Voli in ritardo nel 2026: rimborsi, risarcimenti e nuove regole UE
Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente complesso per il trasporto aereo europeo. Le guerre in Medio Oriente e in Ucraina hanno avuto enormi ripercussioni sulle compagnie, sulle rotte e sui costi operativi. A questo si aggiungono l’aumento del traffico, gli episodi di maltempo, gli scioperi e le chiusure temporanee di alcuni spazi aerei.
Cosa spetta ai passeggeri in caso di volo in ritardo
Quando un volo in ritardo dà diritto a un risarcimento? Se il passeggero arriva alla destinazione finale con almeno 3 ore di ritardo può avere diritto a una compensazione compresa tra 250 e 600 euro, in base alla distanza del volo, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa e non si tratti di circostanze straordinarie.
Cosa succede se il ritardo raggiunge le 5 ore? Il passeggero può decidere di rinunciare al viaggio e chiedere il rimborso del biglietto per la parte di viaggio non effettuata. Se necessario, può avere diritto anche a un volo di ritorno verso l’aeroporto di partenza iniziale.
Quando scatta il diritto all’assistenza? Dipende dalla distanza del volo. Per le tratte fino a 1.500 km l’assistenza è prevista dopo 2 ore di attesa, mentre per le tratte più lunghe la soglia sale a 3 o 4 ore.
Le nuove regole europee approvate nel 2026 sono già in vigore? No. L’Unione Europea ha approvato a luglio 2026 una riforma dei diritti dei passeggeri, ma le nuove disposizioni non sono ancora applicabili. Nel frattempo continuano a valere le regole attuali.
Proviamo a capire la situazione attuale e ad approfondire il tema dei diritti dei passeggeri in caso di disservizi.
Ritardi aerei nell’estate 2026
La situazione a livello europeo è rimasta complessa anche nei primi mesi estivi, in un periodo caratterizzato da un numero particolarmente elevato di voli.
Secondo i dati ufficiali di EUROCONTROL, nel mese di giugno 2026 sono stati operati 1.047.271 voli nell’area europea ECAC, l’1,5% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Il ritardo medio è stato di 16,4 minuti alla partenza e di 14,4 minuti all’arrivo.
A luglio il traffico è ulteriormente aumentato. I voli operati sono stati 1.120.818, il 2,8% in più rispetto a luglio 2025, mentre il ritardo medio ha raggiunto i 18 minuti alla partenza e i 15,5 minuti all’arrivo.
Numeri che mostrano quanto sia importante per chi viaggia conoscere i propri diritti quando un volo accumula un ritardo significativo.
Rimborsi e risarcimenti per un volo in ritardo
La buona notizia per chi vola nell’Unione Europea, o su altre tratte coperte dalla normativa europea, è che rimangono in vigore le tutele previste dal Regolamento CE 261/2004.
Come ben spiegato da AirHelp nella guida dedicata ai voli in ritardo, chi arriva alla destinazione finale con almeno 3 ore di ritardo può avere diritto a un risarcimento fino a 600 euro, indipendentemente dal tipo di biglietto acquistato.
L’importo dipende dalla distanza del volo e il diritto alla compensazione è subordinato al rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. In particolare, la compagnia può essere esonerata dal pagamento se dimostra che il ritardo è stato causato da circostanze straordinarie che non avrebbe potuto evitare adottando tutte le misure ragionevoli.
Con un ritardo di almeno 5 ore alla partenza il passeggero può inoltre decidere di non proseguire il viaggio e chiedere il rimborso del biglietto. Se necessario, deve essere offerto anche un volo di ritorno verso il primo punto di partenza.
Il diritto all’assistenza in aeroporto può invece scattare già dopo 2 ore, a seconda della distanza del volo.
Cosa fare se il volo è in ritardo
Quando il ritardo inizia a diventare significativo è importante sapere come comportarsi. Dopo due ore può già scattare il diritto all’assistenza per le tratte più brevi, mentre per il risarcimento economico conta il ritardo accumulato all’arrivo alla destinazione finale.
Una delle prime azioni utili è chiedere alla compagnia il motivo del ritardo. È inoltre importante conservare tutti i documenti di viaggio e gli scontrini relativi alle eventuali spese necessarie sostenute durante l’attesa.
Può essere utile anche conservare le comunicazioni ricevute dalla compagnia e documentare la situazione, ad esempio fotografando il tabellone con gli orari del volo.
Attenzione, infine, a eventuali voucher o buoni proposti dalla compagnia. Prima di accettarli è importante leggere con attenzione le condizioni, soprattutto quando il voucher viene offerto come alternativa a un pagamento o a un rimborso in denaro.
Quando un volo in ritardo non dà diritto al risarcimento
Non tutti i ritardi danno diritto a una compensazione economica. Il risarcimento non è previsto quando il ritardo è provocato da circostanze straordinarie fuori dal controllo della compagnia che non avrebbero potuto essere evitate neanche adottando tutte le misure ragionevoli.
Tra gli esempi possono rientrare gravi condizioni meteorologiche, instabilità politica, rischi per la sicurezza, decisioni della gestione del traffico aereo e determinati scioperi esterni alla compagnia.
La maggior parte dei problemi tecnici che emergono durante la normale manutenzione dell’aeromobile o sono provocati da una manutenzione non corretta, invece, non viene considerata una circostanza straordinaria. Lo stesso vale, in generale, per gli scioperi del personale della compagnia aerea.
Importante ricordare, infine, che anche in presenza di circostanze straordinarie rimangono validi i diritti all’assistenza e, quando previsto, alla riprotezione. Spetta inoltre alla compagnia dimostrare l’esistenza delle circostanze straordinarie invocate.
Nuove regole UE sui diritti dei passeggeri: cosa cambierà
A luglio 2026 l’Unione Europea ha approvato definitivamente una riforma delle norme a tutela dei passeggeri aerei dopo oltre un decennio di discussioni.
Le nuove disposizioni non sono ancora applicabili. Le norme aggiornate entreranno in vigore 12 mesi e 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. Fino ad allora continuano quindi ad applicarsi le regole attuali.
Tra le principali novità c’è una procedura più semplice per ottenere rimborsi e risarcimenti. I passeggeri che scelgono il rimborso invece della riprotezione lo riceveranno automaticamente, mentre chi vuole richiedere una compensazione avrà nove mesi di tempo per presentare la domanda.
Una volta ricevuta la richiesta, la compagnia avrà 30 giorni per pagare il risarcimento oppure invocare l’esistenza di circostanze straordinarie, spiegando perché ritiene che il pagamento non sia dovuto e indicando al passeggero le procedure disponibili per presentare un reclamo.
Tra gli altri nuovi diritti arriva il divieto di applicare costi aggiuntivi per correggere errori di ortografia nel nome del passeggero o per utilizzare una versione stampata della carta d’imbarco dopo aver effettuato il check-in.
Vengono inoltre rafforzate le tutele per i passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta. Se perdono un volo perché l’aeroporto non è riuscito ad assisterli nel raggiungere il gate in tempo utile, potranno avere diritto al risarcimento, alla riprotezione e all’assistenza.
Le nuove norme prevedono infine maggiori tutele per l’assegnazione dei posti agli accompagnatori di passeggeri con esigenze specifiche e alle famiglie che viaggiano con bambini.


