Scontro politico a Besana in Brianza sulla gestione della medicina territoriale: la sinistra attacca sul taglio degli ambulatori e accusa la Regione, il consigliere regionale Corbetta (Lega) replica punto su punto: “Propaganda fuorviante, i numeri reali sono diversi”.
Besana in Brianza – Scoppia la polemica politica a Besana in Brianza sul tema della carenza dei medici di medicina generale. A riaccendere il dibattito è un’interrogazione urgente e una campagna social promossa dai gruppi di opposizione (Besana per Tutti, Besana4Future e Partito Democratico), a cui ha fatto seguito un botta e risposta diretto tra il centrosinistra locale e i rappresentanti regionali del centrodestra.
L’attacco del PD: “Il diritto alla salute è diventato una corsa. Frazioni penalizzate”
L’offensiva dell’opposizione porta le firme del primo firmatario Ivano Riva e dei consiglieri comunali Maria Giovanna Tettamanzi, Sergio Gianni Cazzaniga, Paolo Gasparetti, Susanna Citterio ed Emanuele Villa. Attraverso il documento depositato in Comune e una serie di slide diffuse alla cittadinanza, il centrosinistra traccia un quadro critico della situazione sanitaria locale.
“Il diritto alla salute è diventato una corsa: lunghe code in farmacia e decine di tentativi sul Fascicolo Sanitario. Chi prima arriva si accaparra il medico, a discapito di anziani e persone fragili”, denunciano i consiglieri di minoranza.
Nel mirino del PD c’è soprattutto la gestione degli spazi e degli ambulatori: l’opposizione chiede chiarimenti sul perché l’Amministrazione comunale abbia “invitato i medici che usufruivano dei locali di via Donatori di Sangue a trovare soluzioni alternative” e negato l’uso degli stessi alle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT). Critiche severe vengono rivolte anche al trasferimento dei medici nella frazione di Vergo Zoccorino: “Il trasferimento non è privo di criticità: la sala d’attesa è troppo piccola e inadeguata ad accogliere i pazienti di 5 medici. In inverno chi non trova posto dove andrà? E quelli che riusciranno a entrare saranno così “vicini vicini” da essere costretti a tossirsi addosso?”.
Sul piano numerico, l’opposizione sottolinea che “oltre 3.300 besanesi sono ancora senza medico di famiglia” (dopo una prima stima di 5.100 cittadini rimasti allo scoperchiamento estivo) e punta il dito sul Pirellone: “Non è un’emergenza improvvisa. 30 anni di governo regionale del centrodestra e della Lega non hanno garantito un ricambio adeguato dei medici, lasciando migliaia di persone senza assistenza stabile”.
La replica di Corbetta: “Serve chiarezza, non propaganda”
A stretto giro è arrivata la replica dettagliata di Alessandro Corbetta, consigliere comunale di Besana in Brianza e capogruppo della Lega in Consiglio Regionale, che rigetta le ricostruzioni della minoranza parlando di “strumentalizzazione su un tema delicato”.
“Il disagio è reale e non va minimizzato: chi ha perso il proprio medico, soprattutto se anziano o fragile, ha diritto a una soluzione stabile. Non accettiamo però strumentalizzazioni che vanno affrontate con dati reali”, dichiara Corbetta, ridimensionando la portata delle cifre diffuse dall’opposizione.
“A Besana nell’estate 2026 sono andati in pensione tre medici. Oggi operano 8 medici di base e gli assistiti senza medico titolare sono circa 2.600: non 5.100 e neppure 3.300 come denunciato dalla sinistra. Sono comunque tanti e il problema resta serio, ma la carenza è una crisi di livello nazionale che tra il 2013 e il 2023 ha visto l’Italia passare da 45.000 a 38.000 medici di base. Ridurre tutto a “30 anni di governo della Lega” è pura propaganda”.
Il nodo dei bandi andati deserti e le soluzioni in campo
Corbetta fa poi chiarezza sui vincoli normativi della medicina generale: «I medici di base non sono dipendenti pubblici, ma professionisti convenzionati. Il sindaco non può decidere d’imperio dove debbano esercitare la propria attività, così come la Regione bandisce gli incarichi, ma servono i medici disposti ad accettarli. Ad aprile Regione ha pubblicato 419 posti vacanti nell’ASST Brianza: sono arrivate appena 13 domande, di cui solo 3 da medici già formati. Mancano i candidati, non i bandi per il reclutamento».
Il consigliere regionale richiama poi le misure tampone e le strutture già operative per la cittadinanza:
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Ambulatorio Medico Temporaneo: attivo presso la Casa di Comunità di Besana per garantire assistenza agli utenti sprovvisti di medico.
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Nuovo medico in servizio: dal 1° settembre è operativo un nuovo medico corsista con un massimale di 1.000 assistiti.
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Presidio della Casa di Comunità: indicata come la risposta concreta realizzata da Regione Lombardia sul territorio.
Corbetta conclude con una stoccata ai vertici provinciali dem: “Da chi lavora professionalmente come dirigente medico nel Servizio sanitario regionale e copre ruoli di responsabilità nel PD mi aspetto maggiore rigore. Un post polemico si scrive in cinque minuti, trovare un medico disponibile ad accettare un incarico è molto più difficile. Ed è su questo che stiamo lavorando”.


