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|Seveso, rinviata la delibera sul segretario condiviso, “alla città solo i costi”
In Consiglio l’ingresso di Besnate nella gestione associata con Besozzo. La minoranza ha sollevato dubbi, la sindaca ha accettato il rinvio ma con alcune precisazioni.
La modifica della convenzione per la gestione associata dell’Ufficio di segretario comunale non è stata votata dal Consiglio comunale di Seveso. Durante la seduta del 30 settembre, infatti, il punto è stato rinviato dopo le questioni sollevate dai consiglieri di minoranza. La proposta prevedeva l’ingresso del Comune di Besnate nella convenzione già esistente tra Seveso e Besozzo.
Certo l’argomento non è di quelli che infiammano le platee, tuttavia ha segnato una battuta d’arresto non troppo consueta nei lavori del consiglio. Al centro della discussione c’era soprattutto la ripartizione dei costi del servizio. Secondo quanto riferito dalla minoranza, la nuova convenzione avrebbe previsto una quota del 70% a carico di Seveso, del 20% a Besozzo e del 10% a Besnate.
Il nodo sollevato dai consiglieri di opposizione riguarda però il rapporto tra la quota di spesa e il tempo di lavoro del segretario. Il consigliere Pietro Aceti ha chiesto se, a fronte del pagamento del 70% del costo, Seveso potesse contare anche sul 70% della presenza del segretario in termini di ore. Secondo quanto riportato dalla minoranza, la risposta emersa durante la discussione è stata negativa: la convenzione avrebbe previsto una gestione flessibile dell’orario, senza una corrispondenza automatica tra percentuale di spesa e percentuale di presenza nei singoli Comuni.
Sempre secondo il resoconto diffuso dai quattro consiglieri, durante il dibattito il segretario comunale avrebbe inoltre spiegato che non sarebbe possibile organizzare la gestione di un Comune con una presenza limitata a 3,5 ore settimanali, cioè il 10% di un orario di 35 ore. Da qui la domanda posta dalla minoranza su come sarebbero state contabilizzate eventuali ore ulteriori dedicate a Besnate.
Nel corso del confronto è intervenuto anche il consigliere Giorgio Garofalo, che ha messo in discussione l’opportunità stessa dell’ingresso di Besnate nella convenzione, chiedendo quale vantaggio concreto ne avrebbe ricavato Seveso mantenendo il 70% dei costi. La minoranza ha inoltre richiamato, come elemento di valutazione politica, la precedente situazione relativa ai segretari comunali di Seveso.
La posizione dell’Amministrazione è stata invece rappresentata, nel corso della seduta, anche dalla rivendicazione della sindaca della città Alessia Borroni di aver “difeso in tutti i modi” la quota del 70%. Una posizione che i consiglieri di opposizione hanno contestato, sostenendo che mantenere invariata la percentuale di spesa non equivalesse necessariamente a tutelare l’interesse del Comune.
Dopo la dichiarazione di voto contrario del Partito Democratico, la minoranza ha quindi chiesto il rinvio del punto. La richiesta è stata accolta e la modifica della convenzione non è stata sottoposta a votazione.
La vicenda resta dunque aperta. La convenzione originaria tra Seveso e Besozzo era stata approvata dai rispettivi Consigli comunali nel luglio 2026; la seduta sevesina del 30 settembre prevedeva ora l’esame dell’integrazione con l’ingresso di Besnate.
Al termine della seduta, Aceti, Garofalo, Gianluigi Malerba e Anita Argiuolo hanno rivendicato il rinvio come il risultato delle verifiche condotte sugli atti e delle domande poste in aula.
Il commento della sindaca Borroni
All’indomani dell’episodio la sindaca Alessia Borroni ha commentato la materia con un’apertura alle istanze della minoranza ma ridimensionandone la lettura critica. “Se l’opposizione presenta richieste valutabili le prendiamo in considerazione – ha detto – per questo abbiamo accettato di rinviare il punto all’ordine del giorno. Nel frattempo ci confronteremo con gli altri sindaci per valutare insieme possibili aggiustamenti”.
Un margine c’è, insomma, altrimenti non ci sarebbe stato il passo indietro della maggioranza, “tuttavia la lettura che la minoranza dà della vicenda non sta in piedi. Il tipo di incarico di un segretario non è commisurato strettamente sul numero delle ore, ma più su una questione di ruolo. Il segretario è già in reggenza a Besnate da quattro anni, non sta iniziando ora, questo per dire che non siamo nel quadro di una sottrazione di ore ma di una modifica nell’inquadramento: dallo stato di reggenza a Besnate passa a quello di convenzione con Seveso“, ha chiosato Borroni.


