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Emis Killa, Fedez, Neima Ezza e Massimo Pericolo in concerto nel carcere di Monza

Musica e rap entrano nella Casa circondariale di Sanquirico: gli artisti si sono esibiti davanti ai detenuti.

La musica entra nella Casa circondariale di Monza e, per alcune ore, il reparto Luce dell’istituto di Sanquirico della città si trasforma in un palcoscenico. Protagonisti dell’iniziativa sono stati Emis Killa, Fedez, Neima Ezza e Massimo Pericolo, alcuni tra i nomi più conosciuti della scena rap e hip-hop italiana, che si sono esibiti davanti alla popolazione detenuta.

L’iniziativa è stata pensata come un momento di incontro attraverso la musica, con l’obiettivo di portare all’interno del carcere un’esperienza culturale e artistica. Gli organizzatori sottolineano il possibile valore della musica nei percorsi di reinserimento e nelle attività trattamentali rivolte alle persone detenute.

A raccontare il significato della giornata è Paolo Piffer, consulente educativo e presentatore del concerto. Secondo Piffer, il concerto ha rappresentato un momento di condivisione tra artisti, detenuti e operatori della struttura: “Siamo stati tutti insieme liberi per un paio d’ore. È stato un momento di reale condivisione che secondo me ha fatto gran bene a tutti: ai detenuti e ad ogni singola persona presente”.

Protagonisti anche i detenuti

Uno dei momenti più significativi è arrivato quando sul palco sono saliti anche alcuni detenuti. Hanno interpretato brani composti e prodotti direttamente all’interno del carcere di Monza, portando davanti al pubblico il risultato del lavoro svolto nei percorsi musicali e trattamentali della struttura.

L’evento è stato reso possibile dalla collaborazione tra la direzione della Casa circondariale, l’area educativa e la Polizia penitenziaria. Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla direttrice dell’istituto, dottoressa Cosima Buccoliero, alla dottoressa Marianna Saccone e al personale coinvolto nell’organizzazione, oltre agli agenti che hanno garantito le condizioni necessarie allo svolgimento dell’iniziativa.

Gli artisti, secondo quanto riferito dagli organizzatori, hanno partecipato a titolo gratuito. 

L’auspicio espresso dagli organizzatori è che l’esperienza possa essere riproposta e trasformarsi in un progetto più strutturato, con iniziative analoghe anche in altre strutture penitenziarie.