Intervista esclusiva
|Tra swing, lusso e banchi di scuola: la vita sul green della 14enne monzese Stella Vittoria Colombo
Dalle prime buche al Golf Club Milano fino ai grandi tornei internazionali. Tra l’eleganza delle storiche Club House e i banchi della International School of Monza, la giovane promessa del golf si racconta a MBNews: tra rinunce, determinazione e il sogno dell’ingegneria negli USA.
Monza – Il golf nell’immaginario collettivo evoca immagini ben precise: il silenzio dei circoli più esclusivi, i fairway immersi nel verde secolare e un’aura di eleganza senza tempo. Ma com’è questo mondo quando a viverlo da protagonista è una ragazza di soli 14 anni?
Cresciuta sportivamente sul prestigioso manto erboso del Golf Club Milano, nel cuore del Parco di Monza, Stella Vittoria Colombo è uno dei giovani talenti più promettenti del panorama golfistico. Unisce la disciplina di un’atleta di livello nazionale alla vita di una qualsiasi adolescente della sua età, divise tra verifiche scolastiche, uscite in centro e grandi sogni per il futuro. L’abbiamo incontrata per farci raccontare il “lato lifestyle” di uno sport affascinante, dove la classe incontra il sacrificio.
Un talento di casa sul palcoscenico internazionale
Per Stella Vittoria i giorni scorsi sono stati carichi di emozione: la quattordicenne monzese è scesa in campo sul percorso di casa per il Buccellati Ladies Italian Open , la tappa italiana del Ladies European Tour che ha richiamato al Golf Club Milano le migliori giocatrici del panorama internazionale. Nonostante la giovanissima età e la pressione di gareggiare tra oltre cento professioniste affermate, Stella ha vissuto la competizione come un’importante tappa di crescita e un’occasione di puro divertimento sul green della sua città.
Come sono andati gli Open?
“Devo essere sincera: non ho giocato benissimo, ma mi sono divertita tantissimo! È stata comunque un’esperienza fantastica”
Ricordi la tua prima volta sul green? Cos’è che ti ha fatto innamorare di questo sport?
“Avevo circa 5 anni quando ho preso in mano il primo bastone al Golf Club Milano. A fare golf era mio fratello e abbiamo iniziato a provare qualche garetta insieme. L’ho trovato fin da subito un gioco divertentissimo e, da quel momento da piccolissima, non ho più smesso”.
Nell’immaginario comune il golf viene spesso visto come uno sport per adulti. Com’è vissuto invece da una ragazza della tua età?
“In realtà credo che vivere il golf da giovani sia ancora più bello. Oltre all’aspetto sportivo, si creano dei rapporti di amicizia davvero stupendi. Sfatiamo un mito: non è assolutamente uno sport per “vecchi”.”
Come si svolge la tua giornata tipo tra scuola, studio e campo da gioco?
“Dipende dai giorni. Di solito sto a scuola dalle 8:30 alle 16:00 — frequento la International School of Monza —, poi vado subito a golf e mi alleno per un paio d’ore. Quando torno a casa mi metto sui libri a studiare. Se ci sono gare o preparazioni importanti mi capita di uscire prima da scuola o saltare qualche giorno: in quel caso i miei genitori mi danno una grandissima mano per recuperare il programma. Inoltre trovo anche il tempo per il nuoto sincronizzato, che pratico come hobby!”
Chi fa parte del tuo team per aiutarti a mantenere questi livelli?
“Ho due allenatori, Roberto Recchione e Claudio Viganò, e sono sempre affiancata e sostenuta anche dai coach della Nazionale. Ma i miei veri mental coach sono i miei genitori: mi aiutano e mi supportano tantissimo in tutto”.
Ti senti una ragazza come tutte le altre o percepisci di fare una vita diversa? Ti capita di dover rinunciare alle uscite in centro a Monza o alle feste?
“Mi capita quasi sempre di dover saltare uscite e feste nel fine settimana, e devo ammettere che questo è l’aspetto che mi piace un po’ meno del mio sport. Però, guardando le cose da una prospettiva più ampia, so di avere un obiettivo più grande da raggiungere. Saltare qualche festa non è un problema: lo sport mi dà molto di più ed è utilissimo per la mia crescita”
Il mondo del golf è fatto di circoli storici e atmosfere di grande eleganza. Qual è l’aspetto più affascinante di questo ambiente?
“Io adoro le Club House! Sono storiche, eleganti e di grandissimo effetto. Recentemente mi è capitato di visitare quella di St. Andrews, in Scozia, ed è semplicemente stupenda”.
Inizi a percepire l’aspetto economico di questo sport? Come gestisci premi o rimborsi?
“Per il momento se ne occupano totalmente i miei genitori, anche perché al livello in cui mi trovo ora non si guadagna con il golf. Però ho un obiettivo preciso per il futuro: mi piacerebbe tantissimo vincere una borsa di studio per andare a studiare all’università in America”.
Il golf ti mette a confronto prima di tutto con te stessa. Cosa ti ha insegnato?
“Mi ha insegnato tantissimo a gestire l’ansia, non solo sul green ma anche nella vita quotidiana. Ad esempio, agli ultimi Open, quando ero alla buca 1 sentivo molta ansia, ma ho imparato a calmarmi subito. È una cosa che mi aiuta molto anche a scuola prima di un’interrogazione o di una verifica: ora so come gestire meglio le mie emozioni”.
C’è un campione o una campionessa nel circuito professionale a cui ti ispiri?
“Non mi ispiro a nessuno in particolare. Il golf è uno sport molto personale: devi trovare il tuo stile e costruire il tuo swing. Devo dire però che ammiro molto il gioco di Carlotta Ciganda”
Da grande ti vedi come golfista professionista sui campi del Tour mondiale?
“Al momento non penso di voler diventare una golfista professionista, anche se mai dire mai! Il mio sogno attuale è trasferirmi negli Stati Uniti per studiare ingegneria aeronautica o meccanica”.


