Cesano. Una Comunità in mostra
Esposizione fotografica e documentale che ripercorre storie e volti della cosiddetta Stonewall italiana: la manifestazione di Sanremo del 1972.
Dal 5 al 14 settembre Palazzo Arese Borromeo ospiterà “Una Comunità in mostra”, esposizione fotografica e documentale che ripercorre storie e volti della cosiddetta Stonewall italiana: la manifestazione di Sanremo del 1972.
L’iniziativa, promossa dall’associazione Intersezioni Brianza in collaborazione con Arcigay Nazionale e con il patrocinio del Comune di Cesano Maderno, propone un percorso espositivo che intreccia immagini, articoli di giornale, documenti e pannelli divulgativi.
Era il 5 Aprile 1972, un gruppo di persone del nascente movimento omosessuale italiano si diede appuntamento nella Città dei Fiori per protestare contro il 1° Congresso Internazionale di Sessuologia, che si proponeva di trattare l’omosessualità come una patologia e, come tale, affrontarla. Fu la prima vera uscita pubblica e visibile del movimento: una protesta dirompente e una manifestazione di orgoglio. Le persone LGBTQIA+ con decisione gridavano che da quel momento in poi non sarebbero più state relegate nell’ombra, che le loro voci sarebbero state ascoltate e che avrebbero parlato per sé, non lasciando che fossero altri a parlare per loro. Arrivarono a Sanremo associazioni da tutta Europa: questa giornata storica fu definita la “Stonewall Italiana”, riferendosi così ai moti di Stonewall di New York che nel giugno del 1969 diedero avvio alla nascita del movimento di liberazione Gay moderno in tutto il mondo. La protesta di Sanremo del 1972 fu ritenuta il primo Gay Pride nazionale.

Accanto all’esposizione, Intersezioni Brianza ha organizzato anche “FUORI!PRIDE!”, un Talk che si terrà in Sala Aurora a Palazzo Arese Borromeo giovedì 11 settembre alle 21.00. Quattro relatrici e relatori si avvicenderanno in un percorso storico, culturale e narrativo delle storie e dei volti della comunità LGBTQIA+.
Il racconto prenderà avvio proprio dall’imperativo FUORI!, che fu il primo grido di una comunità che non accettava più di nascondersi, e che chiedeva già con le prime iniziative degli anni ’70 di essere riconosciuta, rivendicando i propri diritti.


