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Patronale di Arcore: gente arrampicata sul municipio

Si chiama street boulder, arrampicate scenografiche su elementi urbani, ed è una delle tantissime attività di un’edizione in grandissimo stile: dall’arte ai fuochi d’artificio.

Oggi se vedi un ragazzo arrampicarsi su un albero lo richiami all’ordine, ma alla Festa Patronale di Arcore la regia della ProArcore ha portato un’attività in grado di sdoganare le “buone maniere” e di sguinzagliare gli atleti come ragni, perfino sulle “sacre” colonne del municipio. Si chiama street boulder ed è solo una delle iniziative messe in campo in questo weekend lungo, lunghissimo, di festa ad Arcore, promosso dall’associazione con il Comune e la Parrocchia di Sant’Eustorgio. A raccontare questa prima assoluta in città è stata la presidente della ProArcore Monica Viganò con un entusiasmo palpabile: “Abbiamo occupato 12 postazioni in tutta Arcore compresi municipio, biblioteca, un albero e contemporaneamente, per tutto il giorno, gli atleti si sono sfidati a chi riusciva a salire più veloce. Oltre 80 atleti si sono cimentati ed hanno dato spettacolo in tutte le vie del paese. La finale sulle colonne del Comune”!

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Patronale di Arcore: dalla rievocazione storica ai rapaci

Ma la Patronale di Arcore è stata anche molto altro: i rapaci con laboratori per bambini e uno spettacolo coinvolgente; la rievocazione storica che valorizza la villa Borromeo con figuranti in abiti d’epoca e visite guidate ricche d’atmosfera; storie legate ai personaggi storici della famiglia Borromeo e balli ottocenteschi terminati con una merenda nei giardini all’Italiana del Parco: una scena dal gusto impressionista che Monica Viganò ha voluto realizzare fin nei dettagli. E tanto altro: una calligrafa professionista a disposizione tutto il giorno; ricamatrici di tombolo; l’associazione Balli Storici di Monza;  Gli attori della Compagnia del Labirinto e della Compagnia del Quadrifoglio disseminati nel parco.

Omaggio all’antica tradizione popolare delle fiere del bestiame: gli animali nel Parco Borromeo, e poi gli stand, le bancarelle ecosostenibili,  il grande concerto di venerdì sera, la raffinata performance del sabato con omaggio a Battisti e Dalla, la Fiera del lunedì.

Oratorio: giochi e fuochi d’artificio

All’oratorio hanno tenuto banco giochi e animazione per i più piccoli e i pranzi comunitari con un gran finale a base di fuochi d’artificio e cascate di luce andato oltre l’ordinario. Grande partecipazione anche alle cene che hanno fatto registrare agli alpini il tutto esaurito.

La burocrazia: 30-40 autorizzazioni per la festa

Una grande festa, insomma, che ha portato la regia della ProArcore ma anche il contributo di tante realtà associative cittadine. Monica Viganò parla al telefono con la voce resa roca dalle frenetiche attività del fine settima, stanchissima ma soddisfatta:  “Voglio dire grazie innanzitutto ai volontari Proloco per l’immenso lavoro, ma anche alla Polizia Locale che si è prodigata in modo fuori dall’ordinario, alla protezione civile, a vigili del fuoco e carabinieri. Quella della Patronale, per come l’abbiamo organizzata noi, è una macchina burocratica pazzesca che mi ha sfinita. Ha richiesto 30-40 autorizzazioni (dai concerti alle strutture, agli stand) con un piano della sicurezza complicatissimo. L’aiuto di tutti è stato determinante per la buona riuscita”.

A margine della Patronale di Arcore anche le giostre c he hanno animato per 5 giorni piazza Pertini allargando il perimetro della festa.