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Monza, dal freestyle del Marsala Bars agli smartphone: il Consiglio si divide sui giovani

Bocciata la mozione per tutelare i ragazzi del Marsala Bars, approvata quella contro l’abuso del cellulare con la proposta di un ambulatorio psicologico.

Giovani che si sfidano a colpi di parole e giovani “schiavi” del telefonino. I ragazzi, siano essi bambini, adolescenti o ventenni, sono stati al centro della discussione del consiglio comunale di Monza di lunedì 28 settembre. Una seduta dalla quale sono uscite due mozioni che riguardano la città. La prima, redatta dal consigliere comunale di Civicamente, Paolo Piffer, riguarda i ragazzi del Marsala Bars; la seconda, invece, voluta dalla consigliere comunale Tullio Parrella, della lista Azione con Calenda, punta l’indice contro l’uso smodato degli smartphone.

Le due mozioni sui giovani a Monza

Le due mozioni, sebbene condivise da tutti nella sostanza, hanno però avuto destini diversi: la prima è stata bocciata, la seconda approvata. È la politica bellezza, viene da dire. Ma al di là degli schieramenti, una cosa certa: pochi giorni fa i ragazzi del Marsala Bars, che si riuniscono settimanalmente nella piazza accanto alla Coop di via Marsala per i loro contest di freestyle, sono stati oggetto di un nuovo intervento della polizia locale, sollecitata ai residenti.

L’obiettivo è coniugare due diritti: quello a divertirsi e quello a riposare, che soprattutto d’estate esplode in tutto la sua difficoltà. Per questo l’assessora ai Giovani, Andreina Fumagalli, sta valutando seriamente l’ipotesi di trasferire i ragazzi al centro sportivo Rosmini di via Fermi. Ipotesi probabile, ma la distanza dalla stazione Centrale fa riflettere.

Ecco perché sul tavolo sono comparse altre due soluzioni: l’area verde del centro civico di via Silva e l’area verde appena presentata dal sindaco, Paolo Pilotto, di piazzale Virgilio. Dalle riunioni in piazza alla solitudine del telefonino, un salto che solo all’apparenza è impossibile. “Oggi – ha detto Parrella – mi rivolgo all’aula per impegnare la giunta municipale affinché si attivi con l’Asst locale per creare anche nella nostra città un ambulatorio psicologico”.

Tullio Parrella

Esperienza analoga è stata già realizzata a Macherio e il desiderio di Parrella, che ha anche richiamato l’esecutivo cittadino a una maggiore intraprendenza con Roma, è di muoversi in questo solco. La frase cui ha fatto riferimento, che potrebbe anche essere usata come slogan, è: “Posa quel telefono“. Un’espressione comune a tutti, compreso l’assesore al Welfare, Egidio Riva, che ha condiviso in pieno l’iniziativa. “ Secondo me – ha concluso – ha colto in pieno il problema”