basket inclusivo
|Sei canestri e regole speciali: a Usmate Velate lo sport abbatte ogni barriera
Domenica 6 settembre, dalle 10, un incontro pubblico presenterà il progetto e le regole di questo sport che fa giocare insieme, nella stessa squadra, persone con e senza disabilità, mentre il primo allenamento, libero e aperto a tutti, è in programma domenica 20 settembre al Palazzetto dello Sport.
Usmate Velate. Cinque giocatori in campo per squadra, più uno in un’area laterale, gli stessi due canestri regolamentari del basket affiancati da altri quattro, più bassi, pensati per chi non può correre o saltare come gli altri. È il baskin, lo sport che unisce nella stessa squadra normodotati e persone con disabilità, e che da settembre avrà una squadra tutta sua anche a Usmate Velate. A dare il via al progetto è stato il giovane usmatese Daniele Locatelli, che nei mesi scorsi ha proposto l’idea al Comune, trovando fin da subito la disponibilità dell’amministrazione e dell’Usmate Basket.
Il baskin nasce circa vent’anni fa, nel 2003, a Cremona, da un’idea nata in ambito scolastico: a inventarlo furono Fausto Capellini, insegnante di educazione fisica, e Antonio Bodini, papà di una ragazza con disabilità, con l’obiettivo di permettere a chiunque, a prescindere dalle proprie abilità, di giocare davvero, e non solo di “fare presenza” in campo. Nel 2006 nasce l’associazione che deposita il regolamento, e da lì lo sport si è diffuso in tutta Italia, con squadre e campionati oggi gestiti dall’Ente Italiano Sport Inclusivi (Eisi).
L’investimento del Comune per il Palazzetto dello Sport
A sostenere il progetto fin dai primi contatti è stato il Comune di Usmate Velate, che ha già investito per dotare il Palazzetto dello Sport dei 4 canestri aggiuntivi necessari alla nuova disciplina.
“Abbiamo scelto di supportare il progetto mettendo Daniele in contatto con le realtà sportive locali e, come Comune, abbiamo fatto un investimento iniziale per dotare il Palazzetto dello Sport dei canestri necessari, integrando la strumentazione già presente nell’impianto – il commento dell’assessore allo Sport, Mario Sacchi. “Per noi è un’iniziativa molto importante: le realtà che offrono la possibilità di fare sport a persone con disabilità non sono molte sul territorio. A Usmate è presente anche la storica società Yama Arashi, che da anni affianca alla propria attività di arti marziali corsi aperti anche a ragazzi e adulti con disabilità. Come amministrazione, per noi è fondamentale che lo sport sia davvero per tutti”.
Com’è nata la squadra di Usmate Velate
A raccontare come è partito tutto è lo stesso Daniele Locatelli: “Da piccolo giocavo a basket poi ho smesso in seconda media per problemi fisici. Circa quattro anni fa, mi sono riappassionato al basket e volevo ricominciare. In un paese qui vicino era appena nata una squadra di baskin, ma io questo sport non lo conoscevo ancora. Mio cugino ha una disabilità e in quel periodo mio zio cercava uno sport adatto a lui: sapendo che io avevo giocato a basket, ha cercato in tutti i modi di convincermi a iniziare questa avventura. Così, quattro anni fa, ho iniziato a giocare a baskin”.
“Da lì, mi sono appassionato e ho pensato: perché non creare una squadra anche a Usmate Velate? Ho proposto la mia idea al Comune e poi abbiamo parlato con il presidente dell’Usmate Basket, Fausto Sala: sono stati tutti disponibili fin da subito. La prima mail risale a novembre 2025, e da lì, con il tempo, abbiamo sviluppato il progetto che partirà a settembre. Restano ancora da definire i numeri esatti in vista dell’avvio degli allenamenti, il 20 settembre al Palazzetto. Come ogni attività sportiva, anche il baskin prevederà una quota di iscrizione comprensiva di assicurazione, ma con un costo inferiore rispetto al basket tradizionale: sarà previsto infatti probabilmente un solo allenamento a settimana, invece di tre. L’obiettivo è quello di divertirsi ma anche, perchè no, di diventare competitivi un giorno dando la possibilità a tutti di giocare e fare sport”.
Le regole: ruoli, canestri più bassi e il “portaggio”
Il campo di gioco ricalca quello tradizionale del basket, ma ai due canestri regolamentari se ne affiancano altri due, laterali, collocati a centrocampo sui due lati opposti e alti 2,20 metri: sono racchiusi in un’area semicircolare con raggio di 3 metri, riservata al giocatore che vi staziona. Sotto ciascun canestro laterale può essere aggiunto un ulteriore canestro più basso, a 1,10 metri, pensato per i giocatori con le maggiori difficoltà motorie: il campo può arrivare così a contare fino a sei canestri complessivi. Anche il pallone è quello, più piccolo e leggero, del minibasket, e la partita si gioca su quattro tempi da otto minuti ciascuno, contro i dieci del basket tradizionale.
A cambiare più radicalmente le cose, rispetto al basket classico, è il sistema dei ruoli, il vero cuore del regolamento: ogni giocatore, con o senza disabilità, viene classificato su una scala da 1 a 5 in base alle proprie capacità motorie, dall’uso delle mani alla capacità di camminare, correre e mantenere l’equilibrio. Il ruolo 5 è il più completo, assimilabile a un giocatore di basket tradizionale; il ruolo 4 cammina e corre con qualche limite; il ruolo 3 ha un uso parziale delle mani e una corsa non fluida; i ruoli 1 e 2, i cosiddetti “pivot”, sono riservati a chi ha le difficoltà maggiori e giocano esclusivamente nell’area dei canestri laterali, dove non possono essere marcati dagli avversari. Ogni squadra deve schierare almeno sei giocatori, con l’obbligo di avere in campo un pivot, un ruolo 3 e almeno due giocatori di ruolo 5, nel rispetto della parità di genere tra i ruoli più alti: la somma dei numeri di ruolo dei giocatori in campo, inoltre, non può mai superare quota 23, una regola che costringe le squadre a un mix sempre equilibrato di livelli. Fondamentale anche la distinzione di genere, maschi e femmine possono giocare insieme senza distinzioni in tutti i ruoli, ma nei ruoli 4 o 5 ci deve essere sempre almeno una donna in campo. A parità di ruolo inoltre, il maschio ha delle restrizioni nel difendere contro la donna, per esempio non può alzare il braccio per bloccare il tiro.
Il tratto più originale del baskin resta però il cosiddetto “portaggio”, richiamato anche nel regolamento ufficiale: quando un compagno entra palleggiando nell’area laterale e consegna la palla al pivot, questo ha a disposizione fino a dieci secondi per tirare senza alcuna opposizione difensiva. Anche il punteggio riflette la stessa filosofia inclusiva: i canestri dei giocatori con i ruoli più bassi valgono di più, fino ai tre punti assegnati a un giocatore di ruolo 1 che sceglie di tentare un solo tiro, così che ogni componente della squadra, dal più abile al più fragile, risulti davvero decisivo per il risultato finale.
Iscrizioni e appuntamenti futuri
Il primo momento pubblico è fissato per domenica 6 settembre, dalle ore 10, al Palazzetto dello Sport di Usmate: un incontro aperto a tutti per presentare il baskin e il progetto della nuova squadra. Si prosegue poi domenica 20 settembre, sempre al mattino, con il primo allenamento, anch’esso aperto a chiunque voglia provare: un’occasione per conoscersi, prima dell’inizio vero e proprio della stagione. Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili sul sito usmatebaskin.vercel.app.


