Papilloma Virus e adolescenti, Marracini MyLAB: perché la prevenzione HPV resta una priorità
il punto del dott. Sergio Marracini, direttore sanitario di MyLAB: tra evidenze scientifiche, sicurezza e ruolo della vaccinazione precoce
Il Papilloma Virus Umano (HPV) è una delle infezioni sessualmente trasmissibili più diffuse e rappresenta la principale causa del tumore della cervice uterina, oltre a essere associato ad altre patologie oncologiche che interessano uomini e donne.
Nonostante le evidenze scientifiche consolidate, attorno al vaccino continuano a circolare dubbi e informazioni non sempre corrette, soprattutto tra i genitori di adolescenti. Sul tema è intervenuto il dottor Sergio Marracini, direttore sanitario MyLAB, centro medico con una sede a Monza in via Borgazzi 7 e una sede a Vimercate in piazza Guglielmo Marconi 7.
HPV, perché si vaccina tra gli 11 e i 12 anni
La vaccinazione anti-HPV viene raccomandata in preadolescenza perché è in questa fase che garantisce la massima efficacia immunitaria e protegge prima di un’eventuale esposizione al virus.
“Il vaccino HPV deve essere somministrato prima che l’organismo entri in contatto con il virus – ha dichiarato il dott. Sergio Marracini, direttore sanitario di MyLAB -. Vaccinare durante l’adolescenza significa costruire una protezione efficace prima che il rischio di esposizione diventi concreto”.
Per gli specialisti, si tratta di una strategia di prevenzione “anticipatoria”, che interviene prima che il rischio si presenti.
Marracini, direttore sanitario di MyLAB: la sicurezza del vaccino, ecco cosa dicono i dati
Il tema della sicurezza è tra i più dibattuti, ma la letteratura scientifica internazionale e i programmi di farmacovigilanza attivi da oltre quindici anni restituiscono un quadro stabile e consolidato.
“Oltre quindici anni di somministrazioni e centinaia di milioni di dosi confermano un profilo di sicurezza molto elevato – ha dichiarato il dott. Sergio Marracini, direttore sanitario di MyLAB -. Le preoccupazioni che spesso emergono sui social non trovano riscontro nelle evidenze cliniche disponibili”.
Gli effetti collaterali più comuni restano lievi e transitori, come dolore nel sito di iniezione o febbre di breve durata.

Anche i maschi e il ruolo dello screening
Oggi è chiaro che il Papilloma Virus non riguarda solo la popolazione femminile, ma coinvolge entrambi i sessi e può essere responsabile di diverse patologie oncologiche anche negli uomini.
“Vaccinare i maschi significa proteggere loro stessi e contribuire a ridurre la circolazione del virus nella popolazione – ha dichiarato il dott. Sergio Marracini, direttore sanitario di MyLAB -“.
La prevenzione, sottolineano gli specialisti, non si esaurisce con la vaccinazione: Pap-test e HPV-DNA test restano strumenti fondamentali di screening.
Vaccino e controlli periodici rappresentano quindi due livelli complementari della prevenzione, necessari per ridurre in modo significativo il rischio di patologie correlate all’HPV.


