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PizzAut torna nel cuore della Formula 1: 20 ragazzi autistici al lavoro nel paddock di Monza

Per il quinto anno consecutivo la pizzeria sarà protagonista del Gran Premio d’Italia. I ragazzi saranno impegnati tra Paddock, campeggio e FuoriGP di Biassono. In arrivo anche una pizza dedicata a Kimi Antonelli

A Monza ci sarà anche un’altra squadra pronta a scendere in pista. Non avrà una monoposto, non correrà contro il cronometro e non salirà sul podio. Avrà però un compito preciso: lavorare. Sono i ragazzi di PizzAut, che per il quinto anno consecutivo saranno presenti al Gran Premio d’Italia di Formula 1. Quest’anno saranno 20 giovani autistici, tra pizzaioli e camerieri, impegnati contemporaneamente in tre luoghi diversi: nei Paddock della Formula 1, nell’area campeggio destinata ai tifosi e nella piazza del Comune di Biassono, nel cuore degli appuntamenti del FuoriGP.

La particolarità dell’iniziativa non è soltanto la presenza di PizzAut all’interno del circus della Formula 1. È soprattutto il modo in cui questa presenza viene costruita: i ragazzi saranno regolarmente retribuiti per il lavoro svolto durante tutte e tre le giornate e nelle tre diverse postazioni.

È questo l’elemento che trasforma una collaborazione nata nel segno dell’inclusione in un’esperienza lavorativa concreta.

Dai Paddock alla piazza di Biassono

Il programma è pensato per portare la squadra di PizzAut in contesti molto diversi tra loro.

Nel Paddock della Formula 1 i ragazzi saranno chiamati a servire campioni, meccanici, componenti delle squadre e ospiti. Nell’area campeggio, invece, il rapporto sarà direttamente con il pubblico del Gran Premio, con i tifosi che ogni anno raggiungono Monza da tutta Italia e dall’estero.

A Biassono, infine, PizzAut sarà parte del FuoriGP e porterà la propria esperienza nel territorio che ospita uno degli appuntamenti sportivi più importanti dell’anno.

Tre ambienti diversi, ma la stessa idea: non limitarsi a parlare di inclusione, bensì metterla in pratica attraverso il lavoro.

Una pizza per Kimi Antonelli

Tra le novità di questa edizione c’è anche una pizza speciale dedicata a Kimi Antonelli, il giovane pilota italiano impegnato in Formula 1.

L’iniziativa, secondo quanto riferito da PizzAut, è stata concordata con Stefano Domenicali, presidente e CEO della Formula 1, che si sarebbe confrontato direttamente con Antonelli sulla proposta. Il pilota avrebbe accolto con entusiasmo l’idea.

Gli ingredienti della pizza, però, non sono ancora stati svelati.

Ancora più riservato è il momento che PizzAut sta preparando: un incontro tra Antonelli e i ragazzi dell’associazione, descritto da Nico Acampora come un appuntamento ancora «top secret».

«Io e i ragazzi siamo emozionatissimi per questo incontro», ha dichiarato Acampora. «Kimi e i miei ragazzi sono coetanei, sono tutti ventenni. Il loro incontro è un messaggio di inclusione potente e stupendo da raccontare a tutti i giovani italiani».

Poi il riferimento al pilota italiano: «Dimostra con un gesto semplice di essere un esempio e un campione in pista, ma anche nella vita».

Il lavoro al centro dell’iniziativa

È proprio il concetto di lavoro a distinguere l’esperienza di PizzAut da una semplice partecipazione a un evento.

I venti ragazzi non saranno presenti soltanto per raccontare una storia di inclusione. Saranno al lavoro, con ruoli e responsabilità all’interno di uno degli appuntamenti sportivi più seguiti in Italia.

È una distinzione importante perché sposta il racconto dalla rappresentazione della disabilità alla valorizzazione delle competenze. La pizza diventa così lo strumento attraverso il quale mostrare professionalità, autonomia e capacità di stare all’interno di un contesto lavorativo complesso.

Per PizzAut, la presenza nel Paddock rappresenta anche un messaggio rivolto alle nuove generazioni: l’inclusione può essere concreta quando alle persone vengono offerte opportunità reali e non soltanto occasioni di visibilità.

Una presenza diventata tradizione

Quella del 2026 sarà la quinta partecipazione consecutiva di PizzAut al Gran Premio di Monza. Un percorso che, anno dopo anno, ha portato i ragazzi sempre più vicino al cuore della manifestazione.

Il progetto di quest’anno amplia ulteriormente il raggio dell’iniziativa, portando contemporaneamente la squadra nel Paddock, tra i tifosi e sul territorio.

È una fotografia significativa anche per Monza: da una parte il mondo della Formula 1, fatto di tecnologia, velocità e competizione; dall’altra una squadra di giovani che attraverso un lavoro quotidiano prova a dimostrare che l’inclusione non deve essere un’eccezione.

«Cinque anni fa tutto questo era un sogno impossibile», è il messaggio lanciato da PizzAut.

Oggi venti ragazzi sono pronti a lavorare in tre luoghi diversi durante il Gran Premio.

E la domanda sulla nuova pizza dedicata a Kimi Antonelli resta ancora aperta. Gli ingredienti, per ora, sono il segreto meglio custodito di PizzAut. Il resto, invece, è già scritto: forni accesi, divise da lavoro e una squadra pronta a scendere in pista a modo suo.