Alzheimer, i primi segnali da non ignorare: il medico di MyLAB spiega quando preoccuparsi
Il dott. Giovanni De Pasquale, geriatra del centro medico MyLAB, spiega i sintomi dell’Alzheimer
Settembre è il mese mondiale dell’Alzheimer, un’occasione per parlare di prevenzione prima che i segnali diventino evidenti. Ma quali sono i campanelli d’allarme da osservare e quanto conta lo stile di vita? Il dott. Giovanni De Pasquale, medico geriatra del centro medico MyLAB, spiega perché la salute del cervello è strettamente legata a quella dell’intero organismo e perché, quando compaiono cambiamenti persistenti, è importante non aspettare e indagare tramite una visita specialistica con il geriatra.
MyLAB ha due sedi: a Monza in via Borgazzi 7 e a Vimercate in piazza Marconi 7.
Alzheimer, la prevenzione comincia prima dei problemi di memoria
Quando si parla di Alzheimer, la prima parola che viene in mente è quasi sempre memoria. Eppure, secondo il dott. Giovanni De Pasquale, il ragionamento sulla prevenzione deve partire da un concetto più ampio.
“Il cervello non invecchia in modo separato dal resto del corpo – ha spiegato il geriatra di MyLAB- Per questo è importante considerare tutti quegli elementi che incidono sulla salute generale della persona”.
Pressione arteriosa, colesterolo, glicemia e peso corporeo sono alcuni dei parametri da tenere sotto controllo. A questi si aggiungono alimentazione, attività fisica e abitudini quotidiane.
Secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, una parte significativa del rischio di demenza è associata a fattori modificabili. Questo non significa che uno stile di vita sano possa impedire con certezza l’Alzheimer, ma intervenire sui fattori di rischio può contribuire a mantenere più a lungo la salute del cervello.
Anche il movimento ha un ruolo importante. Non è necessario pensare esclusivamente allo sport intenso: un’attività fisica regolare e adeguata alle condizioni della persona può essere parte della prevenzione, così come mantenere relazioni sociali e stimoli cognitivi.
Dimenticanze, difficoltà nel parlare e disorientamento: quali segnali osservare
C’è poi un aspetto che spesso viene sottovalutato: la qualità del sonno.
Un riposo frammentato, il russamento importante e le apnee notturne possono essere segnali da non trascurare. “Il sonno rappresenta una fase fondamentale di recupero per l’organismo e anche per il cervello- ha sottolineato il dott. De Pasquale- così come la socialità è un aspetto che va tenuto fortemente in considerazione nell’analisi dei parametri del paziente”.
Ma come distinguere una normale dimenticanza da un cambiamento che merita attenzione?
Tra i possibili segnali ci sono la difficoltà nel ricordare informazioni appena apprese, la tendenza a ripetere più volte le stesse domande, la difficoltà nel trovare le parole, il disorientamento rispetto a date e luoghi familiari e una crescente difficoltà nello svolgere attività quotidiane che prima venivano affrontate senza problemi.
Possono comparire anche cambiamenti dell’umore e del comportamento, come irritabilità, apatia, ansia o maggiore diffidenza.
“Una dimenticanza occasionale, naturalmente, non significa Alzheimer- ha precisato il geriatra di MyLAB-. Con l’età possono verificarsi normali cambiamenti nella memoria e nell’attenzione. È soprattutto quando le difficoltà diventano frequenti, persistenti e progressive che è opportuno parlarne con un medico”.
Visita geriatrica: quando rivolgersi a MyLAB
L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa progressiva che può compromettere nel tempo memoria, linguaggio, orientamento, capacità di giudizio e autonomia.
Quando una persona mostra cambiamenti persistenti, una valutazione medica permette di inquadrare la situazione e capire se siano necessari ulteriori approfondimenti.
La visita geriatrica può avere un ruolo importante proprio perché consente di considerare la persona nel suo insieme: eventuali problemi cardiovascolari e metabolici, farmaci assunti, alimentazione, qualità del sonno, autonomia e cambiamenti nelle capacità cognitive.
“Quando un familiare nota che qualcosa è cambiato rispetto alle abitudini precedenti, è importante non attribuire automaticamente tutto al normale invecchiamento- ha precisato il dott. Giovanni De Pasquale-. Una valutazione permette innanzitutto di comprendere meglio la situazione e di stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti”.
Il messaggio è quindi quello di non aspettare che le difficoltà diventino importanti prima di intervenire. La prevenzione dell’Alzheimer passa dalle abitudini quotidiane, ma anche dall’attenzione ai primi cambiamenti.
Se una persona cara mostra problemi persistenti di memoria, attenzione, orientamento o difficoltà crescenti nello svolgimento delle normali attività quotidiane, è possibile rivolgersi a MyLAB per una valutazione e capire con il medico quale percorso di approfondimento sia più indicato.
MyLAB: sedi e contatti
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare direttamente le sedi MyLAB.
MyLAB Monza, via Borgazzi 7
Telefono: 039 9009950
WhatsApp: 342 6539045
MyLAB Vimercate, piazza Marconi 7
Telefono: 039 5966693
WhatsApp: 328 5744939

