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Strisce blu, l’opposizione attacca: «Monza fa pagare ancora i cittadini»

Le nuove regole sulla sosta riaccendono lo scontro politico. Nel mirino dell’opposizione l’ampliamento delle aree regolamentate e l’impatto su residenti, lavoratori e commercio

Le strisce blu tornano al centro dello scontro politico a Monza. La decisione dell’Amministrazione comunale di intervenire ancora sulla regolamentazione della sosta, con l’introduzione della nuova ZPRU del Polo Istituzionale e la modifica dell’area Villa Reale, riaccende le critiche delle opposizioni.

A prendere posizione sono Martina Sassoli (Noi Moderati),  Massimiliano Longo (Forza Italia), Paolo Piffer (Civicamente), Federico Arena (Lega) e Stefano Galbiati (Noi con Dario Allevi), che contestano la scelta di estendere ulteriormente la sosta regolamentata a pagamento. Nel mirino finiscono soprattutto le conseguenze per i residenti, per chi raggiunge quotidianamente Monza per lavorare e per le attività commerciali.

«Prima dicono una cosa. Poi fanno esattamente il contrario», attacca Martina Sassoli. «Avevano promesso che non avrebbero più messo mano alle strisce blu almeno fino alla fine della legislatura. Oggi smentiscono se stessi e tornano a intervenire sulla sosta». Per Sassoli si tratterebbe di «un’ennesima pezza al clamoroso epic fail delle strisce blu», una scelta che, secondo l’esponente dell’opposizione, rischierebbe di produrre ulteriori conseguenze negative.

«Avevano promesso un PUMS capace di recepire le reali esigenze di mobilità della città. E invece, ancora una volta, la risposta sembra essere: più strisce blu. Senza servizi, senza alternative e senza una strategia complessiva», prosegue.

Il punto centrale della contestazione riguarda però il costo della sosta per chi vive a Monza. «Allargare le ZPRU significa anche allargare il numero dei cittadini residenti chiamati a pagare per parcheggiare», sostiene Sassoli. E pone una domanda: «Ma perché un cittadino monzese, che paga già le tasse a Monza e che subisce quotidianamente le conseguenze di scelte amministrative discutibili, deve pagare ancora per poter parcheggiare la propria auto, magari semplicemente sotto casa e durante la notte?».

Da qui l’accusa politica: «Sembra l’ennesimo modo per fare cassa sulla pelle dei cittadini».

La posizione dell’opposizione è netta anche sul metodo con cui, secondo Sassoli, dovrebbe essere affrontato il problema della mobilità. «La mobilità non si governa trasformando ogni problema in una nuova occasione per aumentare il gettito. Prima si costruiscono servizi e alternative. Poi si interviene sulla sosta. Altrimenti non è programmazione. È solo rincorrere gli errori e farli pagare ai cittadini».

Sulla stessa linea Massimiliano Longo, che parla di una scelta che «continua su questa strada scellerata di ampliare l’utilizzo delle strisce blu». Secondo Longo, l’estensione della sosta a pagamento avrebbe già avuto «gravi ripercussioni sul commercio locale». E proprio l’effetto sui quartieri confinanti sarebbe, a suo giudizio, uno degli elementi più problematici della politica della sosta. «I cittadini hanno chiesto sicuramente l’ampliamento delle strisce blu, ma perché sono stati costretti a farlo», sostiene. «Perché se metti le strisce blu fino a un certo punto, poi i quartieri limitrofi, le vie limitrofe all’introduzione delle strisce blu vengono prese d’assalto da tutti perché non hanno possibilità di parcheggiare in altre vie e quindi utilizzano tutti quelle che sono rimaste libere».

Per Longo, dunque, l’ampliamento non risolverebbe il problema ma lo sposterebbe nelle strade immediatamente esterne alle aree regolamentate. «La scelta noi non la condividiamo, la riteniamo una scelta sbagliata, perché è un modo comunque per chiedere un ulteriore obolo ai cittadini e per danneggiare gravemente il sistema commerciale monzese», afferma.

E c’è poi il tema del Polo Istituzionale, dove sono concentrati diversi uffici pubblici. Il timore espresso da Longo riguarda in particolare i lavoratori che ogni giorno raggiungono quella zona. «Trovo veramente ingiusto far pagare un’ulteriore tassa a chi viene a lavorare a Monza e stabilire di posizionare le strisce blu anche intorno al polo istituzionale, quindi anche alla stessa provincia, dove sono in questo momento, fa sì che molti dipendenti della provincia saranno costretti a pagare per parcheggiare», afferma. «La trovo una scelta veramente scellerata», conclude Longo.

Al coro si aggiunge anche Piffer: “Per l’ennesima volta, al netto delle chiacchiere e della narrazione che viene provata a rifilare ai cittadini, è una scelta calata dall’alto e il consiglio comunale, che dovrebbe essere l’assemblea destinata e dedicata a votare piani del traffico e piani del parcheggio, continua a essere bypassato, le scelte vengono prese in giunta e comunicate attraverso i giornali, invece di fare commissioni, dibattiti in aula e arrivare a soluzioni davvero condivise. Questa amministrazione proprio non riesce a rispettare un minimo i principi democratici e a rispettare le istituzioni”.

Di opinione simile Federico Arena: “Sul discorso via Volta sicuramente credo che sia stato fatto un gran pasticcio, nel senso che questa misura prova a mettere la toppa a un vulnus iniziale che secondo me in realtà dimostra semplicemente ed esclusivamente come questo piano della sosta sia stato concepito non in virtù di voler garantire una mobilità migliore, una rotazione della sosta e quindi degli interventi positivi, ma come è stato concepito solo ed esclusivamente per riempire il più possibile la città di strisce blu e quindi di conseguenza di far cassa sulla pelle degli automobilisti e dei monzesi. Perché dico questo? Perché se andiamo a vedere la specificità di via Volta notiamo che quelle strisce blu che originariamente c’erano solo ed esclusivamente in tutta quell’area erano presenti solo nella seconda metà di via Volta, dove erano con un’ottica sensata, cioè quella di garantire una sosta rotazione nella parte più a vocazione, diciamo prettamente commerciale, in una zona dove, sono sopravvissuti, per fortuna sopravvivono bene i negozi di vicinato e quindi c’era appunto questa possibilità di garantire la rotazione alle persone che facevano negozi di vicinato presenti in quell’area. Oggi di fatto viene venduta un po’ questa cosa come una gentile concessione, come un omaggio che l’amministrazione comunale fa ai residenti della ZTL V5, ma secondo me in realtà mette un altro pacchetto di buco, perché si viene a creare intanto il paradosso che un residente di Avvocaccio, per esempio o di via Frisi, può parcheggiare in via Volta, mentre un residente di via Cantù, via Caroni o della zona San Biagio, che è la zona storicamente appartiene a via Volta, non può parcheggiare, o comunque non può parcheggiare e deve pagare 25 euro, per essere precisi, e quindi crei una disparità tra residenti, perché hai quello che abita in via Cantù che deve pagare 500 euro l’anno se vuole parcheggiare in via Volta e quello che è un altro campione che ne deve pagare 25 se vuole parcheggiare in via Volta. Questa è una disparità evidente. Poi, oltre a questo, diciamo che si fa anche un po’ via meno quello che era il senso di quelle strisce blu presenti sulla seconda metà di via Volta, perché con il fatto dei 25 euro fondamentalmente garantisci il diritto di poter parcheggiare per 25 giorni, sette su sette, nei posti possibili che ci sono in via Volta. Quindi la verità, la considerazione finale di tutta questa storia è che il piano della sosta è stato concepito comunque come un gran pasticcio, si è formato adesso, e ha messo una toppa su un qualcosa che non era stato considerato all’inizio e che crea comunque solo un gran problema”.

Così Galbiati: “Al di là del discorso del polo istituzionale, che va benissimo, quello di via Volta è una presa in giro. Cioè tu togli la via Volta, che è zona 4, è la via madre della zona 4, per inserirla nella zona 5, per far contento, credo, 20-30 persone, se sono 2 o 3, e fai scontento tutti gli altri residenti della zona 4, che è la zona San Biagio, è la zona con più residenti, una delle più popolose, e quindi io trovo che sia una manovra di basso livello. Perché lo fanno? Perché in via Volta non c’è bisogno di fare delle strisce blu nuove perché ci sono già, quindi c’è questa scusa. Quindi anche a livello elettorale, visto che siamo prossimi alla prossima campagna elettorale, anzi ci siamo già, non fanno vedere in giro un nuovo operaio che dipingono di blu le zone. Quindi qui via Volta ci sono già e includi la via Volta nella zona 5, dando la possibilità ai soli residenti di via Volta di fare i permessi agevolati a 25 euro all’anno, mentre tutto il resto della zona 4, ma non solo il resto della zona 4, le parallele di via Volta, via Caroni, tutti i residenti devono attaccarsi e continuare a pagare 40 euro al mese per l’abbonamento, costa 40 euro al mese, 50 euro per i residenti. Credo che avrebbero dovuto avere il coraggio di fare, se lo volevano fare, in tutta la zona 4 i nuovi parcheggi blu e quindi ampliare la sosta blu, dando a tutti in questa zona gli stessi diritti, perché così invece sembra veramente, come ho detto, che ci sono dei cittadini che hanno dei privilegi e altri che non li hanno, e io trovo che sia una roba profondamente ingiusta. Io credo che tutti i cittadini debbano avere gli stessi diritti. Credo che un’amministrazione debba avere il coraggio di fare delle scelte e quindi fare delle scelte mettendo il regolamento e dipingendo, se vogliono, le nuove strisce blu in tutta la zona 4, dando anche a tutta la zona 4. Via Volta pertanto è la via maestra della zona 4, la più significativa, quindi è sempre stata la via per antonomasia della zona 4″.

Lo scontro, quindi, non riguarda soltanto il colore delle strisce o la disponibilità di posti auto. Sul tavolo c’è una questione più ampia: quale modello di mobilità adottare per Monza e come distribuire i costi della regolamentazione della sosta tra residenti, lavoratori, visitatori e attività economiche.

Il Comune, dal canto suo, ha inserito le ZPRU all’interno di una strategia più ampia di regolamentazione della sosta e del traffico urbano, con l’obiettivo dichiarato di gestire la pressione veicolare e tutelare la sosta dei residenti.

“Le modifiche e gli interventi di ottimizzazione che introduciamo rappresentano un ulteriore passo di un percorso di ascolto, confronto e riordino della sosta, che vuole garantire un equilibrio tra mobilità, qualità urbana e tutela dei residenti – commenta l’assessora alla Mobilità e Viabilità Irene Zappalà – Con la nuova ZPRU del Polo Istituzionale riconosciamo le specificità di un’area strategica della città, caratterizzata dalla presenza di funzioni pubbliche e servizi, in particolare quelli che gravitano attorno al Polo Istituzionale, con un significativo afflusso quotidiano di persone. Con l’ottimizzazione della ZPRU Villa Reale completiamo, inoltre, il percorso di riordino della sosta nel comparto, dando risposta alle esigenze espresse dai residenti che potranno usufruire anche degli stalli blu presenti nell’area a tariffa agevolata”.