Martin Luther King genitori e studenti uniti: “Nessuna manipolazione, solo assenza di dialogo con la dirigente”
Lettera di genitori e studenti dell’istituto Martin Luther King di Muggiò che rispondono alla preside, dopo lo sciopero di venerdì scorso.
Non si placano le tensioni all’istituto Martin Luther King di Muggiò, dopo lo sciopero degli studenti di venerdì scorso. Alla protesta, ha risposto in settimana la dirigente Caterina Mirasolo, a cui poi hanno replicato gli insegnanti. Ora arriva anche la presa di posizione di una rappresentanza di genitori e studenti, che ritengono “doveroso” replicare alle dichiarazioni della preside.
“Riteniamo infatti che tali affermazioni offrano una rappresentazione parziale e non rispondente alla realtà dei fatti, ledendo gravemente la dignità della componente studentesca, delle famiglie” scrivono in una nota.
“Non è stata una protesta violenta”
Studenti e famiglie contestano innanzitutto la descrizione della protesta come violenta o intimidatoria: “L’espressione del dissenso, avvenuta tramite cori e richieste di confronto, rientra nel pieno diritto di critica garantito dall’articolo 21 della Costituzione”, spiegano nella lettera, precisando che l’evento era stato regolarmente comunicato alla Questura e svolto sotto il controllo pacifico delle forze dell’ordine.
“Nessuna disponibilità al confronto”
“Non vi è stata alcuna forma di aggressione fisica né di intimidazione; al contrario, l’iniziativa è nata dalla ferma volontà di instaurare un dialogo che da tempo si rivela assente. La Dirigente ha dichiarato di aver sempre mantenuto un canale di comunicazione aperto. Al contrario, la mobilitazione è scaturita proprio da una prolungata e reiterata indisponibilità al confronto”. I genitori sottolineano che i rappresentanti di classe hanno inviato email istituzionali e di posta elettronica certificata per chiedere incontri e colloqui formali. “A tali formali richieste di contatto non è mai seguito alcun riscontro programmatic. L’unica cosa che abbiamo ricevuto è la circolare n. 16, avente a oggetto il richiamo al rispetto dei doveri di frequenza, pubblicata il 17 settembre, ovvero il giorno immediatamente precedente la manifestazione”.
Le giustificazioni per le assenze
“Nonostante le famiglie e gli studenti abbiano regolarmente presentato la giustificazione dell’assenza motivata dalla partecipazione a una pubblica manifestazione studentesca — esercizio di un diritto tutelato ai sensi
dell’artcolo 21 della Costituzione — a tutt’oggi numerosi studenti non risultano ancora giustificati nel registro.
Pertanto, la condotta riscontrata smentisce l’effettiva sussistenza di un tavolo di ascolto aperto, avendo la Dirigente sistematicamente ignorato le sollecitazioni delle famiglie e costretto la componente studentesca ad
assumere iniziative di protesta pacifica”.
I dati sull’avvicendamento dei docenti
“Sui dati, la Dirigente minimizza la portata del problema riferendosi a soli 4 avvicendamenti su un organico di 122 docenti. Questo dato appare parziale e fuorviante. La preoccupazione e il disagio delle famiglie sono concrete e si fondano sulle reali e documentate variazioni di personale docente che hanno compromesso la continuità didattica in classi di diversi indirizzi, con particolare riferimento ai docenti di materia.
In particolare, nel Liceo del “Made in Italy” e nell’indirizzo AFM (Amministrazione, Finanza e Marketing) quadriennale e tradizionale, sono stati sostituiti docenti qualificati e specializzati in tale percorso formativo. Questa scelta interrompe la continuità didattica di un percorso formativo d’eccellenza, le cui competenze specifiche non trovano corrispondenza nei programmi d’insegnamento degli altri percorsi ordinari.
L’accusa di sabotaggio
Riteniamo gravissime, offensive e inaccettabili le affermazioni secondo cui gli studenti sarebbero stati “manovrati e usati come scudo umano” da terzi per difendere “antichi privilegi” e “indegni feudi di cattedra”. Questo passaggio non solo insulta la maturità, l’indipendenza e la capacità di giudizio critico dei ragazzi, ma configura una vera e propria condotta diffamatoria nei confronti dei genitori e del personale
docente, ledendo l’autonomia intellettuale degli studenti. Rigettiamo con fermezza l’accusa di “sabotaggio” e di “scelte ritorsive” mossa a docenti e famiglie.
Le attività extra
La sospensione di alcune attività extracurriculari è la diretta
conseguenza del clima di profondo malessere e della totale assenza delle condizioni di serenità necessarie per lo svolgimento dei progetti; una responsabilità che ricade interamente sulla gestione verticistica e unilaterale dell’Istituto. Le dichiarazioni della Dirigente, oltre a non corrispondere al vero, risultano gravemente lesive dell’onore e della reputazione degli studenti, delle famiglie.
Per tali ragioni, nel ribadire l’infondatezza di quanto da lei sostenuto, la comunità scolastica si riserva sin d’ora ogni azione nelle sedi opportune per la tutela dell’immagine dei propri figli e dell’intero Istituto.
Riteniamo che l’intervento della politica non sia da considerarsi come un’indebita ingerenza, bensì come un atto auspicabile e necessario, laddove finalizzato a risolvere i problemi concretamente denunciati e a
favorire l’instaurazione di un dialogo realmente costruttivo con i vertici dell’Istituto. La comunità scolastica non cerca lo scontro, ma risposte concrete ed efficaci per il benessere e il futuro degli studenti”.
Genitori in piazza insieme ai figli
“Per concludere, ci teniamo a rettificare i dati relativi alla partecipazione alla manifestazione studentesca: le presenze non sono state 400, ma l’evento ha visto un’adesione considerevolmente maggiore, con oltre 700 studenti. Vedere i genitori scendere in piazza al fianco dei propri figli è un fatto straordinario, nonché la prova schiacciante che non vi è alcuna manipolazione, bensì una profonda e reale preoccupazione”.






