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Terre rare? Sono già nelle nostre case: ecco perché i vecchi elettrodomestici valgono oro

RAEE, oro e terre rare nei dispositivi che usiamo ogni giorno

Terre rare? Non è necessario andare fino in Cina, o in Groenlandia, per trovarle. Sono in casa nostra, o nei nostri uffici. Sono nei monitor dei computer, nei condizionatori e persino nelle macchine da caffè. Quindi, quando volete buttarli via, fate molta attenzione: sono rifiuti preziosi. Anzi, preziosissimi.

È questo il senso ultimo dell’incontro che si terrà la sera del 29 settembre nel centro civico di San Rocco (ore 20,30), promosso dall’amministrazione comunale nell’ambito dei “Caffè scientifici” organizzati dall’associazione Euclipa.it. L’incontro sarà tenuto da Abel Gambini , divulgatore scientifico e specializzato in comunicazione climatica.

Il relatore accenderà un riflettore sui Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), considerati una risorsa preziosa, soprattutto a Monza e Brianza dove, secondo dati Erion. Il territorio da un lustro a questa parte è sul podio per quanto riguarda la produzione a livello regionale e nazionale (circa quattro mila tonnellate, incidono molto le circa 70 mila aziende presenti nella provincia). “I Raee contengono materiali come oro e argento – ha commentato Gambini -. Quando si parla di terre rare si pensa a territori lontani come la Groenlandia, ma gli stessi elementi si trovano negli elettrodomestici di uso quotidiano”. Tanto per capirsi: frigoriferi, aspiratori, tostapane, cacciaviti elettrici e consolle per videogame sono Raee. In sostanza, tutto quello che per funzionare deve essere collegato a una spina elettrica o ha bisogno di una batteria lo è. Il loro smaltimento, quindi, richiede molta attenzione. Non solo perché sono preziosi, ma anche perché sono pericolosi per l’ambiente.

“Accendi la risorsa, spegni il rifiuto” è l’Iniziativa lanciata da Cem Ambiente in occasione della Giornata della Terra nella sua sede di Cavenago Brianza. Un progetto che si propone di combattere una delle abitudini più retrive del nostro tempo: l’accumulo domestico di Raee, quei rifiuti elettrici ed elettronici che troppo spesso finiscono dimenticati nei cassetti. “Per lo smaltimento di questi rifiuti in genere il privato cittadino può fare riferimento all’isola ecologica – ha aggiunto Gambini -. Le aziende, invece, possono associarsi a uno dei numerosi consorzi sorti in questi ultimi anni, che tra l’altro testimoniano una crescente attenzione nei confronti di questo problema“. Esistono altri due tipi di smaltimento. Il primo, ribattezzato one to one, si verifica quando, ad esempio, stiano cambiando la nostra lavatrice. In tal caso, possiamo chiedere all’addetto di ritirare e smaltire quella vecchia. Il secondo, invece, è stato ribattezzato one to zero. Spesso, nei negozi di elettronica dei grandi centri commerciali, è presente un cestino dove possiamo lasciare il nostro smartphone se intendiamo buttarlo via. Quello che abbiamo in tasca, o in casa , o in azienda, potrebbe aiutare fare la differenza.