Cronaca
|Sacchi di abiti usati abbandonati alla Caritas di Besana: “non siamo un cassonetto, vergognatevi”
L’amaro sfogo del centro sui social: “Non siamo un cassonetto, vergognatevi”. I sacchi hanno il microchip e l’episodio è già stato segnalato alle autorità competenti.
Besana in Brianza – Un gesto di inciviltà che lascia il segno e provoca profonda amarezza. Nella giornata di ieri, mercoledì 30 settembre, gli operatori e i volontari del Centro Caritas di Besana Brianza si sono trovati di fronte a una spiacevole sorpresa: ben otto sacchi della spazzatura abbandonati proprio in prossimità dell’ingresso della struttura.
Non si tratta di semplici sacchi dell’immondizia indifferenziata, ma di contenitori muniti di microchip (RFID) della raccolta locale. Dalle immagini pubblicate sui social, tuttavia, emerge un dettaglio fondamentale: i sacchi trasparenti lasciano chiaramente intravedere che il loro contenuto non è composto da rifiuti domestici, bensì da indumenti e abiti usati.
foto pubblicata su facebook dai volontari
Lo sfogo sui social: “Vergognatevi, non siamo un cassonetto”
La reazione del Centro Caritas non si è fatta attendere ed è affidata a un duro sfogo condiviso sulla propria pagina Facebook ufficiale, accompagnato da parole lette da molti con indignazione:
“Oggi abbiamo trovato 8 sacchi della spazzatura, muniti di microchips, abbandonati in prossimità dell’entrata del Centro Caritas. L’inciviltà di certe persone non ha confini. Il Centro Caritas non è un cassonetto, è una proprietà privata! Vergognatevi.”
L’episodio è stato formalmente segnalato agli uffici competenti. Trattandosi di sacchi dotati di microchip identificativo per la misurazione puntuale dei rifiuti, le verifiche della Polizia Locale potrebbero risalire in tempi brevi al proprietario dei contenitori.
Il dibattito sui social: “Donazione malgestita o incuria?”
Sotto il post del centro non sono mancati i commenti dei cittadini. Se da un lato molti condannano la scelta di lasciare il materiale sulla strada esposto a intemperie e degrado, dall’altro alcuni utenti avanzano un’ipotesi differente: si potrebbe trattare di una donazione animata da buone intenzioni ma effettuata nel modo sbagliato.
Chi ha portato i sacchi potrebbe aver trovato il centro chiuso, decidendo di lasciarli comunque davanti al portone nell’illusione di fare una buona azione. Un’ipotesi che però non cancella il problema operativo: abbandonare indumenti all’esterno senza preavviso o fuori dagli orari concordati crea disservizi per la struttura e rischia di deteriorare il materiale stesso, rendendolo inutilizzabile per le famiglie che ne hanno bisogno.


