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Pedemontana, polveri e scuole: Lesmo chiede i dati dei monitoraggi. Incontro il 9 ottobre

Una risposta dell’Agenzia a una mamma riaccende l’attenzione sul monitoraggio dell’aria vicino alle scuole. Residenti e Comitato chiedono i dati su polveri e traffico.

A Lesmo, il Tavolo di Lavoro per le aree di Bonifica e l’Osservatorio Ambientale hanno sollecitato Pedemontana Lombarda a mettere in atto e migliorare i presidi di cantiere per il contenimento delle polveri. Lo scrive testualmente ARPA Lombardia a una mamma di Lesmo, preoccupata dalla vicinanza del cantiere di Pedemontana alle scuole cittadine e interessata a conoscere i dati sulle polveri generate dai lavori.

La lettera della mamma di Lesmo

La lettera in redazione della cittadina di Lesmo segue ad azioni più formali datate 17 settembre e indirizzate al Comune e agli organi competenti tra i quali appunto ARPA. E proprio sulla risposta dell’Agenzia regionale mette il focus: “È un’informazione ufficiale. Ma quali criticità hanno motivato queste richieste? Quali interventi sono stati chiesti e quali sono stati effettivamente realizzati? Chi ne verifica l’efficacia, soprattutto in prossimità della scuola?

Nella risposta ricevuta, ARPA non fornisce valori di concentrazione delle polveri, date delle rilevazioni o una valutazione specifica della situazione presso l’asilo. Rimanda alla pagina del monitoraggio ambientale di Pedemontana e indica di rivolgersi agli organismi di supervisione tramite il Comune”.

pedemontana lesmo

Incontro in Prefettura il 9 ottobre

Al momento il dato non reca aggiornamenti relativi a quest’anno, sebbene i monitoraggi abbiano cadenza trimestrale, ma la sindaca di Lesmo Sara Dossola ha informato che “il 9 ottobre il tavolo di lavoro è stato convocato con la richiesta di approfondire questi aspetti da parte del Prefetto che alle segnalazioni da parte della cittadinanza presta particolare attenzione. D’altronde il cantiere ha un impatto massiccio che è sotto gli occhi di tutti”.

sara dossola assemblea pedemontana lesmo

Da quell’occasione, residenti di Lesmo e sindaca stessa sperano di ottenere risposte e rassicurazioni sui valori registrati in prossimità delle scuole dell’istituto comprensivo di Lesmo dove “abitano” centinaia di bambini. Tra questi, anche il figlio della mamma di Lesmo che nella sua lettera firmata scrive: “Non sto affermando che siano stati accertati superamenti dei limiti. Ma quali polveri respirano i bambini della scuola dell’infanzia F. Casati di Peregallo, a Lesmo, durante i lavori della Pedemontana? E quali misure concrete vengono adottate per proteggerli”?

Seguono altre domande molto concrete e puntuali destinate a sapere quali siano i punti di monitoraggio, la frequenza delle misurazioni, gli esiti, le misure specifiche adottate per limitare la dispersione delle polveri e anche qualche spiegazione sul passaggio della missiva di ARPA.

Il Comitato No Pedemontana di Lesmo

Ma l’esigenza di chiarezza non è solo di una singola cittadina preoccupata. Il Comitato No Pedemontana Lesmo-Arcore-Camparada ha una valigia piena di richieste che deposita presso l’Amministrazione comunale di Lesmo, perché la sindaca la piazzi sul tavolo dell’Osservatorio.

massimo stucchi no pedemontana lesmo

“Stiamo elaborando un documento – spiega per il comitato Massimo Stucchi – con domande e segnalazioni: pulizia delle strade compromessa dai mezzi, per fare un esempio, ma anche monitoraggi ambientali. Qui non parliamo solo delle polveri sollevate, ma anche del volume di traffico di mezzi pesanti che ha un impatto sulla qualità dell’aria. I dati pre-cantiere sulla Sp135 evidenziavano il transito di 25mila veicoli al giorno dei quali il 6% era costituito da mezzi pesanti. Ora che i cantieri sono nel pieno, abbiamo bisogno di sapere come è cambiato il volume dei mezzi pesanti. Basta vivere qui per avere la percezione dell’incremento, anche in relazione al grande cantiere di Biassono. Ma servono i dati precisi per capire quali provvedimenti chiedere e adottare”.

“Che fine hanno fatto i cannoni”?

Stucchi e i tanti colleghi di comitato frugano tra i capitolati e il progetto esecutivo di Pedemontana trovando riferimenti a strumentazioni utili alla mitigazione dell’impatto ambientale, dalle barriere ai “cannon fog”, macchinari che abbattono le polveri rendendo umida la terra: “tutte cose che sono inserite nei capitolati ma che nella realtà non si vedono”.

Si torna a coppe: per capire se attivare o no le strumentazioni previste (e plausibilmente onerose per Pedemontana) occorre avere i dati dei monitoraggi, “ma sul sito di Pedemontana sono aggiornati a prima dell’avvio dei cantieri – spiega Stucchi – come si fa a valutare la situazione se ci mettono un anno a fornire i dati? A quel punto magari gli scavi principali sono terminati e non ha più senso parlarne”. Un discorso che, rincara il comitato, si ripete anche per quanto riguarda l’inquinamento acustico.

La data del 9 ottobre in Prefettura, insomma, è attesa con importanti aspettative.

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