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Via libera del Parlamento europeo all’accordo commerciale con la Corea

24 Febbraio 2011

Dopo aver assicurato l’introduzione di una forte clausola di salvaguardia per proteggere l’industria europea e ricevute garanzie da Seul che una nuova legislazione coreana sulle emissioni di CO2 per le auto non avrà un impatto negativo sul mercato automobilistico europeo, i deputati europei hanno dato il via libera alla ratifica di uno degli accordi di libero scambio più ambiziosi mai negoziati dall’Unione.

Con 465 voti a favore, 128 contrari e 19 astensioni, il Parlamento ha chiuso definitivamente due anni e mezzo di negoziati e la procedura di ratifica dell’accordo di libero scambio fra UE e Corea del Sud che entrerà in vigore a luglio di quest’anno.

Il nuovo accordo eliminerà circa il 98% delle barriere tariffarie nei prossimi 5 anni su prodotti manufatti e agricoli e sui servizi e raddoppierà il volume di commercio fra UE e Corea del Sud, con conseguente aumento di occupazione e crescita. Il testo copre anche questioni rilevanti come le procedure di appalti pubblici, i diritti di proprietà intellettuale, gli standard di lavoro e i temi ambientali.

Secondo l’accordo, l’8% delle tariffe doganali sulle auto europee esportate in Corea saranno rimosse, come dire che su un’auto di 25.000 euro, ne saranno risparmiati 2.000 in dogana. I produttori dell’UE potranno esportare le auto in Corea senza dover passare controlli o rispettare alcuno standard specifico. Inoltre, l’accordo di libero scambio crea un comitato di monitoraggio per controllare che non si introducano in futuro barriere al commercio “nascoste”, come ad esempio obblighi tecnici sui limiti di emissioni CO2.

Nel settore del tessile e abbigliamento, le tariffe doganali sono attualmente del 10,06% e l’accordo prevede l’eliminazione immediata della maggior parte dei 60 milioni di euro in dazi imposti ogni anno agli esportatori europei. Inoltre, l’accordo prevede una serie di disposizioni per garantire la protezione della proprietà intellettuale dei prodotti esportati, registrati e non.

Sull’elettronica di consumo, l’accordo elimina i requisiti ‘doppi’, come gli obblighi di effettuare costosi test e passare attraverso la procedura di certificazione, e rimuove anche le barriere al commercio per beni come elettrodomestici, televisori, telefoni cellulari e computer. La Corea ha anche riconosciuto formalmente gli standard europei per i prodotti elettronici, così da permettere agli esportatori europei di entrare nel mercato coreano a pari titolo coi produttori locali.

Punto essenziale per l’Europa era il rafforzamento della clausola di salvaguardia nell’accordo, approvata a larghissimo maggioranza dal Parlamento (495 voti a favore, 16 contrari e 75 astensioni). L’Unione europea potrà sospendere ulteriori riduzioni delle barriere tariffarie o riportarle ai livelli precedenti nel caso che qualsiasi industria (ad esempio quella dell’automobile) risulti colpita da un aumento delle importazioni con un danno considerevole. La Commissione, su richiesta del Parlamento europeo o dell’industria, lancerà un’inchiesta sulla situazione dei mercati che potrebbe poi far scattare la clausola di salvaguardia.

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