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Il Presidente Romani in visita ad Alfa Laval a Monza: «Innovazione e sostenibilità per la competitività della Lombardia»

Visita istituzionale questa mattina nella sede monzese di Alfa Laval, multinazionale svedese leader nelle tecnologie per lo scambio termico, la separazione e la movimentazione dei fluidi. Ad accogliere il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, è stato il Managing Director dell’azienda, Jean-Jérôme Semat, per un momento di confronto dedicato alle sfide dell’efficientamento energetico, della riduzione delle emissioni e del sostegno al tessuto manufatturiero lombardo.

L’incontro si inserisce in un ciclo di appuntamenti sul territorio che le istituzioni regionali promuovono per mantenere un dialogo diretto con il mondo produttivo. «Queste visite sono un’opportunità per ascoltare le esigenze degli imprenditori, le criticità e le proposte: un passaggio fondamentale per attuare politiche sempre più efficaci a supporto del sistema economico-produttivo lombardo — ha sottolineato il Presidente Federico Romani —. Le istituzioni regionali sono in campo per aiutare le imprese a innovare e restare competitive nella sfida del mercato globale. In Lombardia c’è un patrimonio straordinario di competenze, lavoro e professionalità che vogliamo continuare a tutelare con grande determinazione in un contesto economico globale che continua ad essere difficile e incerto».

Sostenibilità e ricerca: «Nessun totem ideologico, serve sviluppo concreto»

Nel corso della visita al sito produttivo monzese, il Presidente del Consiglio regionale si è soffermato sul connubio fondamentale tra competitività economica e transizione ecologica, elogiando il modello d’impresa del gruppo svedese.

«Innovazione e sostenibilità devono procedere insieme — ha proseguito Federico Romani —. Investire in ricerca significa infatti sviluppare soluzioni capaci di rendere più efficienti i processi produttivi, ridurre i consumi energetici e l’impatto ambientale e consentire alle imprese di mantenere e accrescere la propria competitività sui mercati nazionali e internazionali. La capacità di innovare è la strada attraverso cui la sostenibilità può diventare un elemento concreto della produzione e non soltanto un obiettivo da perseguire. La sostenibilità non può essere un totem ideologico, non è un valore in sé. Sostenibilità e sviluppo sono il binomio che garantisce una crescita che rispetta l’ambiente, ma che si fonda su cambiamenti concreti. La sostenibilità, dunque, deve camminare insieme alla capacità di investire. E la storia di Alfa Laval racconta proprio questo percorso: grazie a impegno, innovazione e visione, ogni giorno affronta con successo le sfide dei mercati globali, investe in tecnologie d’avanguardia e crea valore per il territorio nel rispetto dell’ambiente».

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Un colosso da 4.200 brevetti: il ruolo del sito di Monza

Durante i colloqui, il Managing Director Jean-Jérôme Semat ha illustrato al Presidente Romani le tecnologie applicate alle industrie manifatturiere e di processo, orientate all’ottimizzazione dell’uso delle risorse e alla contrazione delle emissioni di CO2.

Un impegno dimostrato nei numeri dell’intero gruppo Alfa Laval, che investe annualmente il 3% del fatturato mondiale in Ricerca & Sviluppo e vanta oltre 4.200 brevetti attivi. Semat ha infine ribadito la necessità di mantenere aperti tavoli di confronto strutturati tra istituzioni e aziende: «È fondamentale costruire percorsi comuni di transizione energetica e soluzioni di efficientamento nell’interesse del sistema produttivo per mantenere la competitività del tessuto manifatturiero lombardo».

Alfa Laval vanta radici storiche profonde nel territorio italiano, dove ha iniziato la propria attività a Milano nel lontano 1911 con le centrifughe per l’olio d’oliva, introducendo la tecnologia dello scambio termico nel 1931 per il settore lattiero-caseario. Dopo il trasferimento a Muggiò nel 1950, nel 1970 è stato inaugurato lo stabilimento produttivo di Monza. Oggi l’azienda conta in Italia oltre 800 dipendenti dislocati tra Monza, Genova, Suisio (Bergamo), San Bonifacio (Verona), Parma e Poggibonsi (Siena); la sola sede di Monza impiega oltre 200 lavoratori.