MONZA – Ieri pomeriggio Monza è tornata a riempire le sue strade per dire no alla guerra e alla logica della forza. Circa 200 persone hanno partecipato al corteo per la pace che, in modo ordinato e pacifico, ha attraversato il centro cittadino portando bandiere, striscioni e cori contro i conflitti e il riarmo.
Il ritrovo è stato in largo Mazzini, da dove la manifestazione si è mossa attraversando le vie del centro storico. Un serpentone colorato e determinato, scandito da slogan e canti, ha raggiunto piazza Roma, fermandosi sotto l’Arengario, luogo simbolo della città, per il momento conclusivo della mobilitazione.
Durante il percorso e al termine del corteo, i manifestanti hanno ribadito le ragioni della protesta: la condanna della guerra in Ucraina, la drammatica situazione umanitaria a Gaza, le tensioni geopolitiche che continuano a crescere in diverse aree del mondo e la preoccupazione per un clima internazionale sempre più dominato dalla “legge del più forte”. Al centro degli interventi, l’appello al rispetto del diritto internazionale, al dialogo e al multilateralismo come uniche strade possibili per costruire sicurezza e pace durature.
Una mobilitazione senza simboli di partito, promossa da un’ampia rete di associazioni, sindacati e realtà del territorio, unite dall’obiettivo comune di contrastare la normalizzazione dei conflitti e rilanciare una cultura della pace, della solidarietà e dei diritti.
Monza, ancora una volta, ha scelto la piazza come spazio di partecipazione civile, dimostrando che, anche in un contesto globale segnato da guerre e tensioni, c’è chi continua a far sentire la propria voce in modo pacifico e determinato.


