arriva a raccontarmi, seppur a grandi linee, il processo di unificazione. Vanessa, Sara e Milena, invece, ascoltano la loro amica e scoprono cose nuove. Che Marsala non è la capitale della Spagna, che a Cuneo non c’è il mare e che Garibaldi è partito con mille uomini, cento sarebbero stati troppo pochi. Mi spiegano che a scuola nessuno ha dedicato qualche ora all’argomento e a loro basta conoscere il titolo della nuova festa nazionale: 150 anni dell’Unità d’Italia. Impossibile non saperlo, lo si legge sui moltissimi manifesti affissi in città e adesso è arrivato anche uno spot televisivo con tanto di inno nazionale a ricordarcelo. Continuo il giro.

Incontro un’altra Sara. È più piccola, frequenta la prima media, ma è anche più preparata. Mi dice che non andrà a scuola perché è l’anniversario dell’Unità d’Italia, infatti «prima di essere un solo regno era formata da più ducati che hanno combattuto e si sono impegnati per riuscire ad unificarsi». Mattia di anni ne ha 9 e frequenta la quarta elementare. A scuola ha fatto tanti disegni e ha colorato una bandiera italiana. La maestra, mi dice, «ci ha raccontato e fatto scrivere sul quaderno la storia dell’unità». La spiega anche a me, essenziale, ma precisa. Oggi per lui non è un giorno di vacanza, è il compleanno della sua nazione.

17marzo-mbAlla fine del mio giro incontro sei ragazzi, quinta superiore. Thomas, Marcello, Caterina, Margherita, Davide e Andrea. Caterina frequenta il liceo artistico, ammette di non essere preparata in ambito storico ma mi racconta che insieme ai suoi compagni ha costruito diversi progetti a tema «Unità d’Italia». Margherita frequenta il liceo classico e ha le idee un po’ confuse: «Il 2 giugno è la festa dei lavoratori, e si festeggia dal 1986». I suoi amici la correggono, si tratta della festa della Repubblica. Thomas sembra più preparato e sa che, visti gli esami ormai vicini, gli toccherà ripassare tutto il programma di storia.

Quest’anno alla maturità non potrà non esserci una domanda sul 17 marzo. E, cari ragazzi, rispondere «è stato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia» non sarà sufficiente.

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