IL FOCUS
|Monza, Università Bicocca: salgono le domande di iscrizione per le professioni sanitarie
I dati registrano un aumento del 26% rispetto allo scorso anno accademico. Un segnale positivo, che si unisce all’alto numero di laureati in corso e di occupati ad un anno dal conseguimento del titolo, per un settore in perenne carenza di personale.
Monza. La carenza di medici, infermieri e professionisti della sanità pubblica è ormai cronica. Basti pensare che, secondo i dati più recenti, in tutta Italia mancano oltre 5mila medici di base e gli infermieri sono il 20% in meno della media dell’Unione europea. Anche a Monza e in Brianza, visto che la Lombardia è nel nostro Paese una delle Regioni più sofferenti dal punto di vista dei numeri della sanità, la situazione è piuttosto critica. E la formazione è sicuramente la prima leva almeno per ridurre gli effetti negativi di un trend che già oggi, con liste di attesa lunghissime e sempre più persone costrette a rinunciare alle cure perché non in grado di sostenere i costi del settore privato, non promette niente di buono per il prossimo futuro.
È quindi da interpretare potenzialmente come una buona notizia l’aumento dell’interesse per i corsi di laurea delle professioni sanitarie dell’Università di Milano-Bicocca, che ha il suo Polo di Medicina e Chirurgia a Monza. Per l’anno accademico 2026/2027, infatti, sono state presentate complessivamente 1.063 domande di prima scelta a fronte di 575 posti disponibili. Un incremento di ben il 26% rispetto allo scorso anno accademico, quando le domande di prima scelta erano state 841 a fronte di 565 posti, che riguarda tutti i corsi di laurea.
I DATI
A livello percentuale i numeri premiano in particolare Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, Infermieristica, Igiene dentale e Tecniche di radiologia medica, che registrano un aumento delle domande di ammissione oscillante tra il 41 e il 62%. In senso assoluto il corso che ha ricevuto il maggior numero di domande è Fisioterapia, con 357 richieste per 50 posti disponibili, seguito da Infermieristica, che si avvicina alla piena copertura dei posti messi a bando per l’anno accademico 2026/2027, con 348 richieste, in deciso aumento rispetto alle 230 dell’anno scorso, a fronte di 350 posti disponibili.
“La crescita delle domande di ammissione alle Professioni sanitarie, che per la maggior parte dei corsi supera quello dei posti disponibili, è un segnale importante – afferma il Rettore dell’Università di Milano-Bicocca, Marco Emilio Orlandi – sempre più giovani riconoscono il valore di professioni che hanno un impatto diretto sulla vita delle persone e sulla qualità del nostro sistema di cura”. “In una università pubblica come la nostra – continua – questo interesse rende ancora più importante offrire una formazione solida, capace di rispondere ai bisogni del Servizio sanitario nazionale”.
LE PROSPETTIVE
In attesa che il 24 settembre siano pubblicate le graduatorie delle prove di ammissione ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie dell’Università di Milano-Bicocca, svolte il 16 settembre al Parco esposizioni di Novegro a Segrate, per il futuro le speranze di un settore cruciale per il benessere sociale arrivano anche dai numeri riguardanti chi è già arrivato in fondo al percorso accademico intrapreso. Secondo l’ultima indagine AlmaLaurea, relativa al 2025, infatti, nel Polo di Medicina e Chirurgia di Monza mediamente il 90% circa dei corsisti in Tecniche di laboratorio biomedico, Ostetricia, Tecniche di radiologia medica e Fisioterapia si è laureato nei tempi previsti.
Superano il 70% anche i laureati in corso della laurea magistrale in Scienze infermieristiche ed ostetriche, Igiene dentale e Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva. A stupire in positivo, però, è soprattutto il tasso di occupazione ad un anno dalla laurea all’Università Bicocca. Le percentuali per tutte le professioni sanitarie sono, se si trattasse di elezioni, da maggioranza bulgara. Non si scende mai al di sotto dell’80% e si arriva al 90,5% della laurea triennale in Infermieristica e addirittura al 100% delle Tecniche di radiologia medica. Se, poi, si considera la percentuale degli occupati sulla forza lavoro, intesa come coloro che cercano lavoro, si raggiunge o si sfiora il 100% per tutte le professioni sanitarie.
Insomma nel settore medico, che in questo periodo assomiglia ad una nave sbattuta dal mare in tempesta tra il recentissimo sciopero dei medici di base contro una riforma della sanità vissuta come un aggravio di responsabilità e limiti e la speranzosa firma dell’ipotesi di rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Sanità 2025-2027, qualche certezza si intravede. La capacità di saperle coltivare farà la differenza.


