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Monza, locali chiusi prima di notte: scatta la nuova stretta per la sicurezza

L’ordinanza del sindaco Paolo Pilotto è in vigore dal 1° ottobre e resterà valida per 30 giorni: confermate le chiusure anticipate in 107 vie della città

A Monza la notte ha un nuovo copione. Da ieri, 1° ottobre, è tornata in vigore l’ordinanza del sindaco Paolo Pilotto che impone una chiusura anticipata a una serie di attività nelle zone considerate più esposte ai problemi di vivibilità notturna. Una stretta che durerà 30 giorni e che interessa complessivamente 107 vie della città.

Il calendario cambia a seconda del giorno. Dalla domenica al mercoledì le attività dovranno abbassare le serrande entro l’una. Il giovedì, venerdì e sabato potranno invece restare aperte fino alle 2. Poi stop. La riapertura è fissata alle 6 del mattino.

La misura riguarda un ventaglio ampio di attività: bar e locali che somministrano alimenti e bevande, negozi alimentari o misti, esercizi artigianali che producono e vendono cibo pronto per il consumo immediato e anche i distributori automatici di alimenti e bevande.

Per questi ultimi la vendita dovrà essere interrotta nelle ore indicate dall’ordinanza. Gli apparecchi potranno essere disattivati oppure dovrà essere chiuso il locale che li ospita.

Il provvedimento arriva dopo la sperimentazione estiva. L’Amministrazione ha scelto di riproporre le limitazioni dopo aver valutato gli effetti delle misure introdotte nel mese di luglio, con l’obiettivo di intervenire soprattutto sugli episodi di disturbo della quiete pubblica nelle ore più tarde.

«Il provvedimento, che nasce dalla positiva esperienza del mese di luglio, tutela gli esercenti, i cittadini che desiderano vivere Monza di notte in modo sano e i residenti che hanno il diritto di riposare», spiega il sindaco Pilotto. «Si tratta di trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze».

Una scelta che non si limita all’alcol

Uno degli elementi caratterizzanti dell’ordinanza è proprio questo: il Comune non ha scelto di intervenire esclusivamente sulla vendita di alcolici.

«Avremmo potuto adottare una misura riferita esclusivamente alla vendita o alla somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche», spiega Pilotto. Ma, secondo il sindaco, una misura di questo tipo non avrebbe necessariamente impedito la presenza di persone davanti e intorno ai locali.

Da qui la decisione di intervenire direttamente sugli orari di apertura. L’obiettivo dichiarato è evitare che, una volta terminata la vendita, possano comunque proseguire gli stazionamenti e le situazioni di disturbo nelle strade.

«Si apre ora una nuova fase del monitoraggio degli effetti di questo provvedimento per valutare eventuali azioni correttive o più mirate», aggiunge il sindaco.

Dove scatta la stretta

Le restrizioni si concentrano in quattro grandi aree della città.

C’è tutto il centro storico compreso nella cerchia di via Parravicini, via Mosè Bianchi, piazza Citterio, via D’Azeglio, via Aliprandi e via Azzone Visconti. Rientrano nell’ordinanza anche le zone di via De Gradi, via Bergamo, Pesa del Lino ed Enrico da Monza.

La mappa comprende inoltre l’area di largo Mazzini, corso Milano, via Arosio, via Caduti del Lavoro e piazza Madri Costituenti, oltre alla zona di via Cairoli, via XX Settembre, piazza Indipendenza e via Magenta.

In tutto sono 107 le strade interessate dal provvedimento.

«Le misure introdotte sono il frutto di un equilibrio virtuoso tra le varie necessità espresse dalle diverse componenti della città», afferma l’assessore al Commercio e alle Attività produttive Carlo Abbà.

Sessantamila euro per i servizi serali

La nuova fase passa anche dai controlli. L’ordinanza è stata definita dopo il confronto con la Prefettura, attraverso il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, e con i rappresentanti dei commercianti.

Il Comune ha inoltre previsto per il 2026 uno stanziamento di 60mila euro per rafforzare i servizi serali della Polizia Locale, che lavorerà insieme alle altre Forze dell’Ordine.

Gli agenti dovranno verificare il rispetto degli orari imposti dall’ordinanza. Per chi non si adegua sono previste multe da 500 a 5mila euro.