“Sul bus non c’è posto”: in Brianza studenti a piedi, tra ritardi e sovraffollamento
L’inchiesta di MBNews sul trasporto scolastico tra segnalazioni delle famiglie e voci delle istituzioni. Criticità sulla Z166 tra Meda e Seregno e all’Omnicomprensivo di Vimercate.
Brianza – Salire sul bus per andare a scuola è un terno al lotto. Autobus che sfilano davanti alle fermate senza fermarsi perché già colmi, corse in ritardo e famiglie costrette a riorganizzarsi all’ultimo minuto per dare un “passaggio al volo” al figlio rimasto giù dal pullman. È il quadro che emerge da alcune segnalazioni arrivate in questi giorni alla redazione di MBNews.
Le testimonianze raccolte fotografano le forti criticità registrate in questi primi giorni di scuola lungo diverse tratte chiave della Brianza. Un’inchiesta sul campo che dà voce ai genitori in prima linea e chiama in causa tutti gli attori del settore: dai i vertici del Trasporto Pubblico Locale, ai dirigenti scolastici fino rappresentanti delle istituzioni politiche.
La denuncia da Meda: la linea Z166 e la battaglia dei genitori
Uno dei fronti più caldi dell’indagine riguarda il corridoio che collega Meda agli istituti superiori di Seregno, un’arteria quotidiana per centinaia di studenti diretti in particolare all’I.I.S. “Primo Levi”.
A farsi portavoce di alcune famiglie è Jessica Khalil, genitore di uno studente di Meda, che dopo risposte telefoniche aziendali che liquidavano il problema come una semplice fatalità ha deciso di far sentire ancora più forte la proprio voce, inviando una formale PEC di diffida ad Air Pullman (società gestrice della linea Z166), inoltrata per conoscenza all’Agenzia TPL, alla presidenza dell’istituto e ai Comuni di Meda e Seregno.
“È una situazione che purtroppo persiste di anno in anno,” racconta la mamma ai microfoni di MBNews. “Il problema principale è che all’andata c’è un solo pullman per tutti: passa intorno alle 7.23 ma non è sufficiente per il carico di ragazzi. Chi riesce a salire, molti stanno in piedi, ma alcuni purtroppo rimangono a terra. Così noi genitori o i nonni siamo costretti a andarli a recuperarli alla fermate e ri-organizzarci per accompagnarli a scuola. Uno spreco di tempo ma anche di soldi dato che tutti noi abbiamo già pagato l’abbonamento, trenta euro al mese.”
Oltre alle ricadute logistiche ed economiche sul bilancio familiare, l’inchiesta fa emergere preoccupazioni legate alla sicurezza e alla vivibilità delle corse.
“Non è solo una situazione logisticamente fastidiosa,” prosegue Jessica Khalil. “C’è anche il tema della poca sicurezza: a volte capita che qualcuno, schiacciato così, si senta poco bene perché manca l’aria. E adesso ci sono ancora belle giornate, ma quando arriverà il freddo o il brutto tempo? Un pochino meglio va al ritorno perché c’è una corsa in più, ma non è comunque gestibile perché i ragazzi che non riescono a salire sulla prima corsa devono stare lì ad aspettare il prossimo mezzo, anche per mezz’ora. Questo significa che molti nell’attesa vanno al fast food di fronte alla scuola, ma non è concepibile sia per la salute dei ragazzi ma anche per il budget familiare.”
Un allarme raccolto direttamente all’interno delle aule scolastiche. Stando a quando ci ha raccontato la mamma che ha rilasciato l’intervista, la presidenza dell’I.I.S. “Primo Levi” di Seregno ha confermato la consapevolezza del disagio: di fronte ai mezzi saturi e ai paralizzanti ingorghi viabilistici tra Meda e Seregno che impediscono il rispetto degli orari, l’istituto ha garantito ufficialmente 15 minuti di tolleranza “extra” sui ritardi d’ingresso per gli studenti che viaggiano sui bus di linea ed è previsto, inoltre, un incontro ufficiale con il Consiglio d’Istituto per valutare meglio possibili soluzioni.
La posizione dell’Agenzia TPL: “Consapevoli delle criticità, ma i mezzi sono limitati”
Sul fronte gestionale, l’inchiesta di MBNews ha interpellato Marco Panaro, rappresentante dell’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale della sezione Monza e Brianza, per analizzare numeri, vincoli di bilancio e prospettive d’intervento.
“Siamo consapevoli della situazione perché ci sono arrivate diverse segnalazioni,” spiega Panaro. “Ma quello che posso dire è che la situazione non appare così tragica. È comunque attenzionata, anche se non siamo certi di non lasciare a piedi nessuno. C’è da dire che dobbiamo fare i conti sempre con limitate risorse finanziare ma anche di uomini e mezzi.”
L’analisi dell’Agenzia TPL permette di mappare le altre direttrici sensibili dell’area brianzola:
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Vimercate (Linea Z315 Gorgonzola–Vimercate): È una delle tratte storicamente più sofferte per ritardi e sovraffollamento, ma all’orizzonte si prospetta un cambio di assetto. “A gennaio il Floriani (che conta 900 studenti) si sposterà ad Agrate quindi diminuirà la pressione. Insieme a Nordest trasporti stiamo studiando un nuovo piano trasporti sulla zona.”
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Desio (Zona Largo Atleti Azzurri d’Italia): Qui il collo di bottiglia è causato dal traffico urbano e dalla sosta selvaggia all’orario di uscita da scuola. “Ci sono principalmente problemi di traffico e stiamo già lavorando con la scuola per capire se anticipare le corse. C’è da dire che qui all’uscita gli autobus sono avvinghiati dalle auto dei genitori parcheggiati in attesa dei figli e capita anche il pullman ci metta anche 12 minuti ad uscire. Qui sentiremo il Comune per capire che soluzione mettere in atto.”
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Monza città (Linee Z202 e Z208): Sulla rete urbana della Z202 gli uffici registrano un volume “illimitato di segnalazioni sul problema del sovraffollamento”. Sulla Z208 (Villasanta–Monza), concentrata sulle corse del mattino, le verifiche puntano alla rete ferroviaria: “Stiamo cercando di capire se il problema è legato alla situazione di corse ridotte della linea S7.”
Omnicomprensivo Vimercate: 3mila studenti all’assalto dei bus
La carenza di mezzi sul trasporto scolastico genera disagi esponenziali quando cinque linee su gomma convergono in un unico luogo che concentra oltre 3mila ragazzi, distribuiti in diversi istituti. È il caso dell’Omnicomprensivo di Vimercate di via Adda: licei, istituti tecnici, indirizzi professionali. Una città nella città dalla quale arrivano racconti e immagini di assalti ai bus a fine lezioni. Gli studenti si assiepano intorno alle porte del mezzo prima ancora che si fermi, “lo scorso anno il bus mi ha strisciato il braccio”, racconta una studentessa al terzo anno. I mezzi ripartono ma non tutti i ragazzi sono a bordo, qualcuno resta a piedi.
Ad assistere a questa dinamica ormai nota, la scorsa settimana, c’era anche il consigliere provinciale Vincenzo Di Paolo (Brianza Rete Comune) che si trovava sul posto per un sopralluogo informale con il presidente della Provincia Luca Santambrogio e il sindaco di Vimercate Francesco Cereda.
Oltre alle ricadute logistiche ed economiche sul bilancio familiare, l’inchiesta fa emergere preoccupazioni legate alla sicurezza e alla vivibilità delle corse.
“Non è solo un problema di efficienza del trasporto – ha commentato Di Paolo – ma anche di sicurezza. I ragazzi occupano disordinatamente la carreggiata. Occorrerebbe partire da una riorganizzazione degli ingressi che potrebbe essere promossa dalla stessa Provincia, con uno studio sulla viabilità. Credo che l’argomento del trasporto scolastico all’Omnicomprensivo meriti un approfondimento tecnico-politico in sede provinciale che ad oggi non c’è mai stato“
Rampi, presidente del Consiglio d’Istituto: “valanghe di segnalazioni”
La visione di Di Paolo è in linea con le dichiarazioni di Roberto Rampi, presidente del consiglio di istituto del Liceo Scientifico Banfi. Lo sguardo di Rampi, ex assessore ed ex parlamentare del PD, è panoramico. “Sono qui da 5 anni e i problemi del trasporto scolastico non sono cambiati. Con un gruppo di genitori ci siamo occupati di questo tema a lungo, ma le migliorie che abbiamo chiesto in svariate riunioni con l’Agenzia del Trasporto pubblico locale non sono mai diventate realtà”. Anche in questo inizio anno scolastico nel quale va detto che il servizio non ha ancora le modalità definitive, Rampi parla di “valanghe di segnalazioni ricevute”.
1. Carenza di mezzi
Per il presidente del consiglio d’istituto gli elementi da rilevare sono tre.
Innanzitutto ci sarebbe una carenza di mezzi, raccontata dall’esperienza quotidiana, che rende difficoltoso l’accesso al servizio. Un servizio che le famiglie pagano (per uno studente di Arcore, ad esempio, sono 30 euro al mese).
2. “Servono campagne di comunicazione mirate”
In secondo luogo, “c’è un problema di comunicazione – evidenzia Rampi – perché per i ragazzi la pubblicazione online degli orari può non essere completamente efficace. Immagino campagne mirate, anche attraverso i social o interventi informativi sul posto con personale qualificato. Se gli studenti sanno che pochi minuti dopo il passaggio di un bus ne arriva un altro, magari evitano gli assalti al primo mezzo, con i rischi che questi comportano. Chiaramente funziona solo se c’è la certezza del servizio”. E, a proposito, l’idea è quella di un’App con la geolocalizzazione del pullman che i ragazzi possono consultare facilmente in tempo reale per organizzarsi.
Ma la comunicazione di cui parla il presidente di istituto Roberto Rampi non dovrebbe promuovere solo l’uso del bus, “considerato che TPL non ha risorse infinite in quanto a numero dei mezzi”; potrebbe anche sensibilizzare sull’uso della bici: “immagino qualche investimento anche piccolo, le rastrelliere, ingressi dedicati, suggerimenti sui percorsi ciclabili – dice Rampi – che magari spingano i residenti delle zone più vicine verso la mobilità sostenibile. Oggi, rispetto ai miei tempi, 30 anni fa, nel parcheggio non si vedono quasi bici e motorini”.
3.La viabilità tra sicurezza a rischio e l’idea del “kiss and go”
Infine, laddove proprio non si riesca a scongiurare l’uso del veicolo privato per raggiungere la scuola, c’è appunto il terzo tema di rilievo tra quelli sollevati da Rampi sull’Omnicomprensivo di Vimercate: la viabilità. Le prime settimane di scuola, riferisce il presidente del consiglio d’istituto, hanno registrato intasamenti importanti sia sul lato di via Adda che su quello opposto, in prossimità della rotonda. Emerge la necessità di una revisione degli ingressi e, di conseguenza, della circolazione, soprattutto in nome della sicurezza degli studenti che oggi occupano a piedi gli stessi spazi dedicati ai veicoli, “un rischio enorme”. Rampi arriva a ipotizzare l’allestimento di una viabilità protetta interna al complesso, laddove già esistono dei varchi. Una sorta di corsia “kiss and go” come quelle dell’aeroporto.
L’impressione è che ci sia molta strada da fare per riorganizzare le cose all’Omnicomprensivo di Vimercate, perché, come sottolinea Rampi, molti problemi, soprattutto sul fronte manutenzioni e su quello della viabilità, richiedono una regia dedicata, una sorta di project manager designato dalla Provincia. L’ente provinciale, competente sul livello scolastico superiore, si trova al momento in una fase di monitoraggio in attesa che gli orari si consolidino.
La Provincia e il Besanino “depotenziato” dai cantieri Pedemontana
Gli uffici di competenza della Provincia di Monza e Brianza spiegano a MBNews che l’Agenzia del Trasporto Pubblico locale ha in corso proprio in questi giorni una serie di monitoraggi a seguito dei quali saranno introdotti gli aggiustamenti necessari. E’ emersa finora dai canali ufficiali qualche segnalazione per affollamento sulla Z202 e sulla Z208 fra Villasanta e San Fruttuoso nella punta mattinale. Qui, riferiscono i funzionari provinciali, “l’agenzia sta verificando se la cosa è collegata alla linea ferroviaria S7 (Besanino, ndr) che da Villasanta ha una frequenza minore per via dei lavori di Pedemontana”.
Un altro fattore, quello del Besanino e di Pedemontana, che grava sul trasporto degli studenti. Dal 7 settembre scorso, non solo le corse sono ridotte ma la linea è interrotta tra Triuggio e Villasanta con ripercussioni sugli spostamenti dei ragazzi brianzoli che viaggiano tra il Lecchese e Monza o Milano. Un disagio solo parzialmente compensato dai mezzi sostitutivi e destinato a protrarsi per tutto l’anno scolastico.


